Barletta, 14enne investita da una bici elettrica: «Nessuno mi ha aiutata, mi hanno insultato e poi sono scappati»

L'episodio è avvenuto giovedì sera

domenica 9 agosto 2026
A cura di La redazione
«Mia figlia è rientrata a casa con una maschera di sangue in viso. È stato un trauma. Bisogna intervenire». È il racconto di Francesco, papà di Concetta, 14 anni, investita da una bici elettrica nella serata di giovedì 6 agosto in via Enrico Fermi, nel quartiere Patalini. Erano circa le 22:30 quando la ragazza, mentre rientrava a casa, è stata travolta. Fortunatamente ha riportato un trauma facciale e una prognosi di 15 giorni, ma la paura è stata tanta. Dopo una giornata trascorsa in ospedale per gli accertamenti, Concetta ha trovato la forza di raccontare quanto accaduto.

«Stavo attraversando vicino alla fontana e avevo appena chiamato mia madre per dirle che stavo tornando a casa. Mi sono girata a sinistra e ho visto arrivare una bicicletta elettrica che correva verso di me. Mi ha colpita e sono caduta. Avevo mal di testa, mi sentivo stordita e mi faceva male tutto». A preoccupare maggiormente la ragazza, però, è stato il comportamento delle persone a bordo della bici. «Nessuno mi ha aiutata, né il ragazzo alla guida né la ragazza che era con lui. Lei si è messa a ridere, mi hanno anche insultata e poi se ne sono andati». A soccorrere Concetta è stata una passante, che le ha offerto un fazzoletto e dell'acqua. La 14enne è quindi riuscita a rialzarsi e a raggiungere casa, dove ad aspettarla c'erano i genitori. «È tornata a casa che era una maschera di sangue – racconta papà Francesco –. Non auguro a nessuno un'esperienza del genere. Credo sia arrivato il momento di trovare una soluzione rispetto all'utilizzo di queste biciclette elettriche e, soprattutto, di educare i ragazzi. Non me la prendo con loro, ma con noi genitori».

La famiglia chiede anche un maggiore intervento da parte delle istituzioni, con più controlli e norme più severe. «Tutto parte dall'educazione che viene data in famiglia. Una parte della responsabilità la do a noi genitori», sottolinea Francesco.
Concetta, che pratica Kick-Boxing, ora sta lentamente recuperando, ma ammette di avere ancora qualche timore: «Queste biciclette non le senti arrivare e spesso non hanno neppure le luci. Non le vedi e non le senti, bisogna sempre stare attenti».
Infine, la ragazza rivolge un messaggio ai suoi coetanei: «Sono stati poco umani nei miei confronti. Avrebbero potuto trovare una persona più debole e sarebbe potuto succedere qualcosa di molto più grave. Dovrebbero essere più umani e capire quello che possono provocare».

Anche papà Francesco lancia un appello: «Assicuratevi prima delle condizioni della persona e, se è il caso, autodenunciatevi. Non scappate. Un incidente può succedere, ma da quell'incidente può nascere una disgrazia, e quelle disgrazie poi le paghiamo noi genitori».