Via dei Muratori, pubblicata oggi la sentenza: il TAR nomina il Commissario ad acta
Musti: «Dopo anni di atti, indirizzi consiliari e pronunce rimaste senza completa attuazione, 90 giorni per concludere l’iter»
martedì 18 agosto 2026
12.00
«Non nasce tutto oggi. Anzi. Per comprendere perché sulla vicenda di via dei Muratori e via degli Artigiani si sia arrivati alla nomina di un Commissario ad acta occorre ripercorrere una storia amministrativa fatta di progetti, indirizzi consiliari, giudizi e ripetuti ritardi nell'attuazione». A scrivere è l'imprenditore Aldo Musti, da sempre portavoce dell'annosa vicenda di via dei Muratori.
Con la sentenza pubblicata oggi, 18 agosto 2026, il TAR Puglia - Bari, Sezione Seconda, ha nominato quale Commissario ad acta il dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune di Molfetta, affidandogli il compito di dare attuazione alle precedenti pronunce e di pervenire all'approvazione del progetto definitivo dei lavori di completamento delle urbanizzazioni primarie di via dei Muratori e via degli Artigiani.
Il termine assegnato è di 90 giorni. Il Commissario potrà adottare tutti gli atti amministrativi necessari alla conclusione dell'iter, compreso il provvedimento di reiterazione del vincolo espropriativo scaduto. Gli eventuali onorari e le spese della funzione commissariale sono posti a carico del Comune di Barletta.
Otto anni dopo, con la deliberazione consiliare n. 21 dell'8 marzo 2019, il Consiglio comunale approvava ai fini urbanistici il progetto preliminare dei lavori di completamento e dichiarava espressamente di voler dare continuità e attuazione all'indirizzo del 2011, confermando ancora una volta l'aggiornamento della progettazione del 2004 limitatamente alle sole parti stralciate e/o non attuate.
Non è quindi una ricostruzione affidata oggi alle opinioni delle parti: sono gli stessi passaggi amministrativi che il TAR ha ritenuto rilevanti per spiegare come si sia arrivati alla decisione attuale.
Poiché quella decisione non aveva trovato attuazione, era seguito un nuovo giudizio di ottemperanza, conclusosi con la sentenza n. 1373/2025: altri 90 giorni assegnati al Comune per dare corretta esecuzione alla precedente pronuncia.
Il Comune aveva proposto appello e chiesto la sospensione dell'esecutività della sentenza. Il Consiglio di Stato, con ordinanza n. 294/2026, ha respinto l'istanza cautelare, rilevando che non era stato dimostrato un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall'esecuzione della decisione.
Scaduto il nuovo termine il 2 marzo 2026, il TAR rileva oggi che il Comune non aveva ancora dato attuazione al giudicato e considera la deliberazione di Giunta n. 48 del 25 febbraio 2026 soltanto propedeutica all'approvazione del progetto definitivo.
Da qui la conclusione del giudice: «ragioni di giustizia e di buona amministrazione» impongono la nomina del Commissario ad acta.
La nomina non rappresenta quindi un episodio isolato, ma l'esito di una sequenza amministrativa e giudiziaria che la stessa sentenza ricostruisce a partire dagli indirizzi consiliari del 2011 e del 2019, passando per le successive pronunce rimaste senza completa attuazione.
È questo, a mio avviso, il dato che merita oggi di essere raccontato ai cittadini. Dopo anni di atti, indirizzi e sentenze, non siamo più soltanto davanti alla richiesta di accelerare un procedimento: siamo davanti alla nomina di un Commissario ad acta incaricato di farlo concludere.
Resta naturalmente da comprendere come la funzione commissariale si coordinerà con gli ulteriori passaggi amministrativi e con la progettazione più recente, che presenta degli elementi nuovi e discutibili. È un tema che merita di essere affrontato con gli atti alla mano, senza anticipare conclusioni.
Oggi, però, un dato è certo: la vicenda di via dei Muratori e via degli Artigiani entra in una fase nuova. L'auspicio è che, dopo un percorso così lungo, questa volta si arrivi davvero a una decisione chiara, coerente con gli atti e capace di restituire funzionalità a un'area strategica per le attività produttive e per la città, senza diventare l'occasione per fare altro».
Con la sentenza pubblicata oggi, 18 agosto 2026, il TAR Puglia - Bari, Sezione Seconda, ha nominato quale Commissario ad acta il dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune di Molfetta, affidandogli il compito di dare attuazione alle precedenti pronunce e di pervenire all'approvazione del progetto definitivo dei lavori di completamento delle urbanizzazioni primarie di via dei Muratori e via degli Artigiani.
