Caso Venditti-Raffaele Di Pietro, rinviata l’udienza sull’opposizione all’archiviazione
“Mai voluto colpire personalmente l’artista”, dice il titolare della pagina social Barlett e Avest
Non si è tenuta questa mattina, davanti alla gip del Tribunale di Trani Lucia Anna Volpe, l'udienza sull'opposizione alla richiesta di archiviazione presentata da Antonello Venditti nei confronti di Raffaele Di Pietro, conosciuto sui social come "Lello il Rosso", gestore della pagina Facebook "Barlett e Avast". Il procedimento è stato rinviato a data da destinarsi.
Al centro della vicenda ci sono i contenuti pubblicati dopo il concerto del cantautore romano tenuto il 25 agosto 2024 nel fossato del Castello di Barletta. In quella occasione Venditti, dal palco, rimproverò una spettatrice senza sapere che si trattasse di una donna con disabilità. Il video dell'episodio fece rapidamente il giro dei social, alimentando polemiche e migliaia di commenti. Successivamente l'artista chiarì pubblicamente di non essersi reso conto della situazione e chiese scusa alla donna e alla sua famiglia.
La Procura di Trani, con richiesta firmata dal pm Francesca Valerio, aveva però chiesto l'archiviazione del procedimento per diffamazione aggravata a carico di Di Pietro, ritenendo che quanto pubblicato fosse riconducibile al diritto di critica e alla libera manifestazione del pensiero. Nelle carte si legge che il contenuto non avrebbe avuto "il mero fine di denigrare" il cantante e che l'episodio risultava "oggettivamente fraintendibile".
Secondo la Procura, inoltre, le espressioni utilizzate non sarebbero state gratuitamente offensive nei confronti di un personaggio pubblico. Gli investigatori non sono invece riusciti a identificare gli autori dei commenti offensivi e minacciosi comparsi sotto i post pubblicati sui social, poiché Meta non avrebbe fornito i dati richiesti.
I legali di Venditti, gli avvocati Luca Pardo e Francesco Verri, hanno presentato opposizione alla richiesta di archiviazione, chiedendo ulteriori approfondimenti investigativi e l'imputazione coatta di Di Pietro per diffamazione aggravata.
Dopo il rinvio dell'udienza, "Lello il Rosso" ha affidato ai social un lungo messaggio: «Non ho mai avuto l'intenzione di diffamare o colpire personalmente Antonello Venditti, artista che io stimo e ho sempre seguito e apprezzato. La mia reazione nacque esclusivamente dalla percezione immediata di ciò che appariva ai miei occhi e agli occhi di molti presenti».
«Confido semplicemente – ha aggiunto – che venga riconosciuta la mia buona fede e il contesto nel quale maturò quella pubblicazione».
Sulla vicenda è intervenuto anche il difensore Michele Cianci: «Non è giusto prendersela con un ragazzo che si occupa di tutte le problematiche sociali ed è sempre dalla parte dei deboli».