Questione mercato via Rossini, Casambulanti: Basta accanimento e azioni politiche strumentali che danneggiano gli operatori

La nota dei commercianti

sabato 17 ottobre 2026 1.55
La vicenda del mercato settimanale di via Donizetti e via Rossini continua ad alimentare un dibattito che, ormai, appare sempre meno legato alla reale tutela dei cittadini e sempre più caratterizzato da un accanimento contro il mercato e contro gli operatori che quotidianamente lavorano regolarmente nei posteggi loro assegnati. Così replicano le Associazioni degli Ambulanti alle ulteriori provocazioni a mezzo stampa da parte dei comitati.

Queste le dichiarazioni del presidente CasAmbulanti – UniPuglia, Savino Montaruli: "è il momento di dirlo con chiarezza: l'accanimento contro il mercato è un'azione politica strumentale e fortemente lesiva degli operatori regolarmente autorizzati ad occupare quei posteggi. Stiamo parlando di lavoratori che non sono abusivi, non sono improvvisati e non sono "occupanti" di uno spazio pubblico senza titolo. Sono operatori regolarmente autorizzati, che svolgono la propria attività nel rispetto delle regole e che da anni garantiscono un servizio alla cittadinanza. L'ultima presa di posizione dell'ASL, riportata dalla stampa, merita certamente attenzione. Proprio per questo occorre evitare semplificazioni e soprattutto non consentire che valutazioni di carattere tecnico-sanitario vengano trasformate in strumenti di una battaglia politica contro il mercato. Non si può far ricadere il peso di una disputa istituzionale sulle spalle di chi, ogni settimana, apre il proprio banco, paga le tasse, sostiene le spese e lavora per vivere; non si può far passare l'idea che il mercato sia un ostacolo alla città o alla libertà dei residenti. Questo sarebbe insopportabile, perché Il mercato non è un corpo estraneo: è parte della città. Dietro ogni posteggio ci sono famiglie, investimenti, sacrifici e anni di lavoro. Pensare di cancellare o mettere in discussione tutto questo senza una soluzione concreta e rispettosa degli operatori significa scaricare sui lavoratori il costo di decisioni che non dipendono da loro. È quindi necessario riportare la discussione sul terreno della responsabilità, della legalità e del buon senso" – conclude Montaruli.

Anche l'avv. Anna Piccolo, a difesa dei operatori ambulanti, ribadisce: "non servono guerre tra comitati, istituzioni e operatori. Serve che ciascuno faccia la propria parte e che, soprattutto, non si utilizzi il mercato come terreno di scontro politico. Una cosa deve essere chiara: dietro la parola "mercato" non ci sono semplicemente bancarelle e posteggi. Ci sono persone. Ci sono lavoratori. Ci sono famiglie e vanno tutti rispettati. Chi ha scelto di intraprendere un'attività commerciale regolarmente autorizzata ha diritto di lavorare senza essere continuamente sottoposto a campagne di delegittimazione. Gli operatori non vanno perseguitati. Ulteriori azioni denigratorie e offensive ci imporranno una tutela dei diritti violati, in tutte le sedi giudiziarie opportune. Quando diventa un accanimento sistematico ed ogni occasione diventa buona per mettere sotto accusa un'attività regolare, allora è legittimo chiedersi se siamo ancora davanti a una semplice questione amministrativa o se, piuttosto, non ci troviamo di fronte a un'azione politica strumentale. Gli operatori non chiedono privilegi. Chiedono semplicemente di poter lavorare. Questo, in una città che voglia definirsi civile, dovrebbe essere un diritto da tutelare, non un problema da combattere con certi metodi" – conclude l'avv. Piccolo.