Barletta, «il sottovia che affonda alle prime gocce: il disagio quotidiano ignorato»
La nota di Rete Civica
martedì 17 marzo 2026
15.25
«Barletta continua a fare i conti con una gestione delle opere pubbliche che, più che guardare alla durabilità e all'efficienza, sembra spesso limitarsi all'effetto inaugurazione - si legge nella nota di Rete Civica - È il caso emblematico del sottovia tra Via Andria, Viale Vittorio Veneto e Via Callano, un'infrastruttura che, nonostante la sua importanza strategica per la mobilità pedonale, diventa impraticabile già alle prime piogge.
Un disagio tutt'altro che marginale, considerando che il passaggio è utilizzato quotidianamente da centinaia — se non migliaia — di cittadini, tra cui numerosi studenti delle scuole "E. Fieramosca" e del liceo scientifico "Cafiero". Giovani costretti, puntualmente, a fare lo slalom tra pozzanghere che si trasformano in veri e propri laghi, quando non a rinunciare del tutto al percorso.
La situazione colpisce in maniera particolare i residenti del quartiere Medaglie d'Oro che hanno tempestivamente segnalato con foto eloquenti, che attraverso il comitato omonimo da tempo cercano di richiamare l'attenzione dell'amministrazione comunale sulle criticità diffuse dell'area. Un impegno civico costante che, tuttavia, sembra scontrarsi con una preoccupante inerzia istituzionale.
Ciò che rende il quadro ancora più paradossale è che le problematiche del sottovia non rappresentano una sorpresa. Già durante la fase di cantiere erano emersi segnali evidenti di criticità, puntualmente ignorati o sottovalutati. E così, quella che era stata presentata come un'opera simbolo di modernità e riqualificazione urbana si è trasformata nell'ennesimo esempio di intervento incompiuto sotto il profilo funzionale.
A completare il quadro, vi è una rete stradale che, ad ogni pioggia, si trasforma in un sistema fluviale improvvisato: buche rattoppate che si sgretolano, asfalto che cede, carreggiate che diventano pericolose tanto per i pedoni quanto per gli automobilisti. Un copione ormai noto, che si ripete con una puntualità quasi rassicurante — se non fosse per le conseguenze sulla sicurezza e sulla qualità della vita dei cittadini.
Rete Civica Barletta ritiene non più rinviabile un intervento strutturale serio e risolutivo. Non bastano interventi tampone né rassicurazioni di circostanza: serve una pianificazione concreta, capace di restituire dignità e funzionalità a un'area nevralgica della città.
Perché se è vero che la pioggia non si può evitare, è altrettanto vero che allagamenti annunciati e disservizi cronici non possono più essere considerati una fatalità. O, almeno, non dovrebbero esserlo in una città che ambisce a definirsi moderna.
Nel frattempo, i cittadini continuano a fare ciò che fanno da sempre: arrangiarsi. Con ombrelli, pazienza e, sempre più spesso, con una legittima amarezza».
Un disagio tutt'altro che marginale, considerando che il passaggio è utilizzato quotidianamente da centinaia — se non migliaia — di cittadini, tra cui numerosi studenti delle scuole "E. Fieramosca" e del liceo scientifico "Cafiero". Giovani costretti, puntualmente, a fare lo slalom tra pozzanghere che si trasformano in veri e propri laghi, quando non a rinunciare del tutto al percorso.
La situazione colpisce in maniera particolare i residenti del quartiere Medaglie d'Oro che hanno tempestivamente segnalato con foto eloquenti, che attraverso il comitato omonimo da tempo cercano di richiamare l'attenzione dell'amministrazione comunale sulle criticità diffuse dell'area. Un impegno civico costante che, tuttavia, sembra scontrarsi con una preoccupante inerzia istituzionale.
Ciò che rende il quadro ancora più paradossale è che le problematiche del sottovia non rappresentano una sorpresa. Già durante la fase di cantiere erano emersi segnali evidenti di criticità, puntualmente ignorati o sottovalutati. E così, quella che era stata presentata come un'opera simbolo di modernità e riqualificazione urbana si è trasformata nell'ennesimo esempio di intervento incompiuto sotto il profilo funzionale.
A completare il quadro, vi è una rete stradale che, ad ogni pioggia, si trasforma in un sistema fluviale improvvisato: buche rattoppate che si sgretolano, asfalto che cede, carreggiate che diventano pericolose tanto per i pedoni quanto per gli automobilisti. Un copione ormai noto, che si ripete con una puntualità quasi rassicurante — se non fosse per le conseguenze sulla sicurezza e sulla qualità della vita dei cittadini.
Rete Civica Barletta ritiene non più rinviabile un intervento strutturale serio e risolutivo. Non bastano interventi tampone né rassicurazioni di circostanza: serve una pianificazione concreta, capace di restituire dignità e funzionalità a un'area nevralgica della città.
Perché se è vero che la pioggia non si può evitare, è altrettanto vero che allagamenti annunciati e disservizi cronici non possono più essere considerati una fatalità. O, almeno, non dovrebbero esserlo in una città che ambisce a definirsi moderna.
Nel frattempo, i cittadini continuano a fare ciò che fanno da sempre: arrangiarsi. Con ombrelli, pazienza e, sempre più spesso, con una legittima amarezza».