Asta di beneficenza: 4000 euro raccolti per le famiglie colpite dal crollo

Bilancio parzialmente positivo considerando i presupposti. Si sarebbe potuto fare tanto altro

lunedì 14 novembre 2011 15.51
A cura di Francesca Piazzolla
Una serata partita con i migliori auspici all'insegna della beneficenza, per poter ridare una casa a chi un tetto per bruta fatalità l'ha persa assieme ai suoi più cari averi e sta vivendo una situazione di disagio psicologico ed economico dovuto al distacco.

Questi i presupposti dell'asta di beneficienza tenutasi ieri presso la chiesa di S. Antonio, iniziativa appoggiata dal Comune di Barletta, nata dall'animo solidale della federazione delle arti barlettani presieduta da Ezio Spina che a pochissimi giorni dal crollo ha richiamando all'attenzione artisti locali e non, che hanno prestato le proprie opere, 76 tele per la precisione, allo scopo benefico. Le tele all'asta spaziavano dal figurativo all'astratto fino all'informale, firmate da autori già affermati nel panorama nazionale e in taluni casi anche all'estero, meritevoli di lode non solo per la bravura dell'artista ma per il valore aggiunto apportato dalla finalità dell'iniziativa. Un'asta come qualsiasi altra asta presieduta da un battitore, questa volta d'eccellenza impersonato da Antonio Vitale e un tesoriere, don Sabino Lattanzio. Il tutto svoltosi sotto l'occhio viglile e partecipativo del sindaco Nicola Maffei convenuto per l'occasione.

Una iniziativa, anzi, una festa dell'arte che si sperava potesse fare tanto, che ha trovato consensi inizialmente in ambito locale e successivamente a livello regionale e interregionale accogliendo opere di artisti provenienti anche da città come Venezia o Milano, a dimostrazione del fatto che "la sensibilità dell'artista va oltre il confine regionali".

L'asta è stata aperta con la donazione dei piccoli alunni del VII Circolo Statale "Giovanni Paolo II" che monetina su monetina sono riusciti a raccogliere 280 euro per l'acquisto del "La Creazione dell'Universo", opera da esporre nel proprio istituto realizzata da un'artista barlettana parente di una delle vittime del crollo. Un acquisto al quale no ne sono succeduti molti. Il bilancio conclusivo non è stato dei positivi tenendo a mente la mancata adesione dei cittadini barlettani in contrasto a quella avuta in altre occasioni, soprattutto di quanti avrebbero potuto contribuire senza intaccare i conti per l'arrivo a fine mese. Su 76 opere generosamente messe a disposizione, solo 35 hanno trovato un acquirente e per cifre irrisorie, comprese tra i 50 e i 250 euro, circa quattro volte inferiori alla attuale quotazione di mercato, senza considerare le opere affidate per sorteggio dietro una donazione irrisoria per l'acquisto del biglietto.

Riscontrata la partecipazione di gente comune con tanta buona volontà che nei limiti del possibile ha contribuito a divenire una goccia nel mare della solidarietà, al quale va un sentito grazie per i 4000 euro raccolti per le famiglie affidati alla tutela di Don Sabino Lattanzio, parroco della chiesa di S.Giacomo colpita direttamente dal lutto.

Si sarebbe potuto fare tanto altro ancora riflettendoci. Forse manca solo la forza di volontà.
Asta benefica
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