21 candeline per la Gastronomia San Nicola

Storia di famiglia, tradizioni e sapori che resistono al tempo, come quello dell’amatissima parmigiana

venerdì 27 febbraio 2026 10.18
Ventuno anni fa, a Barletta, Michele Nasca aveva 21 anni e un'idea chiara: aprire una gastronomia che parlasse di qualità, tradizione e quartiere. Oggi, a 41 anni, spegne idealmente 21 candeline insieme alla sua Gastronomia San Nicola, diventata un punto di riferimento per chi vive nei dintorni, e non solo.

Il nome non è casuale. La gastronomia sorge proprio di fronte alla Chiesa di San Nicola e nasce anche dall'amicizia con Don Vito Carpentiere, allora parroco della stessa chiesa. Un legame che racconta radici, comunità e fiducia reciproca.

Nel 2012, dopo sette anni di crescita costante, arriva la prima svolta: accanto alla vendita di prodotti di alta gastronomia, la Gastronomia San Nicola introduce il servizio di piatti pronti. Si tratta di una scelta che intercetta i nuovi ritmi della vita quotidiana, senza tradire l'identità artigianale. È l'inizio di una nuova fase.

Gastronomia San Nicola
Gastronomia San Nicola
Gastronomia San Nicola
Gastronomia San Nicola
Gastronomia San Nicola
Gastronomia San Nicola
Gastronomia San Nicola
Gastronomia San Nicola

E poi, febbraio 2026: dopo oltre vent'anni, un restyling totale. Pavimento, arredi, banco vendita, forni, refrigeratori, scaffalature, pitturazione, insegne. Tutto nuovo. Non per necessità, ma per scelta. Per regalare alla clientela, come dice Michele, "una ventata di freschezza".

Dietro il banco, però, resta la stessa anima. E in cucina, il cuore pulsante è quello della chef Marta, moglie di Michele, custode di una parmigiana che in molti definiscono "la più squisita della città".

Abbiamo incontrato Michele Nasca per farci raccontare questi 21 anni.

Ventuno anni di attività. Che effetto fa guardarsi indietro?
«Fa un certo effetto, sì. Avevo 21 anni quando ho aperto. Oggi ne ho 41. All'inizio c'era tanta incoscienza, ma anche una grande determinazione. Non avevo certezze, solo la voglia di costruire qualcosa di mio e di farlo bene».

Nel 2012 avete introdotto i piatti pronti. È stato un passaggio decisivo?
«Assolutamente sì. Dopo sette anni di crescita abbiamo capito che i tempi stavano cambiando. Le persone avevano meno tempo ma non volevano rinunciare alla qualità».

Parliamo della parmigiana. In molti la definiscono la più buona della città. Qual è il segreto?
«Non abbiamo segreti, davvero. Il segreto è mia moglie Marta. È lei la nostra chef. Sceglie ingredienti di altissima qualità, segue una ricetta classica tramandata di madre in figlia e, soprattutto, cucina con amore. Ogni teglia è preparata come se fosse per la nostra famiglia. E credo che questo si senta. La parmigiana non è solo un piatto: è casa».

Qual è il prossimo progetto per la Gastronomia San Nicola?
«Stiamo lavorando a un canale di vendita online di eccellenze gastronomiche pugliesi e italiane. Ci sono tanti emigrati che non riescono a trovare prodotti autentici e che farebbero miracoli per gustare la vera cucina mediterranea, anche a migliaia di chilometri di distanza. Vogliamo arrivare ovunque ci sia qualcuno che sente nostalgia dei sapori di casa. Presto saremo attivi anche in questo senso».