Il termine assegnato è di 90 giorni. Il Commissario potrà adottare tutti gli atti amministrativi necessari alla conclusione dell'iter, compreso il provvedimento di reiterazione del vincolo espropriativo scaduto. Gli eventuali onorari e le spese della funzione commissariale sono posti a carico del Comune di Barletta.
Una vicenda che il TAR fa partire almeno dal 2011
Particolarmente significativo è il percorso ricostruito dalla stessa sentenza. Il Collegio richiama la deliberazione del Consiglio comunale n. 51 del 22 dicembre 2011, con la quale veniva dato l'indirizzo di aggiornare la progettazione definitiva approvata nel 2004 «limitatamente alle parti stralciate e/o non attuate», per garantire e completare le urbanizzazioni primarie della zona merceologica artigianale di via Foggia.Otto anni dopo, con la deliberazione consiliare n. 21 dell'8 marzo 2019, il Consiglio comunale approvava ai fini urbanistici il progetto preliminare dei lavori di completamento e dichiarava espressamente di voler dare continuità e attuazione all'indirizzo del 2011, confermando ancora una volta l'aggiornamento della progettazione del 2004 limitatamente alle sole parti stralciate e/o non attuate.
Non è quindi una ricostruzione affidata oggi alle opinioni delle parti: sono gli stessi passaggi amministrativi che il TAR ha ritenuto rilevanti per spiegare come si sia arrivati alla decisione attuale.
Le sentenze e l'inottemperanza
La nostra società aveva già ottenuto nel gennaio 2024 una prima sentenza favorevole contro il silenzio dell'Amministrazione. Il TAR aveva ordinato al Comune di determinarsi sull'approvazione del progetto definitivo entro trenta giorni e comunque entro il 9 marzo 2024.Poiché quella decisione non aveva trovato attuazione, era seguito un nuovo giudizio di ottemperanza, conclusosi con la sentenza n. 1373/2025: altri 90 giorni assegnati al Comune per dare corretta esecuzione alla precedente pronuncia.
Il Comune aveva proposto appello e chiesto la sospensione dell'esecutività della sentenza. Il Consiglio di Stato, con ordinanza n. 294/2026, ha respinto l'istanza cautelare, rilevando che non era stato dimostrato un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall'esecuzione della decisione.
Scaduto il nuovo termine il 2 marzo 2026, il TAR rileva oggi che il Comune non aveva ancora dato attuazione al giudicato e considera la deliberazione di Giunta n. 48 del 25 febbraio 2026 soltanto propedeutica all'approvazione del progetto definitivo.
Perché un Commissario ad acta
È forse questo il passaggio che meglio restituisce la portata della decisione: secondo il Collegio, a distanza di ulteriori anni il completamento delle urbanizzazioni non era ancora giunto a conclusione e la società aveva dovuto adire il TAR per ben due volte senza che le pronunce fossero doverosamente attuate dall'Amministrazione.Da qui la conclusione del giudice: «ragioni di giustizia e di buona amministrazione» impongono la nomina del Commissario ad acta.
La nomina non rappresenta quindi un episodio isolato, ma l'esito di una sequenza amministrativa e giudiziaria che la stessa sentenza ricostruisce a partire dagli indirizzi consiliari del 2011 e del 2019, passando per le successive pronunce rimaste senza completa attuazione.
Ora si deve arrivare a una decisione
La sentenza fa una cosa molto precisa: affida a un soggetto esterno all'Amministrazione comunale il compito di portare finalmente a conclusione il procedimento e di adottare gli atti necessari.È questo, a mio avviso, il dato che merita oggi di essere raccontato ai cittadini. Dopo anni di atti, indirizzi e sentenze, non siamo più soltanto davanti alla richiesta di accelerare un procedimento: siamo davanti alla nomina di un Commissario ad acta incaricato di farlo concludere.
Resta naturalmente da comprendere come la funzione commissariale si coordinerà con gli ulteriori passaggi amministrativi e con la progettazione più recente, che presenta degli elementi nuovi e discutibili. È un tema che merita di essere affrontato con gli atti alla mano, senza anticipare conclusioni.
Oggi, però, un dato è certo: la vicenda di via dei Muratori e via degli Artigiani entra in una fase nuova. L'auspicio è che, dopo un percorso così lungo, questa volta si arrivi davvero a una decisione chiara, coerente con gli atti e capace di restituire funzionalità a un'area strategica per le attività produttive e per la città, senza diventare l'occasione per fare altro».