Buzzi Unicem, Chiariello «Prima del consiglio comunale ho chiesto con apposita istanza accertamenti, dati e trasparenza»
La nota del vice presidente del comitato operazione aria pulita Bat
venerdì 11 settembre 2026
2.03
«Nei giorni scorsi, prima del Consiglio comunale, ho trasmesso al Sindaco di Barletta, alla Provincia BAT, ad ARPA Puglia, alla Regione, alla ASL BT e alla Prefettura una dettagliata istanza, corredata da cinque file video, sull'evento verificatosi la sera del 4 settembre presso lo stabilimento Buzzi Unicem di Barletta». Così il vice presidente del comitato operazione aria pulita Bat, Michele Alfredo Chiariello.
«Non ho chiesto agli Enti di formulare giudizi sulla base di fotografie o video.
Ho chiesto una cosa molto più semplice: accertare ciò che è realmente accaduto.
La stessa Buzzi Unicem ha escluso che vi sia stato un incendio, precisando però che, durante le operazioni di scarico di un automezzo, si sarebbe verificato un problema con fuoriuscita di "materiale cementizio" presso il silo 9.
Ed è proprio da qui che nascono le domande. Qual è stata la causa dell'anomalia? Che cosa si intende esattamente per "materiale cementizio"? Quale quantità di materiale è stata interessata? Come hanno funzionato i sistemi di contenimento? Vi è stata dispersione all'esterno dello stabilimento?
Quali accertamenti sono stati effettuati dagli Enti pubblici competenti?
Le immagini pongono inoltre un ulteriore elemento da chiarire: la nube non sembra limitarsi all'area dell'automezzo, ma appare interessare la struttura industriale e fuoriuscire anche da punti posti a quota elevata.
Questo non dimostra, da solo, né una violazione né un danno ambientale.
Ma proprio per questo serve una spiegazione tecnica, pubblica e verificabile.
Ho inoltre chiesto che tutta la documentazione relativa all'evento e gli eventuali esiti degli accertamenti vengano acquisiti, ove pertinenti, nel procedimento in corso per il rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale dello stabilimento.
Non significa anticipare un giudizio favorevole o contrario sull'AIA.
Significa pretendere che una decisione così importante venga assunta sulla base di un quadro istruttorio completo e aggiornato.
C'è poi una questione più ampia che Barletta non può continuare ad ignorare.
La città, negli anni, è arrivata sempre più vicina agli insediamenti produttivi. Oggi abitazioni, scuole, attività commerciali, luoghi di culto e di aggregazione convivono a distanza ridotta con importanti stabilimenti industriali.
La preesistenza della zona industriale non può escludere una verifica concreta e attuale della compatibilità delle attività produttive con il territorio circostante.
Per questo ho richiamato anche gli artt. 216 e 217 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie, relativi alle industrie insalubri.
A riscontro della domanda di attualità, il Sindaco ha risposto che c'è stato un sopralluogo, il giorno 7, dell'Arpa, i cui esiti ancora non sono noti. Tuttavia, auspico, e mi auguro, che, contestualmente all'episodio, o nelle immediatezza, sia stato fatto almeno un accesso da parte della Polizia Locale sia stato fatto e già potrebbe essere divulgata eventuale nota.
Ho apprezzato le parole del Sindaco che, finalmente, parla di preoccupazione e coinvolge tutta la cittadinanza. un plauso alle Consigliere Cascella e Diviccaro sempre concrete e presenti.
La mia posizione resta quella espressa nell'istanza: nessun allarmismo, ma neppure silenzi.
Servono dati, controlli, accertamenti e trasparenza.
Perché i cittadini hanno diritto di conoscere non soltanto ciò che non è accaduto, ma soprattutto ciò che è realmente accaduto».
«Non ho chiesto agli Enti di formulare giudizi sulla base di fotografie o video.
Ho chiesto una cosa molto più semplice: accertare ciò che è realmente accaduto.
La stessa Buzzi Unicem ha escluso che vi sia stato un incendio, precisando però che, durante le operazioni di scarico di un automezzo, si sarebbe verificato un problema con fuoriuscita di "materiale cementizio" presso il silo 9.
Ed è proprio da qui che nascono le domande. Qual è stata la causa dell'anomalia? Che cosa si intende esattamente per "materiale cementizio"? Quale quantità di materiale è stata interessata? Come hanno funzionato i sistemi di contenimento? Vi è stata dispersione all'esterno dello stabilimento?
Quali accertamenti sono stati effettuati dagli Enti pubblici competenti?
Le immagini pongono inoltre un ulteriore elemento da chiarire: la nube non sembra limitarsi all'area dell'automezzo, ma appare interessare la struttura industriale e fuoriuscire anche da punti posti a quota elevata.
Questo non dimostra, da solo, né una violazione né un danno ambientale.
Ma proprio per questo serve una spiegazione tecnica, pubblica e verificabile.
Ho inoltre chiesto che tutta la documentazione relativa all'evento e gli eventuali esiti degli accertamenti vengano acquisiti, ove pertinenti, nel procedimento in corso per il rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale dello stabilimento.
Non significa anticipare un giudizio favorevole o contrario sull'AIA.
Significa pretendere che una decisione così importante venga assunta sulla base di un quadro istruttorio completo e aggiornato.
C'è poi una questione più ampia che Barletta non può continuare ad ignorare.
La città, negli anni, è arrivata sempre più vicina agli insediamenti produttivi. Oggi abitazioni, scuole, attività commerciali, luoghi di culto e di aggregazione convivono a distanza ridotta con importanti stabilimenti industriali.
La preesistenza della zona industriale non può escludere una verifica concreta e attuale della compatibilità delle attività produttive con il territorio circostante.
Per questo ho richiamato anche gli artt. 216 e 217 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie, relativi alle industrie insalubri.
A riscontro della domanda di attualità, il Sindaco ha risposto che c'è stato un sopralluogo, il giorno 7, dell'Arpa, i cui esiti ancora non sono noti. Tuttavia, auspico, e mi auguro, che, contestualmente all'episodio, o nelle immediatezza, sia stato fatto almeno un accesso da parte della Polizia Locale sia stato fatto e già potrebbe essere divulgata eventuale nota.
Ho apprezzato le parole del Sindaco che, finalmente, parla di preoccupazione e coinvolge tutta la cittadinanza. un plauso alle Consigliere Cascella e Diviccaro sempre concrete e presenti.
La mia posizione resta quella espressa nell'istanza: nessun allarmismo, ma neppure silenzi.
Servono dati, controlli, accertamenti e trasparenza.
Perché i cittadini hanno diritto di conoscere non soltanto ciò che non è accaduto, ma soprattutto ciò che è realmente accaduto».