Via dei Muratori torna in Consiglio, Musti: «Quali tratti comprende il progetto?»
La nota dell'imprenditore
martedì 22 settembre 2026
20.57
«Il 1° ottobre Via dei Muratori torna in Consiglio comunale, come primo punto all'ordine del giorno. Alle ore 16 i consiglieri esamineranno la proposta n. 102, relativa all'approvazione del progetto definitivo e all'adozione della variante urbanistica per il completamento dell'opera. È un passaggio atteso da anni. Ma, prima della decisione, una domanda merita una risposta chiara: il progetto sottoposto al Consiglio riguarda il completamento delle «parti stralciate e/o non attuate», secondo gli indirizzi consiliari del 2011 e del 2019, oppure comprende anche parti della strada già realizzate?». Così l'imprenditore Aldo Musti.
«È questa la ragione del confronto tra due configurazioni progettuali conosciute in momenti diversi. Gli elaborati acquisiti nel 2025 mediante accesso agli atti, e illustrati anche presso il Settore Lavori Pubblici, apparivano circoscritti alle «parti stralciate e/o non attuate» del progetto precedente; quelli resi disponibili nel 2026 nell'ambito del procedimento espropriativo mostravano un perimetro più esteso, comprendente anche parti della strada già realizzate sulle quali emergono, dagli atti, pregresse questioni urbanistiche ed espropriative. È questo il motivo per cui l'estensione richiede un chiarimento, prima ancora di valutarne le soluzioni progettuali. Resta essenziale verificare quali elaborati siano effettivamente allegati alla proposta n. 102 e quali atti spieghino l'eventuale estensione. È proprio l'eventuale ritorno del progetto su parti già eseguite a rendere attuali documenti anteriori agli indirizzi consiliari del 2011. Non si tratta di riproporre vecchie controversie, ma di comprendere come quei precedenti si colleghino alle scelte progettuali oggi in esame.
Sul primo tratto già realizzato emerge una questione urbanistica precisa. Una comunicazione di cessione della strada del 1983 richiama, per la sua ubicazione, la deliberazione consiliare n. 415/1980. Anni dopo, la relazione del Commissario ad acta regionale del 2017 ha ricostruito l'iter di quella deliberazione e l'ha ritenuta «assolutamente improduttiva di effetti», poiché non risultava completato l'iter necessario, compresa la trasmissione alla Regione e la prescritta approvazione regionale. Quali atti hanno dunque costituito il riferimento urbanistico per il tracciato effettivamente realizzato?
Su un altro tratto già realizzato emerge una questione espropriativa: il Settore Lavori Pubblici, con nota del 10 giugno 2009, riferiva che, per le particelle considerate, non risultavano procedimenti espropriativi in corso e che la procedura precedentemente avviata non aveva avuto seguito. Si pone inoltre una questione di corrispondenza tra il tracciato realizzato, il Piano regolatore vigente e gli elaborati del Progetto esecutivo approvato con Deliberazione di Giunta comunale n. 153/2004: una corrispondenza che chiediamo sia verificata sulla base delle tavole.
Il punto è questo: prima del 2011 furono realizzati tratti sui quali la documentazione successiva ha evidenziato questioni urbanistiche ed espropriative; dal 2011 il Consiglio ha indicato il completamento delle «parti stralciate e/o non attuate». Quindici anni dopo, gli elaborati conosciuti nel 2026 hanno mostrato un'estensione verso parti già eseguite. È questa la configurazione sottoposta al Consiglio? Se sì, quali atti spiegano il passaggio dal 2025 al 2026 e come si raccorda con i precedenti indirizzi consiliari? Questa non è una richiesta di giudicare le persone, né di fermare una strada pubblica. È una richiesta di capire come le decisioni del Consiglio, il lavoro degli uffici e la progettazione possano essere letti nella stessa sequenza, senza perdere le ragioni delle scelte compiute. Gli amministratori e i dirigenti cambiano: le domande contenute negli atti restano. Ora che è intervenuto anche un Commissario ad acta, l'auspicio è che le decisioni siano assunte esaminando l'intera documentazione: dagli indirizzi consiliari agli atti urbanistici ed espropriativi, fino alla verifica degli elaborati effettivamente in discussione. Una strada pubblica si completa rendendo chiaro anche il percorso amministrativo che ha determinato le scelte.
