Emergenza caduta alberi, Legambiente: «Lo avevamo previsto, serve un nuovo approccio»

La nota del presidente Raffaele Corvasce

sabato 4 aprile 2026 13.25
«Quel che sta accadendo lo avevamo previsto e lo abbiamo gridato a gran voce già anni fa». Così il presidente di Legambiente Barletta, Raffaele Corvasce.

«Gestiti per decenni come fossero oggetti, gli alberi sono stati al centro di polemiche e scontri a volte anche molto duri, ma è cambiato poco da allora. Alcuni passi avanti sono stati fatti e Barletta si è dotata del censimento del verde, finalmente, ma non ha la possibilità economica di portare a compimento il lavoro svolto.

Resta quindi al momento un lavoro inutile, solo per fare un esempio.

Non riusciamo ancora a comprendere il valore centrale di questo "produttore di ossigeno" che non rappresenta solo elemento d'arredo ma valore aggiunto per strade, piazze, quartieri, città e soprattutto la cittadinanza. Elementi fondamentali di socializzazione e di benessere socio fisico per i cittadini.

Per tornare a ciò che sta accadendo, le cause non sono da ricercare esclusivamente nella gestione del verde, quali potature o capitozzature. Una buona gestione arborea è sicuramente fondamentale, ma se continuiamo ad avere un approccio monodisciplinare continueremo a sbagliare, fra alcuni anni saremo ancora qui a parlare di alberi che cascano come foglie al vento.

Cementificazione e strozzatura del colletto sono altri due elementi fondamentali per la buona salute di un albero. Per rispondere a chi chiede di mettere a dimora alberi con radici che vanno in profondità e non alberi con radici "superfiali" (termine abusato), dico che gli alberi respirano dalle foglie e dalle radici. Le radici che affiorano e spaccano l'asfalto, spesso non sono altro che la loro disperata esigenza "respirare" a causa di conche spesso molto piccole per alberi di grandi dimensioni.

Per concludere e tornare alle cadute di questi giorni riporto solo due esempi, quello nei pressi del castello e quello in via Foggia, peraltro con un tronco sanissimo.

Due giganti buoni crollati al suolo ed entrambi interessati, forse in un passato recente, da lavori stradali come si evince chiaramente dalle foto.

Per quello di piazza castello è evidente la traccia di asfalto che arriva a ridosso del tronco, mentre in quello di via Foggia è evidente un grosso tubo rosso che attraversa le radici.

Crediamo davvero che questi lavori non hanno compromesso la stabilità dei due alberi? Lo hanno sicuramente fatto!
Crediamo davvero che all'albero nei pressi del castello non siano state tranciate alcune radici? Lo hanno sicuramente fatto!

Crediamo davvero che per l'albero di via foggia per collegare quel tubo rosso non siano state tranciate anche in questo caso delle radici? Lo hanno sicuramente fatto!

Che sia potatura invasiva, capitozzatura o danni alle radici, l'albero non ci avverte subito ma ci mostra i danni a distanza di tempo.

Chiudo con alcune riflessioni. Quando ci sono lavori privati o pubblici che interessano aree verdi, o anche solo un albero, viene coinvolto il tecnico comunale competente per una valutazione di merito?

Quando si presentano progetti, anche semplici allacci o nuove condotte, il progetto sconta il parere del tecnico comunale competente?

Si continua a lavorare a compartimenti stagni quando la soluzione, forse, sarebbe un approccio multidisciplinare in ogni ambito della gestione della cosa pubblica.

Finché non comprenderemo appieno l'importanza del verde urbano e di ogni singolo albero non cambierà mai nulla e a pagarne le conseguenze saremo sempre noi cittadini».