TEDxBarletta 2026 e le possibilità del cambiamento con Supernova
Conclusa la settima edizione tra workshop a Palazzo San Domenico e talk e musica al Teatro Curci
giovedì 22 ottobre 2026
1.44
Attraversare una crisi, ripensare la propria identità, trovare nuove strade: sono le prospettive che hanno attraversato «Supernova», la settima edizione di TEDxBarletta, svoltasi il 16 e 17 ottobre 2026. Organizzato dall'associazione Idee da Diffondere sotto licenza ufficiale TED, l'evento ha affiancato attività aperte alla partecipazione del pubblico e interventi sul palco, esplorando il cambiamento attraverso scienza, tecnologia, arte ed esperienze personali.
A legare le due giornate, l'immagine della supernova: una trasformazione capace di generare le condizioni per qualcosa di nuovo.
I workshop dal venerdì al sabato mattina
Il programma si è aperto venerdì 16 ottobre a Palazzo San Domenico con due appuntamenti paralleli. «Dentro l'immagine», in collaborazione con Veronica Liuzzi, ha esplorato il rapporto tra corpo, spazio e immagine digitale attraverso talk, performance e videoproiezioni. Nel chiostro, «Cieli Paralleli», con Daniela Vitelli, ha intrecciato astronomia e creatività, trasformando le mappe delle costellazioni in composizioni tridimensionali realizzate con la tecnica del quilling.
La serata è proseguita sul lungomare Pietro Mennea con «A caccia di meraviglie»: accompagnati dall'astrofotografo e divulgatore Giuseppe Livrieri, i partecipanti si sono avvicinati all'osservazione del cielo attraverso il telescopio e le spiegazioni dell'esperto.
Sabato mattina le attività sono tornate a Palazzo San Domenico. Con «Arduino Lab», gli studenti del Liceo Scientifico Carlo Cafiero hanno coinvolto il pubblico nella realizzazione di semplici prototipi. «Ex Post – Un tema, un segno, un'identità», in collaborazione con The Puglieser e il collettivo Ka-pow!, ha invitato i partecipanti a reinterpretare graficamente i temi delle precedenti edizioni di TEDxBarletta. A completare il programma, «Metamorfosi Supernova», l'incontro con Pastificio Maffeidedicato al codice di condotta aziendale come strumento per promuovere la parità e prevenire le discriminazioni.
Sabato 17 ottobre i talk e la musica al Teatro Curci
Dalle 19.30, il Teatro Curci ha ospitato il main event, aperto dal video mapping e dalla performance di Vanillivia, nome d'arte di Matteo Candido. La scena iniziale di una lezione sulla supernova ha lasciato spazio alla trasformazione dell'insegnante in drag queen. Tra teatro, ironia e racconto personale, l'artista ha affrontato il coraggio di esprimere la propria identità. Il «punto di morte» teatrale ha rappresentato la rinuncia alla propria autenticità per paura. L'amicizia e la comunità queer hanno offerto il sostegno per ripartire: «Non dobbiamo per forza rinascere da soli» e soprattutto «Non tutte le morti sono una fine» i messaggi rivolti al pubblico.
Dopo l'apertura e il benvenuto TED, il biologo e neuroscienziatoFrancesco Cacciante ha accompagnato il pubblico dalle stelle agli ingredienti della vita. Partendo da una ciambella e dagli zuccheri individuati nello spazio, ha raccontato come meteoriti e asteroidi possano trasportare molecole utili alla vita. Da qui, l'invito ad ampliare lo sguardo verso possibili biologie diverse dalla nostra. Un percorso scientifico diventato anche un richiamo alla comune origine degli esseri umani e al valore egualitario di ogni vita.
Ambra Danesin, professionista dell'intelligenza artificiale, ha posto al centro del suo intervento la domanda sulla possibile coscienza delle macchine. A partire da Freedom, il sistema da lei sviluppato e ricostruito dopo la perdita della memoria, ha riflettuto sul rapporto tra continuità, identità e coscienza. Ha inoltre richiamato i legami emotivi con i compagni virtuali, chiedendo attenzione alle conseguenze umane delle decisioni delle aziende. Il suo invito è stato a riconoscere i limiti delle conoscenze disponibili e ad assumersi la responsabilità delle scelte compiute nell'incertezza, anche nelle relazioni che costruiamo con questi sistemi.
