A Barletta la proiezione di The Idol: musica, impegno e solidarietà per Gaza
In programma mercoledì 8 aprile presso il pub Sab Sebastiano
venerdì 10 aprile 2026
11.52
Mercoledì 8 aprile, presso il pub Sab Sebastiano, in via Municipio a Barletta, è stato proiettato il film d'autore palestinese dal titolo The Idol, del 2015, doppiato in italiano. Il film, diretto da Hany Abu-Assad, racconta una versione romanzata della vita di Mohammed Assaf, cantante di matrimoni di un campo profughi della Striscia di Gaza, vincitore del concorso di canto Arab Idol nel 2013.
Durante la proiezione si è ammirato un canto attraversare e abbattere i muri e il cemento del San Sebastiano. Una voce che ha avuto origine in quel luogo dove il cielo e la terra sembrano quasi soffocare i passi ed il respiro, quel posto del mondo dove i sogni devono perseverare per non farsi morire.
Ma Mohammed Assad canta e continua a cantare per soffocare il rumore delle frontiere e dentro il suo canto c'è un messaggio potente "Noi cambieremo il mondo" perché la speranza deve sempre trovare un varco anche quando sembra non ci sia più spazio. The Idol non è soltanto un racconto di una vocazione, di un talento ma è resistenza, promesse, coraggio.
The Idol è la possibilità di fare esistere un mondo, e quel mondo ha cantato e continua a farlo, e dobbiamo sostenerlo, ed è da questa consapevolezza che anche a Bari si sono organizzate e si organizzano iniziative legate alle flottiglie per Gaza, missioni civili gestite, coordinate e programmate da attivisti e attiviste a livello internazionale.
All'evento organizzato dall'Associazione Wolakota e la collaborazione del Coordinamento NordBarese Pace e Disarmo, erano presenti ospiti da Bari con i quali si è aperto un interessante dibattito: Amina Tridente, Luciana Giorgetti e Tony La Piccirella per la Global Sumud Flotilla Puglia, Taysir Hasan per la Comunità Palestinese Puglia e Basilicata.
Il loro è un impegno straordinario che sta coinvolgendo sempre più persone, sempre più voci, sempre più canti. «Non siamo un partito, non siamo un movimento. Ciò di cui ci occupiamo è superare la propaganda che costruisce isolamento, impotenza, un dibattito che è impermeabile a quella che è la realtà». Come si legge sul loro sito, "Indipendenti. Apartitici. Nonviolenti. Internazionali. E determinati a non restare a guardare." e a non rimanere in silenzio.
La resistenza e resilienza dei palestinesi sono il faro del viaggio di solidarietà e speranza che guida la Global Sumud Flottilla. Da Livorno a Civitavecchia e Napoli, da Trieste ad Ancona e Bari, fino alla Sicilia, oltre alla Spagna e il NordAfrica, e poi a Gaza, le barche della flottiglia porteranno aiuti umanitari, medici e personale per la ricostruzione nella Striscia.
Ogni singolo viaggio delle imbarcazioni è un canto, lo stesso canto di Assaf. È solidarietà, è una protesta, e disobbedienza civile perché "I nostri governi ne sono complici e quando le istituzioni falliscono abbiamo il dovere di agire" e bisogna operare parlando di Gaza, sfidando politicamente il blocco, fare pressione a livello internazionale, tutto per poter immaginare un mondo più giusto. Sognare, proprio come fa Assaf.
La Global Sumud Flotilla è una rete di solidarietà che come ogni rete sta espandendo e allargando le sue maglie. Ogni singolo filo della maglia conta e ogni contributo fa la differenza ecco perché è importante sostenere il progetto internazionale con una donazione.
Questo canto esiste e tante persone non stanno in silenzio ma reagiscono e fanno. Si può continuare a reagire, ad operare e anche a sognare e cantare perché «Con questo viaggio vogliamo arrivare a Gaza non soltanto fisicamente, ma anche politicamente e umanamente. Vogliamo dare visibilità al fatto che il popolo italiano, anche quello pugliese, non ha nessuna intenzione di essere coinvolto in una guerra guidata dagli interessi di Israele e Stati Uniti… Noi invece vogliamo che la ricostruzione sia una ricostruzione solidale che non chiede nulla in cambio, se non il rispetto della volontà e della dignità di un popolo intero».
