Vittorio Grimaldi, una vita al servizio di Barletta: il ricordo di Michele Grimaldi

La nota completa dello storico e archivista

giovedì 1 ottobre 2026 15.08
«Sarei tentato di iniziare con "Un tempo, tanti anni fa (100 per la precisione!) c'era un…" fate un po' voi, forse memore di letture d'antan o da inguaribile nostalgico delle fiabe, quelle politiche comprese.» Così inizia la nota di Michele Grimaldi, storico e archivista.

Di seguito la nota completa:

I ricordi, che affiorano a volte in maniera chiara e precisa, a volte comprensibilmente in maniera frammentaria, sono inseriti in una esile struttura costituita da documenti che hanno la funzione di dare loro un supporto storico e di ordinarli in maniera cronologica.

Storia di una vita che si incrocia e diventa determinante, con quella di tante altre esistenze e si dipana nel corso di ottanta anni, quelli vissuti da Vittorio Grimaldi.

Quando mi è stato chiesto di tratteggiare un ricordo che servisse a "descrivere" la figura di Vittorio Grimaldi, ho esitato alquanto vista la mia innata riservatezza di origine genetica, ma poi ho compreso che difficilmente avrei potuto esimermi dal farlo, vuoi per ringraziare quanti lo avevano conosciuto ed erano stati sinceramente colpiti dal fatto che non c'era più e vuoi perché avrei assolto al piacevole compito di trattare la storia della nostra Città.

E sì, perché Vittorio Grimaldi può, a buon diritto, ritagliarsi un posticino (non tanto "ino", permettetemelo) in quella che è stata la Storia di Barletta.

Parlare di Vittorio Grimaldi, dovendomi confrontare con quanto altri, nel corso degli anni, hanno già detto con maggiore capacità di quanta io reputi di avere e dovendo sopraffare i sentimenti e lo spettro di cadere nel patetico, nell'ovvio, è un compito, per chi scrive, particolarmente difficile ed è per questo che ho deciso, come sempre ho fatto, di riportare i fatti cercando di essere il più "asettico" possibile.

Grimaldi Vittorio Pio Maria, ultimo di otto figli, nasce a Barletta in via Regina Margherita n. 1, il 30 settembre 1926 alle ore 6, figlio di Raffaele Grimaldi e di Mariantonia Postiglione. La sua vita diventa subito difficile ed in salita in quanto all'età di dodici anni, il 16 dicembre 1938, perde l'importantissima figura paterna.

Il colpo è sicuramente pesante ma il ragazzo non si abbatte e riesce a conseguire, con ottimi voti, nell'anno scolastico 1945/46 presso l'Istituto Tecnico commerciale "Geremia Di Scanno" di Barletta il diploma di ragioniere e dopo due anni, nel 1948, nello stesso Istituto riceve l'incarico di supplente per l'insegnamento della lingua inglese e francese.

Iscrittosi presso l'Università degli Studi di Bari alla facoltà di Economia e Commercio, frequenta con profitto e nel contempo non scorda la sua profonda educazione cristiana e si dedica con passione alle attività che la sua Parrocchia, Santa Maria Maggiore, organizza.

Subito eccelle, tanto che nel 1948 viene nominato Presidente dei Giovani dell'Azione Cattolica della Diocesi Arcivescovile di Trani Barletta Bisceglie e Nazaret e proprio in quella occasione conosce la "ragazza" che sarà poi, per 50 anni sua moglie, e cioè Carmela Del Negro.

Nel 1951 si sposa e per questo ed altri motivi, deve abbandonare l'Università e mettere a frutto il suo diploma di ragioniere per intraprendere, nel 1953, quella professione che lo ha visto instancabile e sempre disponibile per quasi cinquanta anni in ditte del campo edilizio privato e convenzionato.

Sempre nel 1953, per la prima volta, si presenta nella lista della Democrazia Cristiana alle elezioni amministrative comunali e subito viene eletto con un notevole suffragio che lo porta ad essere il quarto dei più votati.
Il suo attivismo nel campo amministrativo, gli è utile per essere sempre vicino a coloro che hanno più bisogno e a lui si rivolgono per risolvere piccoli e grandi problemi.