Conclusa questa parentesi che cerca ogni anno di valorizzare idee e progetti del territorio, segue l'esibizione di Zara Colombo. Il duo formato da Zara C. Massaro e Luca Massaro ha alternato i brani «Tango» e «Le stelle» al racconto della propria storia. La scelta di chiamare il duo con il nome di Zara, suggerita da Luca, ha offerto una chiave per leggere il progetto: due percorsi individuali che confluiscono in una firma comune. «Tango» ha richiamato, in particolare, le eredità familiari che ciascuno porta con sé. Attraverso le immagini delle stelle degeneri e delle trasformazioni cosmiche, i due artisti hanno raccontato l'incontro tra identità, legami familiari e ricerca musicale, lasciando spazio anche al dubbio e a ciò che non possiamo comprendere fino in fondo.
Durante la pausa, la galleria del teatro ha ospitato il momento conviviale riservato agli spettatori con accesso allo spazio. Food e beverage offerti al pubblico e stand delle realtà del territorio hanno accompagnato l'intervallo, creando un'occasione di incontro e confronto tra le due parti dello spettacolo.
Arriva così il momento della premiazione per il contest "Call 4 Ideas". Trasformare l'asfalto di scarto da voce di costo per le casse pubbliche a risorsa strategica per il territorio: è questo l'obiettivo della "Banca del Fresato", l'iniziativa di economia circolare ideata da Vincenzo Sfregola per rivoluzionare la gestione dei cantieri stradali comunali. Il modello supera l'inefficienza attuale (che vede le amministrazioni pagare prima per lo smaltimento del materiale e poi per l'acquisto di nuove materie prime) introducendo un'Anagrafe del Fresato per il monitoraggio stradale e una rete di accordi quadro territoriali. In questo modo, l'asfalto rimosso e conferito agli impianti autorizzati viene convertito in un credito equivalente di granulato rigenerato, azzerando gli sprechi ambientali e garantendo un concreto risparmio per la spesa pubblica.
La ripresa della serata ha visto sul palco Carlo Calcagni. L'ufficiale del Ruolo d'Onore dell'Esercito Italiano e atleta paralimpico ha raccontato la possibilità di costruire nuove strade anche quando la malattia cambia i progetti di vita. Il Frame Runner, che gli permette di correre, è diventato l'esempio concreto di questo cambio di prospettiva: cercare un altro modo per raggiungere una meta. Nel suo racconto, accettare i limiti e lasciarsi sostenere dagli altri sono parte della forza necessaria per ripartire. «Non possiamo scegliere la tempesta. Ma possiamo imparare a nuotare»: un messaggio che ha unito determinazione e capacità di chiedere aiuto.
Martina di Florio, conosciuta come CyaoDieffe, ha intrecciato la propria esperienza con le storie del jazz per riflettere su ciò che resta quando il futuro immaginato cambia. Ha ricordato il mancato ingresso in conservatorio, nona per otto posti disponibili, affiancandolo alla storia del chitarrista Pat Martino, tornato a suonare dopo la perdita della memoria. Esperienze diverse che le hanno suggerito di distinguere un desiderio dalla strada immaginata per realizzarlo. La passione, nel suo racconto, può trovare forme diverse senza perdere ciò che la rende parte di noi.
È quindi intervenuto Enrico Gamba, noto online come 151eg, divulgatore del cinema d'animazione. Partendo dai ricordi d'infanzia e dalle scoperte astronomiche condivise con il padre, ha riflettuto sulle barriere che possono allontanare le persone dalla conoscenza. Da bambino faceva da «traduttore» tra i libri e un genitore curioso, capace di comprendere ma distante dal linguaggio dei testi. Da questa esperienza è nata l'attenzione alle ragioni per cui un argomento può interessare a chi ascolta. Il suo messaggio ha richiamato la responsabilità di chi insegna e divulga: rendere il sapere accessibile, privilegiare la comprensione rispetto alla prestazione e permettere a ciascuno di imparare senza vergognarsi di ciò che ancora non conosce.
La chiusura musicale è stata affidata a Lauryyn, nome d'arte della cantautrice pugliese Aurora De Gregorio, il cui percorso intreccia soul, R&B, hip hop ed elettronica. Autrice di testi italiani dal taglio introspettivo, nel 2025 ha pubblicato «Aritmia», selezionato tra i cinque finalisti delle Targhe Tenco nella categoria «Migliore opera prima». La sua esibizione ha concluso le due giornate di «Supernova», portando la musica nell'ultimo tratto del racconto dedicato alle possibilità del cambiamento.
