Cessione volumetrie per Sant'Andrea, PD: «Altro che zero consumo di suolo, per Cannito e i suoi il territorio è una moneta di scambio»
La nota del gruppo consiliare dem
venerdì 27 marzo 2026
12.53
«Nelle sue linee di mandato il sindaco Cannito, sia nella sua prima sia in questa seconda consiliatura, ha indicato un indirizzo ben preciso: zero consumo di suolo. E invece, nei fatti, le politiche urbanistiche della sua amministrazione dimostrano il contrario. Con l'approvazione della convenzione di ieri per la cessione di volumetrie ai sei proprietari dei locali sottostanti l'ex convento di Sant'Andrea, in Consiglio comunale sì è avuta la dimostrazione plastica di come il territorio cittadino sia oramai diventato addirittura una specie di moneta di scambio». Lo dichiarano la capogruppo del PD Rosa Cascella, le consigliere Santa Scommegna, Lisia Dipaola, e il consigliere Giuseppe Paolillo
«Con quella convenzione, infatti, approvata da soli 17 consiglieri di maggioranza, che sui temi più importanti continua a perdere pezzi, l'amministrazione chiude i contenziosi e può sbloccare gli espropri per un'opera del valore di 17 milioni di euro, finanziata con fondi statali. Ci chiediamo, ma non c'erano davvero alternative a questa soluzione? Quanto altro cemento ancora occuperà lo spazio vitale della nostra città? Ci sarà una ragione se i proprietari non hanno accettato in prima istanza la valutazione del comune, pari a 530.000 euro totali, e invece si trovino d'accordo sugli 8.900 metri cubi di volumetrie in cui si traduce quella stessa valutazione? Cannito, in aula, dopo avere quasi con il tono della preghiera, esortato i consiglieri di maggioranza usciti dall'aula a rientrare e votare il provvedimento e, parole sue, "a non avere timori di nessun genere", poi ha aggiunto: "Io sono sicuro e tranquillo e poi che qualcuno si possa anche arricchire, io non faccio la guerra alla ricchezza, faccio la guerra alla povertà, per cui sono convinto, sicuro, arci convinto, non ho timore di votare questo provvedimento e vi esorto a votarlo". Insomma, ad un certo punto sembrava una televendita. Ma, soprattutto, l'ammissione di non avere alcun tipo di remore nel favorire quella che, di fatto, sarà l'ennesima speculazione edilizia sul territorio che impoverirà la comunità dei pochi spazi che ancora restano. La verità, caro Sindaco, è che la guerra la stai facendo alla nostra città, alla qualità della vita dei barlettani, peggiorandone il presente e ipotecandone il futuro».
«Con quella convenzione, infatti, approvata da soli 17 consiglieri di maggioranza, che sui temi più importanti continua a perdere pezzi, l'amministrazione chiude i contenziosi e può sbloccare gli espropri per un'opera del valore di 17 milioni di euro, finanziata con fondi statali. Ci chiediamo, ma non c'erano davvero alternative a questa soluzione? Quanto altro cemento ancora occuperà lo spazio vitale della nostra città? Ci sarà una ragione se i proprietari non hanno accettato in prima istanza la valutazione del comune, pari a 530.000 euro totali, e invece si trovino d'accordo sugli 8.900 metri cubi di volumetrie in cui si traduce quella stessa valutazione? Cannito, in aula, dopo avere quasi con il tono della preghiera, esortato i consiglieri di maggioranza usciti dall'aula a rientrare e votare il provvedimento e, parole sue, "a non avere timori di nessun genere", poi ha aggiunto: "Io sono sicuro e tranquillo e poi che qualcuno si possa anche arricchire, io non faccio la guerra alla ricchezza, faccio la guerra alla povertà, per cui sono convinto, sicuro, arci convinto, non ho timore di votare questo provvedimento e vi esorto a votarlo". Insomma, ad un certo punto sembrava una televendita. Ma, soprattutto, l'ammissione di non avere alcun tipo di remore nel favorire quella che, di fatto, sarà l'ennesima speculazione edilizia sul territorio che impoverirà la comunità dei pochi spazi che ancora restano. La verità, caro Sindaco, è che la guerra la stai facendo alla nostra città, alla qualità della vita dei barlettani, peggiorandone il presente e ipotecandone il futuro».