«Benvenuti negli orti sociali… spontanei della zona 167»
La nota di Rete Civica
giovedì 26 marzo 2026
«Barletta si conferma città all'avanguardia. Mentre altrove si progettano orti urbani con bandi, regolamenti e inaugurazioni in pompa magna, nella nostra zona 167 si è scelta una strada più innovativa, più autentica, più… naturale: gli orti sociali spontanei. È quanto abbiamo avuto modo di osservare ieri mattina, quando un cittadino – evidentemente più lungimirante di altri – è stato visto raccogliere verdura selvatica direttamente dallo spartitraffico-marciapiede. Non un gesto casuale, ma una vera e propria esperienza immersiva nel nuovo modello di gestione del verde pubblico: quello dell'abbandono produttivo». Così i referenti di Rete Civica, Giuseppe Calabrese, Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella.
«D'altronde, perché limitarsi a curare aiuole e spazi verdi quando si può lasciare che la natura faccia il suo corso, trasformando interi quartieri in riserve agricole urbane? Un modello sostenibile, a chilometro zero e soprattutto a costo zero per l'amministrazione. La zona 167, in questo senso, rappresenta oggi un laboratorio a cielo aperto. Erbacce ovunque, vegetazione incontrollata, marciapiedi trasformati in micro-ecosistemi: un trionfo di biodiversità che, a quanto pare, può persino sfamare qualcuno. Altro che degrado: qui siamo di fronte a una nuova frontiera del welfare verde.
Peccato solo che, nel frattempo, i residenti continuino a segnalare incuria, scarsa manutenzione e condizioni di abbandono in aree densamente urbanizzate. Ma forse non hanno ancora compreso il valore di questa rivoluzione silenziosa.
Rete Civica Barletta, con spirito costruttivo, prende atto di questa evoluzione e invita l'amministrazione a fare un ulteriore passo avanti: dotare ufficialmente gli spartitraffico di cestini per la raccolta, installare cartelli "raccolta consentita" e, perché no, organizzare visite guidate nei nuovi orti sociali diffusi. Sarebbe almeno un modo per dare un senso – seppur ironico – a una situazione che, per i cittadini, resta tutt'altro che divertente. Perché al netto della satira, la realtà è semplice: Barletta merita una gestione del verde pubblico dignitosa, programmata e costante. Non improvvisata. Non abbandonata. E soprattutto non affidata al caso».
«D'altronde, perché limitarsi a curare aiuole e spazi verdi quando si può lasciare che la natura faccia il suo corso, trasformando interi quartieri in riserve agricole urbane? Un modello sostenibile, a chilometro zero e soprattutto a costo zero per l'amministrazione. La zona 167, in questo senso, rappresenta oggi un laboratorio a cielo aperto. Erbacce ovunque, vegetazione incontrollata, marciapiedi trasformati in micro-ecosistemi: un trionfo di biodiversità che, a quanto pare, può persino sfamare qualcuno. Altro che degrado: qui siamo di fronte a una nuova frontiera del welfare verde.
Peccato solo che, nel frattempo, i residenti continuino a segnalare incuria, scarsa manutenzione e condizioni di abbandono in aree densamente urbanizzate. Ma forse non hanno ancora compreso il valore di questa rivoluzione silenziosa.
Rete Civica Barletta, con spirito costruttivo, prende atto di questa evoluzione e invita l'amministrazione a fare un ulteriore passo avanti: dotare ufficialmente gli spartitraffico di cestini per la raccolta, installare cartelli "raccolta consentita" e, perché no, organizzare visite guidate nei nuovi orti sociali diffusi. Sarebbe almeno un modo per dare un senso – seppur ironico – a una situazione che, per i cittadini, resta tutt'altro che divertente. Perché al netto della satira, la realtà è semplice: Barletta merita una gestione del verde pubblico dignitosa, programmata e costante. Non improvvisata. Non abbandonata. E soprattutto non affidata al caso».