Caritas Barletta: «Servono volontari, soprattutto giovani»
L'appello del direttore Lorenzo Chieppa
martedì 25 agosto 2026
0.11
«Barletta è diventata un presidio di solidarietà riconosciuto, ma i volontari sono pochi. Faccio un appello in particolare ai giovani: veniteci ad aiutare, anche per una o due ore». È l'appello del direttore della Caritas di Barletta, Lorenzo Chieppa, al termine di un agosto particolarmente difficile.
Il caldo intenso e l'aumento della presenza di lavoratori stranieri impegnati nelle campagne e nei lidi hanno incrementato la pressione sui servizi Caritas. Alla mensa di via Cialdini e al dormitorio di via Manfredi si è aggiunto il servizio "Docce, Barberia e Lavanderia" di via Bonello 22, che offre anche il servizio di lavanderia con restituzione dei capi lavati e asciugati entro 48 ore. A fronte di una domanda crescente, però, diminuiscono i volontari. «Quest'anno c'è stata una vera desertificazione dei volontari», spiega Chieppa, invitando soprattutto i giovani a dedicare anche solo una o due ore del proprio tempo.
I numeri della mensa fotografano una situazione sempre più complessa: dai primi di agosto vengono serviti circa 150-160 pasti al giorno, con una previsione di crescita fino a 200-230 pasti quotidiani nel mese di settembre. Il dormitorio dispone invece di 30 posti, con una gestione flessibile per venire incontro anche a chi svolge lavori notturni o stagionali. A sostenere le attività ci sono anche i cosiddetti "volontari speciali", coinvolti attraverso i progetti di giustizia riparativa, ma il loro contributo non è sufficiente a coprire tutte le necessità. Un dato significativo riguarda infine la provenienza delle persone accolte. «Una volta era cinquanta e cinquanta. Adesso i barlettani sono più numerosi rispetto agli extracomunitari», sottolinea Chieppa. Alla Caritas arrivano inoltre persone da Bari e persino da altre regioni. «Barletta è diventata un presidio di solidarietà – conclude il direttore della Caritas – e questo va detto a favore di tutti».
Il caldo intenso e l'aumento della presenza di lavoratori stranieri impegnati nelle campagne e nei lidi hanno incrementato la pressione sui servizi Caritas. Alla mensa di via Cialdini e al dormitorio di via Manfredi si è aggiunto il servizio "Docce, Barberia e Lavanderia" di via Bonello 22, che offre anche il servizio di lavanderia con restituzione dei capi lavati e asciugati entro 48 ore. A fronte di una domanda crescente, però, diminuiscono i volontari. «Quest'anno c'è stata una vera desertificazione dei volontari», spiega Chieppa, invitando soprattutto i giovani a dedicare anche solo una o due ore del proprio tempo.
I numeri della mensa fotografano una situazione sempre più complessa: dai primi di agosto vengono serviti circa 150-160 pasti al giorno, con una previsione di crescita fino a 200-230 pasti quotidiani nel mese di settembre. Il dormitorio dispone invece di 30 posti, con una gestione flessibile per venire incontro anche a chi svolge lavori notturni o stagionali. A sostenere le attività ci sono anche i cosiddetti "volontari speciali", coinvolti attraverso i progetti di giustizia riparativa, ma il loro contributo non è sufficiente a coprire tutte le necessità. Un dato significativo riguarda infine la provenienza delle persone accolte. «Una volta era cinquanta e cinquanta. Adesso i barlettani sono più numerosi rispetto agli extracomunitari», sottolinea Chieppa. Alla Caritas arrivano inoltre persone da Bari e persino da altre regioni. «Barletta è diventata un presidio di solidarietà – conclude il direttore della Caritas – e questo va detto a favore di tutti».