Rociola: «Rilanciare la Disfida di Barletta, si superino gli stalli sulla fondazione»

La nota dell'avvocato

martedì 22 settembre 2026 16.04
«La Disfida di Barletta rappresenta molto più di un pur pregevole romanzo d'appendice o di un evento circoscritto a pochi giorni sul calendario. È la pietra angolare della nostra identità culturale, un patrimonio immateriale che merita di essere valorizzato attraverso una visione strategica, coraggiosa e di lungo respiro. Per fare questo, occorre ripartire da tre presupposti politici e amministrativi non più procrastinabili». Così l'avvocato Gennaro Rociola.

«In primo luogo, Barletta deve mantenere la sua naturale centralità nel delicato equilibrio tra verità storica e narrazione romanzata. Tuttavia, questa centralità non deve tradursi in isolamento. La Disfida è un'epopea corale: è fondamentale strutturare un coinvolgimento organico e permanente di tutti i Comuni di provenienza dei 13 cavalieri italiani. Solo una rete istituzionale solida può trasformare la nostra storia in un brand territoriale di rilievo nazionale.

In secondo luogo, è necessario invertire la rotta sulla programmazione. La Disfida deve essere vissuta tutto l'anno con attività di studio, divulgazione scolastica, convegnistica e turismo culturale diffuso. Ma la rievocazione storica, il Certame e il Corteo Trionfale devono tornare stabilmente nel loro alveo naturale e storico, ovvero nei mesi di luglio e agosto. Destagionalizzare la cultura non significa snaturare i grandi eventi, che anzi funzionano da attrattori turistici proprio quando rispettano la tradizione e i flussi del periodo estivo. Infine, il nodo cruciale: la governance. Per gestire una macchina di tale portata è indispensabile uno strumento giuridico agile e dedicato. Ad oggi, il percorso per la creazione della Fondazione della Disfida di Barletta risulta purtroppo incagliato nelle secche della burocrazia regionale e in vincoli temporali mai superati, malgrado i tentativi di sblocco legislativo. Non c'è più tempo da perdere dietro a iter inconclusi e rimpalli di responsabilità: la Regione e il Comune accelerino per dare vita a questo ente, definendo una volta per tutte lo statuto e gli assetti operativi. La valorizzazione del nostro passato non può essere ostaggio delle scadenze elettorali o della miopia gestionale. Barletta e il suo territorio meritano risposte certe e una visione di futuro concreta».