Rimpasto giunta, Vito Tupputi: «Porcelluzzi figura autorevole, ma non è mia espressione»

La nota del consigliere comunale

martedì 13 ottobre 2026 20.01
«In merito alla recente nomina assessorile in Giunta Comunale, ritengo doveroso fare chiarezza. L'assessore nominato con delega ai servizi sociali non è una mia espressione ma è una figura autorevole, scelta dal Sindaco e condivisa con la lista Cannito Sindaco. Io non ho mai lavorato per le poltrone, ma per i cittadini, soprattutto per i più fragili. L' assessore nominato non è mia espressione. Lo dico con rispetto per la persona, ma con chiarezza politica». Così il consigliere comunale Vito Tupputi.

«La mia politica non è mai stata incentrata sulle poltrone. Non ho mai barattato il mio mandato per una seduta in Giunta.

Io continuo a lavorare nel rispetto del mandato che mi è stato affidato dai cittadini, per il bene della comunità, delle persone, soprattutto dei più fragili.

Io non ho chiesto nulla e non chiedo nulla.

Le poltrone passano, mentre i problemi delle famiglie restano.
Io sto con loro.

Mentre altri discutono di incarichi, io sono impegnato su altro:

1. Sui regolamenti dei buoni educativi 0-3 anni , sui Progetti di Vita Indipendente che discriminano ragazzi dai 16 anni in poi, con disabilità grave art.3 comma 3 L.104/92;
2. Sul nuovo piano dell'assistenza specialistica extrascolastica e del trasporto degli alunni com disabilità.
3. Sui ritardi di 4-5 mesi del Patto di Cura e del Sostegno Familiare nell'Ambito di Trinitapoli - San Ferdinando - Margherita e sui ritardi di altri ambiti.
4. Sul DDL Locatelli che con il limite di 3.000 euro di reddito esclude tantissime famiglie caregiver.
5. Sui rimborsi ABA che nella BAT sono una lotteria e non un LEA garantito.

Questi sono alcuni dei miei obiettivi.

Non mi interessa chi occupa una poltrona assessorile. Mi interessa chi è in lista d'attesa da 8 mesi per una visita, chi aspetta 5 mesi un contributo per pagare la terapia al figlio.

Continuerò a fare il Consigliere Comunale, con le mie prerogative, fuori da ogni logica spartitoria, fedele solo al mandato ricevuto dai cittadini barlettani».