Rimpasto di Giunta, Cantiere Puglia: «Maggioranza concentrata più sui propri equilibri che sui problemi della città»

La nota dei consiglieri comunali

giovedì 15 ottobre 2026 10.10
«Il «rimpastino» di fine mandato solleva interrogativi sulla tenuta di una maggioranza che sembra concentrarsi più sui propri equilibri interni che sui problemi della città». Così i consiglieri di Cantiere Puglia Massimo Spinazzola, Adelaide Spinazzola e Pino Rizzi.

«A Barletta va in scena l'ennesimo capitolo di una vicenda politica che assume sempre più i contorni di una commedia degli equivoci. Il sindaco Cannito annuncia la nuova giunta, ridistribuisce deleghe e assegna incarichi nel tentativo di riassestare la maggioranza. Ma, leggendo le dichiarazioni dei diretti interessati, più che una squadra compatta emerge un quadro nel quale non è sempre chiaro chi rappresenti chi e quale visione condivisa sostenga queste scelte.

Nelle scorse settimane abbiamo letto di rinunce, oggi leggiamo di prese di distanza. Più che una squadra compatta, quella di Cannito sembra un casting in cui non tutti sono convinti della parte assegnata.

A rendere il quadro ancora più singolare è la vicenda che riguarda il consigliere comunale Vito Tupputi, il quale ha precisato pubblicamente che la neoassessora Silvia Porcelluzzi, pur riconoscendone l'autorevolezza, non è una sua espressione politica, ma della lista Cannito Sindaco, che già contava su un proprio rappresentante in giunta dall'inizio della consiliatura.

Oggi la lista può contare su due consiglieri comunali e due assessori. Una situazione che solleva una domanda politica inevitabile: alla luce delle parole di Tupputi, entrambi gli assessori fanno riferimento al capogruppo Gianluca Gorgoglione? E quali sono, dunque, i reali equilibri all'interno della lista?
Con due consiglieri e due assessori riconducibili alla stessa lista, ma con prese di distanza che alimentano interrogativi, la vicenda assume i contorni di un vero e proprio gioco delle tre carte: ruoli che si sovrappongono, equilibri che cambiano e appartenenze politiche che sembrano sfumare.

Anche la redistribuzione delle deleghe lascia più di qualche perplessità. Perché proprio adesso? E soprattutto, quali valutazioni hanno determinato questa precisa assegnazione? Con così poco tempo a disposizione, è legittimo chiedersi se le scelte siano dettate esclusivamente da esigenze amministrative o se abbiano pesato anche altri equilibri interni alla maggioranza.

Grandi eventi e sport cambiano titolare, l'Ambiente viene affidato a un'assessora che per sei mesi si è occupata incessantemente di Affari generali e Pari opportunità, mentre i Servizi sociali passano alla nuova «figura autorevole», per usare le parole di Tupputi, espressione della lista Cannito Sindaco. A questo punto, più che a una riorganizzazione amministrativa, sembra di assistere al calciomercato di Oronzo Canà: un quarto di delega in cambio di un'altra, due terzi di delega in cambio di un possibile appoggio futuro. Peccato che qui non si tratti di fare mercato per la Longobarda, ma di amministrare Barletta.
Il tempo di prendere confidenza con gli uffici, conoscere la macchina amministrativa e individuare le priorità, e sarà già tempo di salutare. Più che una riorganizzazione orientata ai risultati, sembra un riassetto a tempo determinato, le cui ragioni non sono state ancora chiarite fino in fondo.

Altro che rilancio dell'azione amministrativa: questo rimpastino sembra l'ennesimo giro di poltrone, con la differenza che il valzer sta per finire e la musica delle promesse rischia di spegnersi prima ancora che qualcuno abbia iniziato a lavorare. Le deleghe cambiano mano, gli equilibri si sistemano, ma per Barletta resta il solito interrogativo: mentre la maggioranza pensa a distribuire le poltrone, chi si sta occupando davvero della città?»