Registro delle unioni civili: ci voltiamo di fronte alla realtà?

Continua la polemica in tutta Italia, il giudice di Grosseto stupisce con le sue decisioni

lunedì 14 aprile 2014 14.59
A cura di Viviana Damore
Continua la polemica sull'istituzione dei registri delle unioni civili in tutta Italia. Un caso interessante è stata la decisione presa dal tribunale di Grosseto, con la quale si è disposta la trascrizione nei registri comunali di un matrimonio celebratosi tra due uomini italiani con rito civile il dicembre 2012 a New York. Secondo il giudice di Grosseto infatti, nel codice civile italiano non vi è "nessuna clausola che individui delle restrizioni riguardanti il sesso dei contraenti matrimonio", contrariamente invece rispetto a quanto affermato dall'ufficiale di stato civile dello stesso comune di Grosseto, il quale a supporto del suo rifiuto di trascrivere il matrimonio nel registro comunale, ha sostenuto che "la normativa italiana non consente di registrare matrimoni tra persone dello stesso sesso", infine è prevalsa la decisione del giudice di garantire trascrizione del matrimonio gay nei registri comunali.

Sicuramente il caso rappresenta un unicum nel suo genere, a maggior ragione un unicum nel nostro Paese, ancora fortemente combattuto e diviso sulla questione delle coppie di fatto. Tra impostazione e visione religiosa della coppia, tra libertà e istituzioni gay friendly, come sappiamo la varietà di certo non manca in Italia, come a Barletta: spesso e volentieri però si è restii ad accettare questa varietà che si caratterizza come una delle più grandi ricchezze e potenzialità del bel Paese.

Diverse considerazioni si sono susseguite in questi giorni a Barletta sull'argomento delle unioni civili, sin da quando è giunta la comunicazione dell'istituzione del registro delle coppie di fatto sull'albo pretorio informatico del Comune di Barletta. Dalla grande soddisfazione espressa dai componenti di Arcigay, alla nota critica dei Fratelli d'Italia; dalla soddisfazione del Movimento Cinque Stelle, all'opposizione delle sei associazioni che hanno sottoscritto un documento di rifiuto; infine la nota del vicesindaco Francabandiera a difesa del provvedimento ha posto un importante accento sulla corretta interpretazione del termine "famiglia".

Come ha sostenuto il vicesindaco infatti, è fondamentale riconsiderare decisioni e preconcetti per adeguarle al grande cambiamento della nostra era. Nella sua nota Anna Rizzi Francabandiera ha insistito sull'importanza di "non voltare lo sguardo dinanzi a qualcosa che Barletta come tante altre città italiane e come il resto del mondo vive". La trasformazione ed evoluzione dell'istituzione "famiglia" in questi ultimi anni necessita una rivalutazione di ciò che intorno ad essa ruota, dalle questioni giudiziarie a quelle patrimoniali, dai legami affettivi al rispetto delle varie forme di famiglia che formano la nostra società. Là dove il termine "famiglia" indica l'istituzione fondamentale in ogni società umana, fondata sui valori di esclusività responsabilità e stabilità, cosa discrimina una famiglia con genitori etero da una con genitori gay? Spesso e volentieri si sottovalutano dei concetti importanti come quelli di evoluzione, cambiamento e pertanto riformulazione dei modelli sociali, preferiamo voltarci dall'altra parte piuttosto che affrontare i mutamenti della realtà che ci circonda?