Il Voto del 1656
Il Voto del 1656
Io sto con... la storia

La Grande Peste del 1656 e la “fase due” di allora

Nuova puntata del viaggio nella storia delle epidemie a Barletta

"Fase due" per l'emergenza Coronavirus: cause ed effetti della grande peste nel 1656 sono il tema della terza puntata a proposito di epidemie a Barletta nella Storia, memoria e memorie fra libri e documenti. Prosegue il "viaggio" con il giornalista Nino Vinella (Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia ODV, Archeoclub d'Italia Onlus Canne della Battaglia Barletta APS) per ripercorrere tutte quelle pagine nei secoli spesso dimenticate ma utili al patrimonio identitario collettivo.
VENERDI SANTO puglia barletta tradizioni popolari processioni venerdi santo santo sepolcroVOTOVenerd SantoMEDICOPresentazione
Ormai ce lo sentiamo dire sempre più spesso: pronti alla "fase due" nel dopo emergenza Covid-19? Da Governo su scala nazionale e Prefettura, con i tavoli tecnici istituiti su scala provinciale fra le categorie nel mondo dell'economia, delle attività produttive, del lavoro. Conta senz'altro la salute. Ma bisogna cominciare a fare i conti con la ripresa.

La storia - documentata e più dettagliatamente studiata rispetto ai precedenti contagi -della grande peste (luglio 1656 - marzo 1657) ci aiuta a capire cause e conseguenze su di una città che aveva registrato 35.000 abitanti nel 1528, scesi a poco più di 20.000 anime appena pochi mesi prima: "La popolazione ridotta a 7 od 8mila abitanti, il Municipio fallito, il Capitolo indebitato per non aver ricevuto le entrate da Napoli, di Foggia e della Dogana di Barletta. Gli amministratori di enti religiosi e civili morti, famiglie intere scomparse e le loro proprietà lasciate in balia dei più astuti. Il prezzo delle case e dei terreni è rinvilito, e quello dei generi alimentari su alcuni diminuito, su altri aumentato". Monsignor Salvatore Santeramo descrive così lo stato della comunità cittadina nella sua monografia citata grazie all'ormai introvabile volume di circa 600 pagine "Barletta: leggere la città" di Ruggiero Mascolo (lo studioso ex direttore di biblioteca e pinacoteca) e di sua moglie Rita Ceci, Edizioni Libreria Liverini per i tipi di Ars Graphica Barletta, settembre 1986.

Efficace anche la descrizione più generale dell'abitato in quegli anni di boom demografico e di devastazione ambientale entro le mura fortificate: "Dopo la distruzione dei borghi e delle chiese fuori la città, avvenuta nel 1528, sia il Clero sia gli abitanti dovettero ritirarsi dentro le mura… Ma quel che influì più gravemente fu il moltiplicarsi degli abitanti, i quali circoscritti per ragion delle guerre, dalle murra, che davan adito alle cinque porte di San Leonardo, della Marina, Porta Reale, Porta Croce o Santo Sepolcro, Porta Nuova o San Sebastiano, per abitar case occupavan l'area di centinaia di giardini e pomari, non escluse le piazze da Santa Maria a San Giacomo, facendo perdere alla città il suo aspetto gaio e variopinto delle case bianche, circondate dal verde degli alberi e dall'odor balsamico dei pomi".

Come vedremo meglio nella prossima puntata, la peste partì via mare dalla Sardegna per approdare a Napoli donde si diffuse nel Regno contagiando oggetti e uomini con cui l'ultimo moribondo era venuto a contatto. Il silenzio dei governanti che dovevano mandare soldati in Lombardia assalita dai Francesi, ed il contagio - non apertamente dichiarato per ragion di Stato – moltiplicò gli effetti letali del morbo devastando i sovraffollati quartieri popolari dalla capitale. Molti morivano, ma moltissimi altri fuggivano da Napoli portandosi appresso i germi della malattia che giunse così a Barletta…
  • Storia
Altri contenuti a tema
1910, colera e morbillo: epidemie a Barletta nella storia 1910, colera e morbillo: epidemie a Barletta nella storia Viaggio di memoria e di memorie fra libri e documenti
Il morbo del colera a Barletta Il morbo del colera a Barletta L'epidemia come lotta di classe tra fine Ottocento ed inizio Novecento
Epidemie a Barletta nella storia: il flagello del colera Epidemie a Barletta nella storia: il flagello del colera Stralcio del passato tra gli ultimi anni borbonici e lo stato unitario
“La pasticceria Buonvino” e quel dolce filo della memoria senza tempo fra emozioni e ricette “La pasticceria Buonvino” e quel dolce filo della memoria senza tempo fra emozioni e ricette Un dolce capitolo nella storia di Barletta
Epidemie a Barletta e l'inutile "zona rossa" nel 1656 Epidemie a Barletta e l'inutile "zona rossa" nel 1656 La città fu isolata durante la Grande Peste
“Non ci resta che piangere”: pestilenze medievali a Barletta nella storia “Non ci resta che piangere”: pestilenze medievali a Barletta nella storia Continua il viaggio di memoria e di memorie fra libri e documenti
2 40 anni dal terremoto in Irpinia: il ricordo dei barlettani 40 anni dal terremoto in Irpinia: il ricordo dei barlettani Dopo la paura, la grande solidarietà di Barletta verso i suoi fratelli terremotati
A Barletta emergenza Covid: "San Marco" in prima linea A Barletta emergenza Covid: "San Marco" in prima linea C'è un legame forte e antico fra Barletta ed il San Marco
© 2001-2021 BarlettaViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica telematica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
BarlettaViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.