Rete Civica: «Tra alberi che cadono e fondi che sfumano: Barletta resta a guardare»
La nota firmata da Giuseppe Calabrese, Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella
venerdì 3 aprile 2026
«Bastano due giorni di pioggia, non una tempesta, non un evento eccezionale, semplicemente pioggia, per assistere all'ormai consueto spettacolo cittadino: alberi che cedono come fuscelli, strade che si sbriciolano come biscotti inzuppati, "laghi" improvvisati e "fiumi" urbani che scorrono placidamente nella zona 167. Un fenomeno naturale? No. Un fenomeno amministrativo». Così i referenti di Rete Civica, Giuseppe Calabrese, Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella.
«Perché mentre i cittadini si destreggiano tra la litoranea di ponente trasformata in percorso ad ostacoli, via Violante ridotta a mosaico post-moderno e interi quartieri convertiti in esperienze immersive acquatiche, solo per citare esempi macroscopici, c'è un'altra costante che non delude mai: la gestione delle opportunità pubbliche. L'ultima fotografia arriva dalla graduatoria definitiva regionale del bando per la riqualificazione ecologica della fascia costiera: 30 proposte presentate, solo 5 finanziate, molte altre comunque ammissibili e pronte a ricevere fondi in caso di scorrimento.
E Barletta? Barletta non è stata bocciata. Barletta non è arrivata fuori graduatoria. Barletta non ha perso per pochi punti. Barletta non ha proprio partecipato. In un territorio che ad ogni pioggia mostra tutta la fragilità delle proprie infrastrutture, delle aree verdi e del sistema di drenaggio urbano, l'amministrazione ha scelto, o più probabilmente dimenticato, di non candidare nemmeno un progetto per intercettare risorse destinate esattamente a questi problemi.
Nel frattempo, altri Comuni ottengono milioni di euro per riqualificare coste, rafforzare la resilienza ambientale e prevenire quei fenomeni che qui affrontiamo sempre e solo "a posteriori". A Barletta, invece, si continua con l'innovativa strategia del "vediamo dopo": si rattoppano strade che si disfano alla prima pioggia, si interviene sugli alberi solo quando cadono, si gestiscono allagamenti come se fossero eventi imprevedibili. E, soprattutto, si rinuncia preventivamente ai finanziamenti che potrebbero cambiare questa situazione. Particolare menzione merita il tanto annunciato "censimento del verde": uno strumento che avrebbe dovuto garantire monitoraggio, manutenzione e sicurezza del patrimonio arboreo cittadino.
Ad oggi, però, gli effetti concreti percepiti dai cittadini sono ben altri: alberi caduti in ogni zona della città. Non è una semplificazione. È la realtà sotto gli occhi di tutti. E se finora è andata bene, è solo per una questione di fortuna. Il risultato di tutto questo è evidente: non solo l'acqua scorre per le strade, ma le opportunità scorrono via senza nemmeno essere intercettate. Rete Civica Barletta ritiene che questo non sia più un problema di risorse, ma di visione e capacità amministrativa. Perché perdere un finanziamento è grave. Ma non provarci nemmeno lo è molto di più».
«Perché mentre i cittadini si destreggiano tra la litoranea di ponente trasformata in percorso ad ostacoli, via Violante ridotta a mosaico post-moderno e interi quartieri convertiti in esperienze immersive acquatiche, solo per citare esempi macroscopici, c'è un'altra costante che non delude mai: la gestione delle opportunità pubbliche. L'ultima fotografia arriva dalla graduatoria definitiva regionale del bando per la riqualificazione ecologica della fascia costiera: 30 proposte presentate, solo 5 finanziate, molte altre comunque ammissibili e pronte a ricevere fondi in caso di scorrimento.
E Barletta? Barletta non è stata bocciata. Barletta non è arrivata fuori graduatoria. Barletta non ha perso per pochi punti. Barletta non ha proprio partecipato. In un territorio che ad ogni pioggia mostra tutta la fragilità delle proprie infrastrutture, delle aree verdi e del sistema di drenaggio urbano, l'amministrazione ha scelto, o più probabilmente dimenticato, di non candidare nemmeno un progetto per intercettare risorse destinate esattamente a questi problemi.
Nel frattempo, altri Comuni ottengono milioni di euro per riqualificare coste, rafforzare la resilienza ambientale e prevenire quei fenomeni che qui affrontiamo sempre e solo "a posteriori". A Barletta, invece, si continua con l'innovativa strategia del "vediamo dopo": si rattoppano strade che si disfano alla prima pioggia, si interviene sugli alberi solo quando cadono, si gestiscono allagamenti come se fossero eventi imprevedibili. E, soprattutto, si rinuncia preventivamente ai finanziamenti che potrebbero cambiare questa situazione. Particolare menzione merita il tanto annunciato "censimento del verde": uno strumento che avrebbe dovuto garantire monitoraggio, manutenzione e sicurezza del patrimonio arboreo cittadino.
Ad oggi, però, gli effetti concreti percepiti dai cittadini sono ben altri: alberi caduti in ogni zona della città. Non è una semplificazione. È la realtà sotto gli occhi di tutti. E se finora è andata bene, è solo per una questione di fortuna. Il risultato di tutto questo è evidente: non solo l'acqua scorre per le strade, ma le opportunità scorrono via senza nemmeno essere intercettate. Rete Civica Barletta ritiene che questo non sia più un problema di risorse, ma di visione e capacità amministrativa. Perché perdere un finanziamento è grave. Ma non provarci nemmeno lo è molto di più».