Disagi al sottovia Imbriani, la denuncia della Lista Emiliano Sindaco di Puglia

La nota di Gennaro Rociola e Antonello Damato

martedì 10 marzo 2026 1.24
«È l'ennesima dimostrazione di un sistema che non regge, letteralmente e figurativamente. Quello che sta accadendo al sottovia di Via Imbriani – Viale Marconi a Barletta non è solo un "disagio tecnico", è lo specchio di una gestione della cosa pubblica che sembra procedere per toppe, invece che per soluzioni». Così il segretario cittadino e il capogruppo della lista Emiliano Sindaco di Puglia, Gennaro Rociola e Antonello Damato.


«Spendere quasi un quarto di milione di euro per ritrovarsi, dopo soli due anni, con i calcinacci che cadono sulla testa dei cittadini è inaccettabile. Non stiamo parlando di usura decennale, ma di un fallimento amministrativo che grida vendetta. Quando si investono cifre simili, il risultato dovrebbe essere la sicurezza, non un nuovo nastro rosso di "lavori in corso".

Questa vicenda ricorda tristemente il calvario dei cantieri per la fibra ottica. Il copione è lo stesso e con gli stessi cambiano solo i protagonisti:
L'illusione del progresso: Ti vendono l'innovazione (la banda ultra-larga o il sottopasso moderno).
L'esecuzione approssimativa: Le ditte arrivano, scavano, posano i cavi e poi "ripristinano" l'asfalto in modo così grossolano che, alla prima pioggia, le strade diventano percorsi di guerra.

Il risultato "campo di battaglia": buche profonde, avvallamenti pericolosi per ciclisti e motociclisti, e quell'effetto "patchwork" che trasforma le vie cittadine in una trapunta di catrame scadente.

Proprio come per le strade devastate dai lavori della fibra, dove il cittadino paga due volte (per il servizio e per i danni ai veicoli), qui a Barletta si paga per un'opera che resta chiusa. È la cultura della "consegna veloce" … ma non troppo … a discapito della "tenuta nel tempo".

Una questione di responsabilità
Se una strada appena asfaltata si sbriciola dopo il passaggio di una ditta privata, o se un sottopasso ristrutturato con 225 mila euro perde i pezzi, qualcuno deve risponderne. Non si può continuare a gestire il denaro pubblico come se fosse un fondo perduto per esperimenti falliti.

Barletta non ha bisogno di altri annunci trionfali, ma di amministratori attenti, collaudi seri e di ditte che rispondano della qualità dei materiali usati.
Siamo di fronte a una mancanza di rispetto per chi la nostra città la vive ogni giorno».