Durante la proiezione si è ammirato un canto attraversare e abbattere i muri e il cemento del San Sebastiano. Una voce che ha avuto origine in quel luogo dove il cielo e la terra sembrano quasi soffocare i passi ed il respiro, quel posto del mondo dove i sogni devono perseverare per non farsi morire.
Ma Mohammed Assad canta e continua a cantare per soffocare il rumore delle frontiere e dentro il suo canto c'è un messaggio potente "Noi cambieremo il mondo" perché la speranza deve sempre trovare un varco anche quando sembra non ci sia più spazio. The Idol non è soltanto un racconto di una vocazione, di un talento ma è resistenza, promesse, coraggio.
The Idol è la possibilità di fare esistere un mondo, e quel mondo ha cantato e continua a farlo, e dobbiamo sostenerlo, ed è da questa consapevolezza che anche a Bari si sono organizzate e si organizzano iniziative legate alle flottiglie per Gaza, missioni civili gestite, coordinate e programmate da attivisti e attiviste a livello internazionale.
All'evento organizzato dall'Associazione Wolakota e la collaborazione del Coordinamento NordBarese Pace e Disarmo, erano presenti ospiti da Bari con i quali si è aperto un interessante dibattito: Amina Tridente, Luciana Giorgetti e Tony La Piccirella per la Global Sumud Flotilla Puglia, Taysir Hasan per la Comunità Palestinese Puglia e Basilicata.
Il loro è un impegno straordinario che sta coinvolgendo sempre più persone, sempre più voci, sempre più canti. «Non siamo un partito, non siamo un movimento. Ciò di cui ci occupiamo è superare la propaganda che costruisce isolamento, impotenza, un dibattito che è impermeabile a quella che è la realtà». Come si legge sul loro sito, "Indipendenti. Apartitici. Nonviolenti. Internazionali. E determinati a non restare a guardare." e a non rimanere in silenzio.
La resistenza e resilienza dei palestinesi sono il faro del viaggio di solidarietà e speranza che guida la Global Sumud Flottilla. Da Livorno a Civitavecchia e Napoli, da Trieste ad Ancona e Bari, fino alla Sicilia, oltre alla Spagna e il NordAfrica, e poi a Gaza, le barche della flottiglia porteranno aiuti umanitari, medici e personale per la ricostruzione nella Striscia.
Ogni singolo viaggio delle imbarcazioni è un canto, lo stesso canto di Assaf. È solidarietà, è una protesta, e disobbedienza civile perché "I nostri governi ne sono complici e quando le istituzioni falliscono abbiamo il dovere di agire" e bisogna operare parlando di Gaza, sfidando politicamente il blocco, fare pressione a livello internazionale, tutto per poter immaginare un mondo più giusto. Sognare, proprio come fa Assaf.
La Global Sumud Flotilla è una rete di solidarietà che come ogni rete sta espandendo e allargando le sue maglie. Ogni singolo filo della maglia conta e ogni contributo fa la differenza ecco perché è importante sostenere il progetto internazionale con una donazione.
Questo canto esiste e tante persone non stanno in silenzio ma reagiscono e fanno. Si può continuare a reagire, ad operare e anche a sognare e cantare perché «Con questo viaggio vogliamo arrivare a Gaza non soltanto fisicamente, ma anche politicamente e umanamente. Vogliamo dare visibilità al fatto che il popolo italiano, anche quello pugliese, non ha nessuna intenzione di essere coinvolto in una guerra guidata dagli interessi di Israele e Stati Uniti… Noi invece vogliamo che la ricostruzione sia una ricostruzione solidale che non chiede nulla in cambio, se non il rispetto della volontà e della dignità di un popolo intero».