Questione mercato, il comitato delle vie Donizetti e Rossini: «La nostra è una battaglia per la vivibilità del quartiere e non ha bandiere politiche»

La nota dei residenti

giovedì 22 ottobre 2026 0.09
«Le recenti dichiarazioni diffuse a mezzo stampa in merito alla vicenda del mercato alimentare settimanale di via Rossini destano sincera indignazione, non tanto per l'uso di una retorica vittimistica ampiamente prevedibile, quanto per il maldestro e surreale tentativo di ribaltare la realtà dei fatti. Accusare i residenti e i comitati cittadini di "accanimento" o di portare avanti un'azione "politica e strumentale" è un furor d'opera che si commenta da solo. Un comitato civico si batte esclusivamente per la salute, la sicurezza, la viabilità e la vivibilità del proprio quartiere: tutti diritti primari, costituzionalmente garantiti e, per loro stessa natura, privi di bandiere o tessere di partito». Così il presidente e il portavoce del comitato delle vie Donizetti e Rossini, Michele Piazzolla e Francesco Corcella.

«Di fronte a questo goffo tentativo di buttarla in caciara, sorge spontaneo un dubbio diametralmente opposto: non è che la politica strumentale la stanno facendo proprio gli accusatori? Quando l'attenzione viene spostata sistematicamente dai problemi reali e oggettivi – come i rilievi tecnici e sanitari di un'istituzione come l'Asl, che non risponde certo a logiche di parte e che comunque questo Comitato ha contestato! – per gridare al fantomatico complotto politico, il sospetto che ci sia un interesse "altro" dietro queste barricate a oltranza è più che legittimo.

A chi giova trasformare una sacrosanta e civile richiesta di rispetto delle norme igieniche e urbanistiche in una guerra di religione? A chi torna utile alzare la voce sui giornali e agitare lo spauracchio della "persecuzione", anziché sedersi a un tavolo per trovare un'area mercatale finalmente idonea sia per i residenti che per i lavoratori? Forse a chi sta cercando di accreditarsi politicamente, utilizzando gli ambulanti – che nessuno ha mai definito abusivi, né ha mai inteso privare del diritto al lavoro – come vero e proprio bacino elettorale o strumento di pressione per inconfessabili ambizioni personali o di parte? Nessuno vuole cancellare il mercato o fare la guerra alle famiglie degli operatori, e fingere il contrario è intellettualmente disonesto. Si chiede, molto più semplicemente, che il diritto al lavoro non venga esercitato calpestando il diritto alla salute e alla dignità di chi in quelle strade ci vive. Agitare minacce di azioni legali e parlare di "delegittimazione" di fronte a chi chiede solo il rispetto delle regole e delle prescrizioni sanitarie appare come la mossa disperata di chi, avendo esaurito gli argomenti tecnici, è costretto a fare uso di furbizia politica. Il Comitato Vie Donizetti e Rossini non si farà intimidire da chi istiga al conflitto delle parti, nascondendosi dietro la nobile parola "lavoro", e dimostra solo una palese insofferenza per le regole del convivere civile. Se si vogliono fare battaglie politiche, ci si candidi; ma non si usino le legittime istanze di un quartiere, o il sudore dei lavoratori, come pretesto e palcoscenico per personalismi».