Progetto Bari Napoli
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Io sto con... la storia

La "Napoli-Bari" arriverà nel 2026:  ma con un… ritardo di 180 anni

Risale al 1846 la primissima idea progettuale sotto Re Ferdinando II

Trasporti ferroviari e mobilità nel Sud: fra storia ed attualità. "La Napoli–Bari, di cui il Gruppo FS Italiane attraverso Rete Ferroviaria Italiana è committente, è un'opera strategica per lo sviluppo economico del Sud e dell'intero Paese. Con i suoi 6,2 miliardi di investimenti produce ricadute economiche importanti su imprese e lavoratori. A regime saranno circa 4000 le persone, tra imprese appaltatrici e indotto, ad essere impegnate nella realizzazione della nuova linea con significativi benefici per l'economia delle regioni coinvolte. Essa è parte integrante del Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo. Nel 2026, a conclusione lavori, faciliterà gli spostamenti di persone e merci da Bari verso Napoli e Roma: sarà possibile andare da Bari a Napoli in 2 ore e da Bari a Roma in 3 ore.".

Questo il commento nell'annuncio del 13 novembre scorso da parte del Gruppo Ferrovie dello Stato, Rete Ferroviaria Italiana, per la gara da 1,5 miliardi di euro sulla linea Alta Velocità/Alta Continuità Napoli-Bari nell'ultimo lotto Hirpinia – Orsara. E via con i numeri: linea a doppio binario da realizzare (121 km); nuove gallerie 9 (lunghezza complessiva 63 km); nuovi viadotti 25 (lunghezza complessiva 11,7 km); nuove stazioni 14; velocità massima consentita 250 km/h.

Aspetteremo il 2026. Ma si tratta di un vecchio progetto preparato ed approvato all'epoca dei Borbone nel 1846, 180 anni fa e con tanto di avvenuta pubblicazione negli atti di quel tanto disprezzato Regno delle Due Sicilie, rivisto nel 1920 da un progettista dell'epoca, tal ing. Dini, e che il Comitato ha riscoperto di recente nelle pieghe di una relazione pubblicata nel 1930 da una organizzazione sindacale dell'epoca, "sull'importanza storica, commerciale, industriale, agricola, culturale e demografica della città di Barletta"; progetto che descrive e prospetta la realizzazione di una linea direttissima Barletta-Napoli lunga 204 Km e che oggi correrebbe parallela, all'incirca, all'autostrada A16 Napoli (Salerno)-Canosa, lunga 172,5 Km. Ce lo ricorda il prof. Vincenzo Piccialli, esponente del Comitato di lotta Barletta Provincia quando, sotto la presidenza del prof. Nicola Di Modugno ed il coordinamento di Nardo Binetti, si raccolsero le forze del territorio.

"Evidentemente i Borbone nell'800 avevano ben intuito, con acuta ed oggettiva lungimiranza, che il percorso più breve dall'Adriatico al Tirreno parte da Barletta, anticipando i progettisti degli anni '60 dell'autostrada A16. E' risaputo che ad una minore distanza corrispondono tempi di percorrenza più bassi e costi inferiori delle tariffe ferroviarie, così come quelle dei pedaggi autostradali. Non per niente, tutte le linee ad alta velocità, in Italia, corrono ragionevolmente parallele alle autostrade. E con i moderni elettrotreni, la distanza di 200 Km sarebbe coperta oggi in meno di un'ora!"

Tornando allo storico documento del 1930, questo così riferisce del progetto di costruzione di una ferrovia direttissima Barletta-Napoli: "…Scopo della presente Relazione è di prospettare in succinto, dati, fatti e circostanze relative alla nostra Città, la cui importanza è stata ed è tuttora ignorata…Sventuratamente non si è potuto raggiungere lo scopo in molte questioni di vitale importanza, perché Barletta non ha mai avuto chi avesse fatto conoscere i suoi bisogni da cui dipende il suo maggiore sviluppo economico…Sotto il dominio dei Borboni, con decreto 2 Marzo 1846 n. 10005, veniva approvata la costruzione di una ferrovia 'direttissima' Barletta-Napoli, in considerazione dell'aumentato traffico e sviluppo commerciale; e questo bisogno è maggiormente sentito oggi. Una linea diretta Barletta-Napoli, che riduce il percorso da km 256 a 204, è reclamata da centri agricoli di prim'ordine, e l'Ing. DINI, poco tempo addietro (1920) ne compilò un progetto, con relativo tracciato come si vede dalla cartina allegata…" (ved. mappa dell' hinterland del porto di Barletta stralciata dal Decreto Legge 4 Marzo 1920 n. 280-Ordine di Servizio FF.SS n.59 anno 1920).

"D'altra parte, il nostro impegno sul versante infrastrutturale dei trasporti nella sesta Provincia non verrà mai meno e proseguirà con la valorizzazione in senso turistico-ambientale, oltre che commerciale, della linea Barletta –Spinazzola; con proposte sul sistema di mobilità eco-compatibile su rotaia in tutta la Provincia, ed in particolare nei tre capoluoghi di Barletta, Andria e Trani che da sole formano una area macrourbana di circa 250.000 abitanti tra le più grandi e popolose del nostro Mezzogiorno".

Mai parole furono tanto attuali…
  • Rete ferroviaria
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