Cementeria di Barletta, Collettivo Exit: «Un tavolo tecnico inutile»
La nota degli attivisti
mercoledì 24 giugno 2026
18.52
«Finalmente sembra essersi palesata la figura dell'assessore all'Ambiente della Regione Puglia, Deborah Ciliento. Questo "miracolo" è avvenuto durante il tavolo tecnico promosso dalla Provincia Bat per discutere della situazione della Buzzi Unicem dopo i dati emersi sulle fuoriuscite anomale (ben 13 nel 2025 e altre 2 nel 2026 nei mesi di febbraio e giugno), mentre l'iter per il rinnovo dell'autorizzazione integrata ambientale è fermo da due anni». Così gli attivisti del Collettivo Exit.
«Qualcuno direbbe bene; ma noi che abbiamo una certa diffidenza verso le istituzioni ci chiediamo cosa ha partorito questo ennesimo tavolo tecnico.
Oggi la Provincia Bat ha emanato una diffida nei confronti della Buzzi Unicem per possibili criticità strutturali dell'impianto; come al solito la montagna ha partorito il topolino.
Quello che invece dovrebbe fare il tavolo tecnico e la classe politica di questo territorio (e che non fa) è porsi una semplice domanda: può la città di Barletta, dopo le numerose criticità emerse, continuare ad ospitare un impianto che co-incenerisce CSS (combustibile solido secondario), l'ex combustibile da rifiuti? Secondo noi questa situazione non può più essere tollerata.
Ed è questo il punto centrale di una vera discussione e presa in carico del problema da parte della classe politica.
Il resto sono solo chiacchiere o peggio un modo come un altro per cercare di tamponare la situazione e tranquillizzare una comunità che è fortemente allarmata dal punto di vista sanitario e ambientale».
«Qualcuno direbbe bene; ma noi che abbiamo una certa diffidenza verso le istituzioni ci chiediamo cosa ha partorito questo ennesimo tavolo tecnico.
Oggi la Provincia Bat ha emanato una diffida nei confronti della Buzzi Unicem per possibili criticità strutturali dell'impianto; come al solito la montagna ha partorito il topolino.
Quello che invece dovrebbe fare il tavolo tecnico e la classe politica di questo territorio (e che non fa) è porsi una semplice domanda: può la città di Barletta, dopo le numerose criticità emerse, continuare ad ospitare un impianto che co-incenerisce CSS (combustibile solido secondario), l'ex combustibile da rifiuti? Secondo noi questa situazione non può più essere tollerata.
Ed è questo il punto centrale di una vera discussione e presa in carico del problema da parte della classe politica.
Il resto sono solo chiacchiere o peggio un modo come un altro per cercare di tamponare la situazione e tranquillizzare una comunità che è fortemente allarmata dal punto di vista sanitario e ambientale».