Barletta: ricreazione finita. In Serie C per far punti serve cattiveria

A Giugliano una sconfitta che brucia, e una squadra che deve imparare anche a sporcarsi le mani

domenica 4 ottobre 2026 7.15
A cura di Cosimo Campanella
Quando in vista di Giugliano-Barletta qualcuno affermava che dopo la partita con il Potenza per i biancorossi sarebbe iniziato un nuovo campionato, magari ha voluto lasciar intendere che rispetto alle prime sette giornate di campionato, dove come noto ha incontrato in pratica tutte le squadre più forti del girone C di Serie C, non si sarebbe più trovato nella mentalmente comoda posizione di non avere nulla da perdere, e che soprattutto avrebbe da Giugliano in poi usufruito di molti meno spazi ove sprigionare la verve dei suoi cavalli di razza offensivi.

In tal senso Giugliano-Barletta 1-0 è stato il manifesto perfetto di ciò che da ieri sera la squadra di Massimo Paci dovrà affrontare, ossia quella che è la vera Serie C, fatta di squadre come il Giugliano che - una volta trovato il gol del vantaggio, oppure quando ci sarà da portare la ciccia a casa dal Puttilli - non baderanno certo ad estetismi, e come direbbero proprio dalle parti di Giugliano e dintorni, non si metteranno di certo "scuorno" nell'alzare barricate, così come nel ricorrere ad ogni sorta di manovra ostruzionistica pur di portare a casa il risultato, come del resto accaduto nell'ultima mezz'ora di Giugliano-Barletta, dove tra provocazioni, sceneggiate (vedi De Rosa-Lanotte), e palloni a bordo campo che sparivano, non si è praticamente più giocato.

Ecco, da adesso in avanti il Barletta (che avrebbe strameritato almeno di pareggiare) dovrà aspettarsi tutto questo ogni santo weekend in cui scenderà in campo, compreso quando incrocerà di nuovo le grandi a inizio girone di ritorno, quando i punti inizieranno a pesare per davvero.

Un Barletta che a Giugliano, pur con meno brillantezza rispetto ad altre occasioni, ha ancora una volta provato a dominare il gioco in una partita condizionata sin da subito dal gran gol di Balde, gol che i gialloblu campani hanno poi capitalizzato al massimo piazzandosi dietro la linea della palla per quasi tutto il resto della partita, ben contenti di portare a casa tre punti, e ben consci che nessun tifoso del Giugliano sano di mente si azzarderebbe a scrivere sui social "De Napoli out" perchè non gli piace il gioco della squadra.

Poi naturalmente vi è da analizzare la prestazione dei singoli, a partire dal gol di Balde, il quale fa sì una gran giocata, ma si ha abbastanza netta l'impressione che Coccia, Rossoni, Bizzotto e soprattutto Matosevic potevano fare decisamente meglio.

Poi però c'erano altri 81 minuti più recupero per rimettere in piedi una partita contro un avversario rognoso, combattivo, spigoloso, ma a nostro giudizio ampiamente alla portata di questo Barletta.

Un Barletta al quale è mancata la cattiveria nel primo tempo e la precisione nel secondo, con un Partipilo quasi mai nel vivo del gioco nella prima frazione, e che nella seconda si è visto solo in occasione della grossa occasione mancata sull'assist di Ongaro, quest'ultimo entrato abbastanza bene nonostante la lunga assenza.

Sotto tono anche Da Silva, sul quale per la verità grossi meriti vanno dati alla difesa del Giugliano, abile a raddoppiare sul brasiliano e - salvo una buona occasione concessagli nel primo tempo - a chiuderlo sistematicamente sul piede destro.

In crescendo la prova di Fabio Laringe, così come un po' più impreciso del solito ci è sembrato invece Savio Piarulli, costretto poi a inventarsi esterno destro a causa dell'uscita dal campo di Coccia.

Decisamente da rivedere invece sia Marini, sia Voca a centrocampo, che Donato Distratto, entrato al posto di Partipilo e segnalatosi in pratica solo per un fallo tattico costatogli il cartellino giallo.

Ma al netto di tutto, questa sconfitta ci insegna una volta per sempre che per il Barletta la ricreazione questa volta è davvero finita, e che pur non rinnegando quella bella identità di gioco costruita in questi primi mesi della stagione, queste partite i biancorossi devono azzannarle alla giugulare, se non altro per non avere rimpianti, perchè per quanto sinora mostrato in campo, sette punti in otto partite per il Barletta ci sembrano francamente pochi.

Del resto il calcio è un po' come il Festival di Sanremo, dove ok, bello il premio della critica, ma sarebbe preferibile portare a casa la statuetta del vincitore.