«Barletta e i fondi europei: meglio non partecipare, così non si rischia di vincere»
La nota di Rete Civica
venerdì 20 marzo 2026
12.48
«La pubblicazione della graduatoria provvisoria relativa all'Avviso pubblico per la realizzazione di infrastrutture verdi urbane e periurbane, finanziato nell'ambito del PR Puglia FESR-FSE+ 2021–2027, certifica in modo inequivocabile la distanza tra i Comuni che programmano e costruiscono il futuro e quelli che, invece, scelgono di restarne ai margini. A fronte di 137 candidature presentate da enti locali pugliesi, a dimostrazione di una diffusa capacità amministrativa di intercettare risorse strategiche, il Comune di Barletta si segnala per un dato tanto semplice quanto grave: la totale assenza. Nessuna candidatura, nessun progetto, nessuna iniziativa». Così i referenti di Rete Civica, Giuseppe Calabrese, Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella.
«Non si tratta, dunque, di un risultato negativo o di una posizione sfavorevole in graduatoria, ma di una scelta, o peggio, di una incapacità, che ha escluso a priori la città da un'opportunità concreta di sviluppo, con una dotazione finanziaria superiore agli 11 milioni di euro destinata alla rigenerazione ambientale e urbana. È difficile non rilevare come tale comportamento rappresenti una grave responsabilità amministrativa. In una fase storica in cui le risorse europee costituiscono uno strumento decisivo per sostenere la transizione ecologica e migliorare la qualità della vita nelle città, non partecipare equivale a rinunciare consapevolmente al futuro.
Ancora più evidente appare il divario con altri Comuni, molti dei quali non solo hanno partecipato, ma hanno presentato proposte progettuali ritenute ammissibili e, in alcuni casi, finanziabili. Barletta, invece, ha scelto di non esserci. Rete Civica denuncia con fermezza questa ennesima dimostrazione di inefficienza e assenza di visione strategica. Non è più accettabile che la città venga sistematicamente esclusa, per inerzia amministrativa, da opportunità che altri territori colgono con determinazione. Non partecipare non è neutralità: è una responsabilità politica e amministrativa precisa. Per il futuro, non bastano auspici. Servono competenze, programmazione e una reale assunzione di responsabilità. Diversamente, il rischio è che Barletta continui a perdere occasioni irripetibili, condannandosi a un ruolo sempre più marginale nel contesto regionale».
«Non si tratta, dunque, di un risultato negativo o di una posizione sfavorevole in graduatoria, ma di una scelta, o peggio, di una incapacità, che ha escluso a priori la città da un'opportunità concreta di sviluppo, con una dotazione finanziaria superiore agli 11 milioni di euro destinata alla rigenerazione ambientale e urbana. È difficile non rilevare come tale comportamento rappresenti una grave responsabilità amministrativa. In una fase storica in cui le risorse europee costituiscono uno strumento decisivo per sostenere la transizione ecologica e migliorare la qualità della vita nelle città, non partecipare equivale a rinunciare consapevolmente al futuro.
Ancora più evidente appare il divario con altri Comuni, molti dei quali non solo hanno partecipato, ma hanno presentato proposte progettuali ritenute ammissibili e, in alcuni casi, finanziabili. Barletta, invece, ha scelto di non esserci. Rete Civica denuncia con fermezza questa ennesima dimostrazione di inefficienza e assenza di visione strategica. Non è più accettabile che la città venga sistematicamente esclusa, per inerzia amministrativa, da opportunità che altri territori colgono con determinazione. Non partecipare non è neutralità: è una responsabilità politica e amministrativa precisa. Per il futuro, non bastano auspici. Servono competenze, programmazione e una reale assunzione di responsabilità. Diversamente, il rischio è che Barletta continui a perdere occasioni irripetibili, condannandosi a un ruolo sempre più marginale nel contesto regionale».