Con «Supernova», TEDxBarletta ha messo in dialogo scienza, arte e storie personali, facendo emergere un filo comune: affrontare il cambiamento significa anche imparare, rivedere le proprie certezze e riconoscere il valore delle relazioni. Attraverso il lavoro dell'associazione Idee da Diffondere, dei volontari e delle realtà coinvolte, la settima edizione ha unito laboratori, spettacolo e occasioni di confronto, rendendo diversi luoghi della città parte di un unico percorso di condivisione delle idee.
A legare le due giornate, l'immagine della supernova: una trasformazione capace di generare le condizioni per qualcosa di nuovo.
I workshop dal venerdì al sabato mattina
Il programma si è aperto venerdì 16 ottobre a Palazzo San Domenico con due appuntamenti paralleli. «Dentro l'immagine», in collaborazione con Veronica Liuzzi, ha esplorato il rapporto tra corpo, spazio e immagine digitale attraverso talk, performance e videoproiezioni. Nel chiostro, «Cieli Paralleli», con Daniela Vitelli, ha intrecciato astronomia e creatività, trasformando le mappe delle costellazioni in composizioni tridimensionali realizzate con la tecnica del quilling.
La serata è proseguita sul lungomare Pietro Mennea con «A caccia di meraviglie»: accompagnati dall'astrofotografo e divulgatore Giuseppe Livrieri, i partecipanti si sono avvicinati all'osservazione del cielo attraverso il telescopio e le spiegazioni dell'esperto.
Sabato mattina le attività sono tornate a Palazzo San Domenico. Con «Arduino Lab», gli studenti del Liceo Scientifico Carlo Cafiero hanno coinvolto il pubblico nella realizzazione di semplici prototipi. «Ex Post – Un tema, un segno, un'identità», in collaborazione con The Puglieser e il collettivo Ka-pow!, ha invitato i partecipanti a reinterpretare graficamente i temi delle precedenti edizioni di TEDxBarletta. A completare il programma, «Metamorfosi Supernova», l'incontro con Pastificio Maffeidedicato al codice di condotta aziendale come strumento per promuovere la parità e prevenire le discriminazioni.
Sabato 17 ottobre i talk e la musica al Teatro Curci
Dalle 19.30, il Teatro Curci ha ospitato il main event, aperto dal video mapping e dalla performance di Vanillivia, nome d'arte di Matteo Candido. La scena iniziale di una lezione sulla supernova ha lasciato spazio alla trasformazione dell'insegnante in drag queen. Tra teatro, ironia e racconto personale, l'artista ha affrontato il coraggio di esprimere la propria identità. Il «punto di morte» teatrale ha rappresentato la rinuncia alla propria autenticità per paura. L'amicizia e la comunità queer hanno offerto il sostegno per ripartire: «Non dobbiamo per forza rinascere da soli» e soprattutto «Non tutte le morti sono una fine» i messaggi rivolti al pubblico.
Dopo l'apertura e il benvenuto TED, il biologo e neuroscienziatoFrancesco Cacciante ha accompagnato il pubblico dalle stelle agli ingredienti della vita. Partendo da una ciambella e dagli zuccheri individuati nello spazio, ha raccontato come meteoriti e asteroidi possano trasportare molecole utili alla vita. Da qui, l'invito ad ampliare lo sguardo verso possibili biologie diverse dalla nostra. Un percorso scientifico diventato anche un richiamo alla comune origine degli esseri umani e al valore egualitario di ogni vita.
Ambra Danesin, professionista dell'intelligenza artificiale, ha posto al centro del suo intervento la domanda sulla possibile coscienza delle macchine. A partire da Freedom, il sistema da lei sviluppato e ricostruito dopo la perdita della memoria, ha riflettuto sul rapporto tra continuità, identità e coscienza. Ha inoltre richiamato i legami emotivi con i compagni virtuali, chiedendo attenzione alle conseguenze umane delle decisioni delle aziende. Il suo invito è stato a riconoscere i limiti delle conoscenze disponibili e ad assumersi la responsabilità delle scelte compiute nell'incertezza, anche nelle relazioni che costruiamo con questi sistemi.
Conclusa questa parentesi che cerca ogni anno di valorizzare idee e progetti del territorio, segue l'esibizione di Zara Colombo. Il duo formato da Zara C. Massaro e Luca Massaro ha alternato i brani «Tango» e «Le stelle» al racconto della propria storia. La scelta di chiamare il duo con il nome di Zara, suggerita da Luca, ha offerto una chiave per leggere il progetto: due percorsi individuali che confluiscono in una firma comune. «Tango» ha richiamato, in particolare, le eredità familiari che ciascuno porta con sé. Attraverso le immagini delle stelle degeneri e delle trasformazioni cosmiche, i due artisti hanno raccontato l'incontro tra identità, legami familiari e ricerca musicale, lasciando spazio anche al dubbio e a ciò che non possiamo comprendere fino in fondo.
