Canale H, Sinistra Italiana: «Dal sindaco dilettantismo e superficialità istituzionale»

La nota del circolo cittadino

venerdì 24 luglio 2026 20.11
«Ci piacerebbe poter parlare di una semplice gaffe, invece siamo davanti all'ennesimo caso di dilettantismo, superficialità istituzionale e irresponsabilità da parte dell'Amministrazione Cannito. Parliamo ovviamente delle dichiarazioni recentemente rese dal Sindaco in Consiglio Comunale, che racconta in tutta serenità di aver delegato la ricerca di una soluzione al delicato problema del trattamento delle acque di prima pioggia, e dunque alle condizioni del nostro Canale H, ad una domanda posta a ChatGpt». Così il circolo cittadino di Sinistra Italiana.

«Possono attendere il Codice degli Appalti, la trasparenza delle procedure, possono attendere gli uffici tecnici competenti: il nostro sindaco delega la ricerca di aziende che dovrebbero occuparsi di un lavoro estremamente delicato ad una intelligenza artificiale, per di più notoriamente non affidabile in questo tipo di ricerche. Stiamo parlando di una ricerca sulle aziende in grado di fornire un trattamento delle acque di prima pioggia adeguato, per il nostro Canale H: un impianto strategico, rimasto fermo per anni, che richiede competenze, controlli e responsabilità.

La gravità della vicenda e della leggerezza con cui viene esposta sta su due fondamentali fronti: da una parte, il disinteresse e il discredito nei confronti degli uffici competenti e della trasparenza e serietà delle procedure, così come una evidente inconsapevolezza delle mancanze legate ai risultati generati dall'intelligenza artificiale rispetto a richieste di questo tipo; dall'altra, una più grave mancanza legata all'organico e all'organizzazione degli uffici stessi.
Il Sindaco stesso ammette che, dopo il fallimento del primo affidamento, l'intera procedura per assegnare il servizio alla nuova azienda si è bloccata perché "l'impiegato si è sentito male". «Stranamente – ha dichiarato in Consiglio il Primo cittadino - qualche minuto prima stava bene, qualche minuto dopo non stava più bene». Questo è lo stato in cui versa la macchina amministrativa della nostra città. Un Comune di oltre 90.000 abitanti non può permettersi che un iter vitale per la tutela della salute pubblica si fermi per un singolo dipendente in malattia. Significa che non esiste organizzazione, non esistono sostituzioni, non esiste un piano B. Esiste solo improvvisazione e approssimazione. Le sorti di Barletta non possono essere affidate ai risultati dell'IA e abbandonate alla disorganizzazione. Possiamo e dobbiamo pretendere il rispetto delle procedure e della salute pubblica».