Allarme criminalità nella BAT: servono più presidi delle Forze dell’Ordine a tutela di cittadini e imprese

Le considerazioni di SAP BAT

martedì 27 ottobre 2026 11.40
Dopo le dichiarazioni riportate su tutti i quotidiani di alcuni giorni orsono, il SAPBAT ritiene di dover produrre alcune considerazioni. La situazione criminale nella provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT) mostra un andamento a due facce, caratterizzato da un calo complessivo dei reati denunciati ma con forti criticità radicate nel riciclaggio, nel traffico di stupefacenti e nei reati predatori. Come ben risaputo i dati ufficiali dell'Indice della Criminalità del Sole 24 Ore (14/10/2026) posizionano la BAT al 60° posto su 106 province italiane. Pur registrando una flessione positiva nel volume totale delle denunce (con 11.559 reati totali), permangono primati e dinamiche criminali complessi sotto il profilo sia della microcriminalità che della criminalità organizzata.

Le principali criticità del territorio riguardano:

• Furti d'auto: Storico tallone d'Achille della provincia. Sebbene le ultime rilevazioni e le dichiarazioni delle forze dell'ordine evidenzino un calo significativo del 30% grazie a un'intensa attività di contrasto, la BAT si colloca ancora sul podio nazionale (terzo posto in Italia, superata recentemente da Napoli). I furti in generale rappresentano il 45% dei reati totali denunciati nella provincia.
• Riciclaggio e reati finanziari: È uno dei dati più allarmanti. La BAT sale fino al 4° posto nazionale per riciclaggio e impiego di denaro sporco, segno di un forte interesse della criminalità nel ripulire capitali illeciti all'interno del tessuto economico legale.
• Traffico di stupefacenti: La provincia si piazza al 7° posto in Italia per reati legati alla droga. Di recente, le indagini della Procura di Trani hanno smantellato grosse centrali di spaccio anche di droghe sintetiche (come chetamina ed ecstasy) gestite da reti di giovanissimi.
• Danneggiamenti e incendi: Resta alta l'incidenza di incendi dolosi e atti intimidatori, spesso collegati a fenomeni estorsivi e di racket ai danni di imprese locali. Analizzando la mappa della criminalità organizzata, secondo quanto riportato dalle relazioni della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), descrivono la BAT come una "provincia cuscinetto" posizionata strategicamente tra le influenze della potente mafia foggiana (e malavita cerignolana) e i clan baresi (con piccole inflessioni anche di quella campana).

La struttura dei clan autoctoni è frammentata ma fortemente evoluta, con alleanze stabili con la criminalità albanese per la gestione del narcotraffico. La mappa dei gruppi criminali attivi si divide principalmente sulle tre città cardine:
1. Andria: Territorio storicamente sensibile, dominato in passato da grandi gruppi. Attualmente si registra la persistenza di elementi dei clan PistilloPesce (vicini agli Strisciuglio di Bari) e frange dell'ex clan PastoreCampanale.
2. Barletta: L'azione repressiva ha ridimensionato lo storico clan CannitoLattanzio. Rimangono operativi altri sodalizi minori e il gruppo StranieroSarcina, dediti soprattutto allo spaccio e alle estorsioni.
3. Trani: Si rileva l'operatività consolidata dei gruppi Corda-Lomolino e Fiore-Risoli (quest'ultimo con forti ramificazioni nel barese).

Nelle zone dell'Ofantino (Trinitapoli e San Ferdinando) poi, l'attenzione resta altissima per via dei legami di sangue e d'affari con i clan di Cerignola per l'assalto ai furgoni portavalori e tir. Sintetizzando, la scia di episodi di micro e macro criminalità che continua a interessare il territorio della provincia BAT impone una riflessione seria e, soprattutto, un intervento immediato e non più rimandabile da parte di tutte le istituzioni, nessuna esclusa.

Nonostante lo straordinario e costante sforzo profuso dalle Forze dell'Ordine locali, a cui va il nostro totale ringraziamento per le brillanti e recenti operazioni sul campo, la pressione della criminalità sul tessuto sociale ed economico nella sesta provincia ha raggiunto livelli di guardia che richiedono un'attenzione costante. Per queste ragioni, si rende indispensabile e urgente l'istituzione di nuovi e stabili presidi fissi delle Forze dell'Ordine nelle aree più sensibili delle città presenti in tutta la provincia, nei quartieri periferici e nei nodi strategici del commercio e del transito merci. Non si tratta solo di rispondere alle emergenze con interventi a macchia di leopardo, ma di garantire un controllo del territorio capillare, visibile e preventivo.

La sicurezza è un diritto fondamentale, è un investimento sul quale non si può LESINARE: i commercianti, gli imprenditori sotto scacco e le famiglie della BAT non possono essere lasciati soli a presidiare la legalità. Lodevole è l'attività posta in essere dalla Prefettura per arginare l'infiltrazione mafiosa nell'economia con l'uso intensificato delle interdittive antimafia, colpendo numerose aziende locali (specialmente nel settore edile) per bloccare il condizionamento dei clan negli appalti legali.

Parallelamente, la Procura di Trani e la Questura continuano a richiedere un rafforzamento dei presidi di polizia sul territorio per far fronte a una criminalità predatoria definita dagli stessi inquirenti ancora "impressionante"; non è sufficiente il considerevole rafforzamento degli organici di Polizia di questi due anni passati, bisogna affiancare un rafforzamento dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale, affiancando e accelerando i progetti di videosorveglianza integrata. La provincia BAT ha bisogno di sentire lo Stato vicino, forte e visibile. Solo attraverso un continuo investimento in sicurezza e potenziamento strutturale delle forze in campo sarà possibile restituire alla nostra comunità la legalità e la tranquillità che merita.