Durante la pausa, la galleria del teatro ha ospitato il momento conviviale riservato agli spettatori con accesso allo spazio. Food e beverage offerti al pubblico e stand delle realtà del territorio hanno accompagnato l'intervallo, creando un'occasione di incontro e confronto tra le due parti dello spettacolo.
Arriva così il momento della premiazione per il contest "Call 4 Ideas". Trasformare l'asfalto di scarto da voce di costo per le casse pubbliche a risorsa strategica per il territorio: è questo l'obiettivo della "Banca del Fresato", l'iniziativa di economia circolare ideata da Vincenzo Sfregola per rivoluzionare la gestione dei cantieri stradali comunali. Il modello supera l'inefficienza attuale (che vede le amministrazioni pagare prima per lo smaltimento del materiale e poi per l'acquisto di nuove materie prime) introducendo un'Anagrafe del Fresato per il monitoraggio stradale e una rete di accordi quadro territoriali. In questo modo, l'asfalto rimosso e conferito agli impianti autorizzati viene convertito in un credito equivalente di granulato rigenerato, azzerando gli sprechi ambientali e garantendo un concreto risparmio per la spesa pubblica.
La ripresa della serata ha visto sul palco Carlo Calcagni. L'ufficiale del Ruolo d'Onore dell'Esercito Italiano e atleta paralimpico ha raccontato la possibilità di costruire nuove strade anche quando la malattia cambia i progetti di vita. Il Frame Runner, che gli permette di correre, è diventato l'esempio concreto di questo cambio di prospettiva: cercare un altro modo per raggiungere una meta. Nel suo racconto, accettare i limiti e lasciarsi sostenere dagli altri sono parte della forza necessaria per ripartire. «Non possiamo scegliere la tempesta. Ma possiamo imparare a nuotare»: un messaggio che ha unito determinazione e capacità di chiedere aiuto.
Martina di Florio, conosciuta come CyaoDieffe, ha intrecciato la propria esperienza con le storie del jazz per riflettere su ciò che resta quando il futuro immaginato cambia. Ha ricordato il mancato ingresso in conservatorio, nona per otto posti disponibili, affiancandolo alla storia del chitarrista Pat Martino, tornato a suonare dopo la perdita della memoria. Esperienze diverse che le hanno suggerito di distinguere un desiderio dalla strada immaginata per realizzarlo. La passione, nel suo racconto, può trovare forme diverse senza perdere ciò che la rende parte di noi.
È quindi intervenuto Enrico Gamba, noto online come 151eg, divulgatore del cinema d'animazione. Partendo dai ricordi d'infanzia e dalle scoperte astronomiche condivise con il padre, ha riflettuto sulle barriere che possono allontanare le persone dalla conoscenza. Da bambino faceva da «traduttore» tra i libri e un genitore curioso, capace di comprendere ma distante dal linguaggio dei testi. Da questa esperienza è nata l'attenzione alle ragioni per cui un argomento può interessare a chi ascolta. Il suo messaggio ha richiamato la responsabilità di chi insegna e divulga: rendere il sapere accessibile, privilegiare la comprensione rispetto alla prestazione e permettere a ciascuno di imparare senza vergognarsi di ciò che ancora non conosce.
La chiusura musicale è stata affidata a Lauryyn, nome d'arte della cantautrice pugliese Aurora De Gregorio, il cui percorso intreccia soul, R&B, hip hop ed elettronica. Autrice di testi italiani dal taglio introspettivo, nel 2025 ha pubblicato «Aritmia», selezionato tra i cinque finalisti delle Targhe Tenco nella categoria «Migliore opera prima». La sua esibizione ha concluso le due giornate di «Supernova», portando la musica nell'ultimo tratto del racconto dedicato alle possibilità del cambiamento.
Con «Supernova», TEDxBarletta ha messo in dialogo scienza, arte e storie personali, facendo emergere un filo comune: affrontare il cambiamento significa anche imparare, rivedere le proprie certezze e riconoscere il valore delle relazioni. Attraverso il lavoro dell'associazione Idee da Diffondere, dei volontari e delle realtà coinvolte, la settima edizione ha unito laboratori, spettacolo e occasioni di confronto, rendendo diversi luoghi della città parte di un unico percorso di condivisione delle idee.