Non è soltanto una battaglia per completare una strada. È una richiesta perché le regole valgano per tutti, anche per chi amministra. Noi cittadini, quando sbagliamo, ne rispondiamo: una multa la paghiamo, un termine lo rispettiamo, un'autorizzazione dobbiamo ottenerla. Dopo quindici anni, la domanda è questa: chi amministra è disposto a spiegare, attraverso gli atti, come sono state rispettate le regole nelle scelte compiute su Via dei Muratori?»
«È questa la ragione del confronto tra due configurazioni progettuali conosciute in momenti diversi. Gli elaborati acquisiti nel 2025 mediante accesso agli atti, e illustrati anche presso il Settore Lavori Pubblici, apparivano circoscritti alle «parti stralciate e/o non attuate» del progetto precedente; quelli resi disponibili nel 2026 nell'ambito del procedimento espropriativo mostravano un perimetro più esteso, comprendente anche parti della strada già realizzate sulle quali emergono, dagli atti, pregresse questioni urbanistiche ed espropriative. È questo il motivo per cui l'estensione richiede un chiarimento, prima ancora di valutarne le soluzioni progettuali. Resta essenziale verificare quali elaborati siano effettivamente allegati alla proposta n. 102 e quali atti spieghino l'eventuale estensione. È proprio l'eventuale ritorno del progetto su parti già eseguite a rendere attuali documenti anteriori agli indirizzi consiliari del 2011. Non si tratta di riproporre vecchie controversie, ma di comprendere come quei precedenti si colleghino alle scelte progettuali oggi in esame.
Sul primo tratto già realizzato emerge una questione urbanistica precisa. Una comunicazione di cessione della strada del 1983 richiama, per la sua ubicazione, la deliberazione consiliare n. 415/1980. Anni dopo, la relazione del Commissario ad acta regionale del 2017 ha ricostruito l'iter di quella deliberazione e l'ha ritenuta «assolutamente improduttiva di effetti», poiché non risultava completato l'iter necessario, compresa la trasmissione alla Regione e la prescritta approvazione regionale. Quali atti hanno dunque costituito il riferimento urbanistico per il tracciato effettivamente realizzato?
Su un altro tratto già realizzato emerge una questione espropriativa: il Settore Lavori Pubblici, con nota del 10 giugno 2009, riferiva che, per le particelle considerate, non risultavano procedimenti espropriativi in corso e che la procedura precedentemente avviata non aveva avuto seguito. Si pone inoltre una questione di corrispondenza tra il tracciato realizzato, il Piano regolatore vigente e gli elaborati del Progetto esecutivo approvato con Deliberazione di Giunta comunale n. 153/2004: una corrispondenza che chiediamo sia verificata sulla base delle tavole.
Il punto è questo: prima del 2011 furono realizzati tratti sui quali la documentazione successiva ha evidenziato questioni urbanistiche ed espropriative; dal 2011 il Consiglio ha indicato il completamento delle «parti stralciate e/o non attuate». Quindici anni dopo, gli elaborati conosciuti nel 2026 hanno mostrato un'estensione verso parti già eseguite. È questa la configurazione sottoposta al Consiglio? Se sì, quali atti spiegano il passaggio dal 2025 al 2026 e come si raccorda con i precedenti indirizzi consiliari? Questa non è una richiesta di giudicare le persone, né di fermare una strada pubblica. È una richiesta di capire come le decisioni del Consiglio, il lavoro degli uffici e la progettazione possano essere letti nella stessa sequenza, senza perdere le ragioni delle scelte compiute. Gli amministratori e i dirigenti cambiano: le domande contenute negli atti restano. Ora che è intervenuto anche un Commissario ad acta, l'auspicio è che le decisioni siano assunte esaminando l'intera documentazione: dagli indirizzi consiliari agli atti urbanistici ed espropriativi, fino alla verifica degli elaborati effettivamente in discussione. Una strada pubblica si completa rendendo chiaro anche il percorso amministrativo che ha determinato le scelte.
Non è soltanto una battaglia per completare una strada. È una richiesta perché le regole valgano per tutti, anche per chi amministra. Noi cittadini, quando sbagliamo, ne rispondiamo: una multa la paghiamo, un termine lo rispettiamo, un'autorizzazione dobbiamo ottenerla. Dopo quindici anni, la domanda è questa: chi amministra è disposto a spiegare, attraverso gli atti, come sono state rispettate le regole nelle scelte compiute su Via dei Muratori?»