Crisi politica, Movimento 5 Stelle: «Questa è la fine politica della maggioranza»
La nota dei pentalstellati
mercoledì 29 luglio 2026
12.45
«La seduta del Consiglio Comunale di ieri ha certificato in modo inequivocabile la fine politica della maggioranza a sostegno del Sindaco Cosimo Cannito. Tra assenze strategiche e consiglieri sfilatisi al momento del voto, il centrodestra barlettano non ha più i numeri per governare la città». Così il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle.
«Il verdetto dell'aula è stato impietoso: sulla delibera per le nuove tariffazioni TARI 2026, l'amministrazione si è fermata ad appena 14 voti favorevoli, a fronte dei 17 necessari per garantire la maggioranza in prima lettura. Emblematico il comportamento dei consiglieri di maggioranza Maria Letizia Rana e Ruggiero Fiorella, che hanno scelto di non votare, unito alle assenze pesanti di numerosi altri esponenti del centrodestra cittadino. Di fronte a un palese disastro numerico e politico, al Sindaco Cannito non è rimasto che ammettere la resa. Mentre la maggioranza si consuma in regolamenti di conti interni e sbandamenti tattici, i problemi reali di Barletta restano irrisolti: dalle criticità su Via dei Muratori alla stasi del Pala Marchiselli, fino alla preoccupante situazione del PNRR. Un tema, quest'ultimo, che alla luce dei dati impietosi per la nostra città meriterebbe un Consiglio Comunale monotematico: una richiesta che, come Movimento 5 Stelle, avanziamo da tempo senza essere ascoltati.
Barletta non può restare bloccata in un perenne galleggiamento, in attesa che la maggioranza ritrovi "magicamente" i numeri e riesca a stringere i soliti accordi di poltrona. È di oggi la notizia della revoca dell'ennesimo assessore. Il solito modus operandi di un Sindaco che pensa a galleggiare, revocando assessori e muovendo pedine per salvare la sua poltrona: non sono bastati due anni e mezzo di scontri tra Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale. Questo è chiaramente un déjà-vu ormai trito e ritrito. Chiediamo perciò al Sindaco Cannito un atto di responsabilità: smetta di rinviare i problemi e prenda atto formalmente che la sua esperienza di governo è arrivata al capolinea. I cittadini barlettani non meritano di continuare a pagare il prezzo dell'incapacità e delle continue tensioni interne a questa amministrazione».
«Il verdetto dell'aula è stato impietoso: sulla delibera per le nuove tariffazioni TARI 2026, l'amministrazione si è fermata ad appena 14 voti favorevoli, a fronte dei 17 necessari per garantire la maggioranza in prima lettura. Emblematico il comportamento dei consiglieri di maggioranza Maria Letizia Rana e Ruggiero Fiorella, che hanno scelto di non votare, unito alle assenze pesanti di numerosi altri esponenti del centrodestra cittadino. Di fronte a un palese disastro numerico e politico, al Sindaco Cannito non è rimasto che ammettere la resa. Mentre la maggioranza si consuma in regolamenti di conti interni e sbandamenti tattici, i problemi reali di Barletta restano irrisolti: dalle criticità su Via dei Muratori alla stasi del Pala Marchiselli, fino alla preoccupante situazione del PNRR. Un tema, quest'ultimo, che alla luce dei dati impietosi per la nostra città meriterebbe un Consiglio Comunale monotematico: una richiesta che, come Movimento 5 Stelle, avanziamo da tempo senza essere ascoltati.
Barletta non può restare bloccata in un perenne galleggiamento, in attesa che la maggioranza ritrovi "magicamente" i numeri e riesca a stringere i soliti accordi di poltrona. È di oggi la notizia della revoca dell'ennesimo assessore. Il solito modus operandi di un Sindaco che pensa a galleggiare, revocando assessori e muovendo pedine per salvare la sua poltrona: non sono bastati due anni e mezzo di scontri tra Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale. Questo è chiaramente un déjà-vu ormai trito e ritrito. Chiediamo perciò al Sindaco Cannito un atto di responsabilità: smetta di rinviare i problemi e prenda atto formalmente che la sua esperienza di governo è arrivata al capolinea. I cittadini barlettani non meritano di continuare a pagare il prezzo dell'incapacità e delle continue tensioni interne a questa amministrazione».