Disfida di Barletta, si riaccende lo scontro politico

La voce del consigliere regionale De Santis, in risposta alle dichiarazioni di Lanotte

martedì 1 settembre 2026 10.21
A poche settimane dalle celebrazioni per la Disfida di Barletta e dopo il finanziamento di 140.000 euro da parte della Giunta Decaro e la presentazione di una nuova proposta di legge del centrosinistra in Consiglio regionale per rendere operativa la Fondazione della Disfida, si riaccende la polemica. Il consigliere regionale di Forza Italia Marcello Lanotte, presidente anche del Consiglio comunale di Barletta, ha rivolto dure accuse al centrosinistra, giudicando, fra le altre cose, inutile la nuova proposta di legge.

Sul punto l'intervista al consigliere regionale e segretario del PD Puglia Domenico De Santis.

La presentazione della nuova proposta di legge sulla Fondazione Disfida di Barletta è diventata nuova occasione di scontro politico con il consigliere regionale e presidente del Consiglio comunale di Barletta...
"Sarebbe bello, ogni tanto, scorgere un briciolo di volontà di lavorare insieme, di unire le forze e mettere da parte le divisioni politiche e le polemiche per puntare, uniti, al futuro e alla crescita culturale del territorio. È in questa direzione che va la nuova proposta di legge condivisa con i colleghi Ruggiero Passero, Debora Ciliento, Giovanni Vurchio e Nicola Rutigliano per sbloccare l'iter che renderà operativa la Fondazione Disfida di Barletta. Ma niente da fare, Lanotte non ha senso delle istituzioni. Abbiamo ricevuto accuse e lezioncine. Ma la verità è un altra".

E come rispondete?
"La Disfida quest'anno rischiava di non avere fondi regionali perché non si è ancora costituita la Fondazione e quindi non rientra nel circuito regionale della cultura. Abbiamo lavorato e non poco per reperire i 140mila euro per questa edizione, e invece di ringraziare Decaro e la Giunta regionale abbiamo letto in maniera surreale che le risorse sono arrivate grazie a lui. A me viene da ridere, perché non ho mai visto una narrazione così distante dalla realtà. La Regione è governata dal PD e da Decaro, quindi come può aver fatto arrivare le risorse un esponente della minoranza? E soprattutto perché dal Governo Meloni non è arrivato un euro, vista l'affinità politica con la maggioranza di centrodestra barlettana?".

Lanotte ha ricordato che una proposta di legge, quella che ha istituito la Fondazione, già c'era...
"Giuseppe Tupputi ha il merito di aver fatto approvare in maniera lungimirante la legge nella scorsa legislatura e gli va dato grande merito. Ma quella legge prevedeva un termine per la costituzione (entro il 2024), cosa che non è avvenuta. Solo questo basta per giustificare la nuova norma, ma in più abbiamo aggiornato la legge adeguandola alla nuova legislazione nazionale sul Terzo Settore. Lanotte anziché fare polemica, doveva chiamarci e sottoscriverla con noi la nuova proposta di legge, invece nervosamente fa polemica. Chi vuole davvero il bene della BAT deve portare risorse e infrastrutture materiali e immateriali come la Fondazione. Il resto è propaganda e politichetta. Barletta merita gli strumenti idonei a promuovere e sostenere adeguatamente la sua storia, che è parte anche della storia del Paese, la sua identità culturale, già riconosciuta fuori dai confini locali, e uno dei simboli più significativi per l'intero territorio della Bat".

Qual è il suo auspicio dunque per il percorso di questa nuova proposta di legge?
"Mi auguro che si possa procedere confrontandosi lealmente per giungere il prima possibile a fare della Fondazione Disfida di Barletta una realtà, superando le polemiche e le divisioni di bandiera. Dopo l'approvazione della legge regionale spero che con l'assessore alla Cultura e con il Sindaco di Barletta si possa procedere celermente alla costituzione della Fondazione nell'interesse esclusivo della città. Saremo ricordati, un giorno, per quello che saremo riusciti a fare, non per le recriminazioni. Ai cittadini e alle cittadine importa se riusciamo a migliorare le cose, non assistere a contese e scontri su tutto. La Disfida c'è già stata, nel 1503. Onoriamo quell'evento storico e quello che oggi rappresenta con la maturità istituzionale che merita".