Assume importanti incarichi nell'ambito delle varie amministrazioni comunali che si susseguono dal 1960 al 1970 ricevendo, di volta in volta, la titolarità delle deleghe di Vice-Sindaco, assessore all'Igiene e Sanità, allo Sport-Turismo e Spettacolo, agli Affari Generali, all'Economia, l'Industrializzazione, l'Agricoltura, il Commercio, i Problemi della Gioventù e il Demanio.

Proprio durante l'espletamento del suo incarico di Assessore allo Sport-Turismo e Spettacolo accolse con vivo entusiasmo e supportò l'iniziativa di don Peppuccio Damato e del cavaliere Damiano Daddato di dare vita alla rievocazione del fatto d'arme più amato e famoso nel mondo cioè la Disfida di Barletta.

Nel 1965 si tenne il primo corteo rievocativo e poi dal 1967, anno della sua elezione a Presidente della Pro Loco di Barletta, al 1969, la famosa riproposizione del certame con attori che interpretavano i ruoli dei vari Ettore Fieramosca, La Motte e Consalvo da Cordova.

Sempre durante il suo assessorato allo Sport non ebbe nessuna esitazione a rendersi disponibile quando il professore di Educazione Fisica e suo fraterno amico Franco Mascolo gli chiese un contributo comunale per far partecipare ad una riunione di atletica nella specialità della velocità che si sarebbe svolta a Verona, un giovane di belle speranze e acclarate qualità nel quale il professore aveva posto tante aspettative poi tutte confermate, un certo Pietro Mennea.

Intanto, nel corso del decennio '60-'70, rivestì altri importanti incarichi quale vice-presidente e Consigliere anziano dell'Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.) e Componente del Consiglio di Amministrazione dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Barletta.

L'ultimo sindacato Morella segnò anche la conclusione della sua esperienza quale consigliere ed amministratore ma, non per questo, si disinteressò della politica anche perché nel frattempo aveva preso il suo posto il più grande dei suoi figli Raffaele che seguirà le sue orme e rivestirà, a cavallo degli anni '80 e '90, per due volte la carica di Sindaco.
Le sue molteplici attività però non subirono flessioni.

Iscritto all'albo dei Giornalisti Pubblicisti dalla fine degli anni '50, scrisse i suoi "pezzi" come corrispondente ed inviato per testate giornalistiche quali la Gazzetta del Mezzogiorno, il Messaggero, il Tempo che all'epoca aveva una pagina dedicata alla Puglia, la Nazione di Firenze, la Sicilia di Catania, il Tuttosport di Torino, il Resto del Carlino e Stadio di Bologna.

Nel 1966 fondò, finanziò e diresse il periodico di informazione "L'Ofanto" dalle pagine del quale affrontò importanti temi tra i quali quello della Provincia di Barletta e il 28 maggio del 1992 in piena battaglia per l'istituzione del nuovo ente, prevedendo quello che sarebbe successo venti anni dopo, affermava "…è velleitario scegliere di essere inclusi nell'area metropolitana invece di divenire veramente protagonisti del proprio futuro".

Negli anni è stato Direttore Responsabile dei periodici "Il Buon Senso", "Il Fieramosca", "Orizzonte di Troia e del Sub-Appennino Dauno", "OK Barletta" e "Buona Domenica", questi ultimi dedicati allo sport.

Nel 1978, fra i primi in Italia, assunse l'incarico di direttore responsabile della testata giornalistica dell'emittente televisiva Telebarletta, pioniera delle televisioni che a quei tempi erano chiamate "libere" e successivamente di Tele A 42, Barletta Radio 1 e Radio Gamma.

Con il passare del tempo Vittorio Grimaldi ridusse la sua attività conservando, fino all'8 novembre 2006, giorno della sua scomparsa, soltanto la direzione del mensile "Orizzonte di Troia e del Sub-Appennino Dauno" al quale era legato in modo particolare per la sua profonda amicizia con Vincenzo De Santis, proprietario del giornale, storico della Città che dette i natali a Miale da Troia.

Come è facilmente intuibile, la vita di Vittorio Grimaldi è stata piena e interamente dedita alla famiglia e alla gente che, in tante occasioni, non ha mancato di dimostrargli la propria gratitudine come ha fatto un caro amico che, ricordandolo, ha sussurrato: "Speriamo che i prossimi anni possano contare sulla presenza e sul lavoro di uomini come lui".