Piazza Plebiscito, Rociola: «Il nodo è il fallimento della pianificazione»
La nota dell’avvocato
domenica 27 settembre 2026
0.15
«Il dibattito che in questi giorni interessa Piazza Plebiscito merita di essere ricondotto a una questione più ampia e, soprattutto, più importante per il futuro della città: come il Comune di Barletta intende programmare, regolamentare e tutelare i propri spazi pubblici». Così l'avvocato Gennaro Rociola.
«Il valore delle attività sociali che si svolgono sul territorio non è in discussione. Al contrario, una buona amministrazione deve saper riconoscere e sostenere le esperienze che producono valore per la comunità.
Ma proprio per questo non possiamo continuare a gestire gli spazi pubblici attraverso l'emergenza, le soluzioni temporanee e le decisioni assunte caso per caso.
Piazza Plebiscito è uno spazio di particolare rilevanza storica e urbana. La sua gestione deve quindi inserirsi in un quadro di regole chiare, trasparenti e uguali per tutti, nel rispetto degli strumenti regolamentari dell'Ente e delle disposizioni che disciplinano l'utilizzo, la tutela, il decoro e la sicurezza degli spazi pubblici.
Il Comune deve stabilire prima, e non dopo l'insorgere delle controversie, quali attività siano compatibili con la funzione di una piazza, quali siano gli obblighi di chi la utilizza, quali responsabilità debbano essere assunte e quali controlli debbano essere effettuati.
È questo il punto politico della vicenda.
Non è compito delle associazioni sostituirsi all'amministrazione nella programmazione della città. Allo stesso modo, non è accettabile che l'amministrazione rinunci alla propria funzione di indirizzo e controllo e intervenga soltanto quando una situazione è ormai diventata conflittuale.
Uno spazio pubblico non può essere governato come se fosse il giardino privato di qualcuno. Ma neppure può diventare terreno di contrapposizione tra il sociale e il decoro.
Queste due esigenze devono convivere dentro una regola pubblica, trasparente e verificabile. Per questo ritengo necessario che il Comune apra una riflessione complessiva sulla gestione degli spazi pubblici, partendo proprio dalle esperienze maturate negli ultimi anni.
Servono criteri chiari per le concessioni e gli affidamenti, obblighi precisi per i soggetti utilizzatori, verifiche periodiche sul rispetto delle condizioni stabilite e una programmazione capace di distinguere le diverse funzioni degli spazi cittadini, soprattutto quando si tratta di luoghi di particolare valore storico e monumentale.
E serve, soprattutto, una politica amministrativa che non attribuisca ai cittadini la responsabilità delle proprie carenze organizzative.
Per questo non condivido neppure quei toni che hanno finito per descrivere i cittadini barlettani come "incivili". Una comunità può certamente essere chiamata al rispetto delle regole, ma il rispetto delle regole deve partire da chi quelle regole è chiamato a stabilirle, applicarle e farle rispettare. La questione di Piazza Plebiscito può dunque diventare l'occasione per fare un passo avanti.
Non si tratta di scegliere tra solidarietà e decoro, tra attività sociali e tutela del patrimonio, tra associazioni e istituzioni.
Si tratta di riaffermare un principio molto semplice: gli spazi pubblici appartengono alla comunità e devono essere governati dal Comune attraverso regole chiare, programmazione, trasparenza e controlli.
È questa la responsabilità che una città deve pretendere dalla propria amministrazione».
«Il valore delle attività sociali che si svolgono sul territorio non è in discussione. Al contrario, una buona amministrazione deve saper riconoscere e sostenere le esperienze che producono valore per la comunità.
Ma proprio per questo non possiamo continuare a gestire gli spazi pubblici attraverso l'emergenza, le soluzioni temporanee e le decisioni assunte caso per caso.
Piazza Plebiscito è uno spazio di particolare rilevanza storica e urbana. La sua gestione deve quindi inserirsi in un quadro di regole chiare, trasparenti e uguali per tutti, nel rispetto degli strumenti regolamentari dell'Ente e delle disposizioni che disciplinano l'utilizzo, la tutela, il decoro e la sicurezza degli spazi pubblici.
Il Comune deve stabilire prima, e non dopo l'insorgere delle controversie, quali attività siano compatibili con la funzione di una piazza, quali siano gli obblighi di chi la utilizza, quali responsabilità debbano essere assunte e quali controlli debbano essere effettuati.
È questo il punto politico della vicenda.
Non è compito delle associazioni sostituirsi all'amministrazione nella programmazione della città. Allo stesso modo, non è accettabile che l'amministrazione rinunci alla propria funzione di indirizzo e controllo e intervenga soltanto quando una situazione è ormai diventata conflittuale.
Uno spazio pubblico non può essere governato come se fosse il giardino privato di qualcuno. Ma neppure può diventare terreno di contrapposizione tra il sociale e il decoro.
Queste due esigenze devono convivere dentro una regola pubblica, trasparente e verificabile. Per questo ritengo necessario che il Comune apra una riflessione complessiva sulla gestione degli spazi pubblici, partendo proprio dalle esperienze maturate negli ultimi anni.
Servono criteri chiari per le concessioni e gli affidamenti, obblighi precisi per i soggetti utilizzatori, verifiche periodiche sul rispetto delle condizioni stabilite e una programmazione capace di distinguere le diverse funzioni degli spazi cittadini, soprattutto quando si tratta di luoghi di particolare valore storico e monumentale.
E serve, soprattutto, una politica amministrativa che non attribuisca ai cittadini la responsabilità delle proprie carenze organizzative.
Per questo non condivido neppure quei toni che hanno finito per descrivere i cittadini barlettani come "incivili". Una comunità può certamente essere chiamata al rispetto delle regole, ma il rispetto delle regole deve partire da chi quelle regole è chiamato a stabilirle, applicarle e farle rispettare. La questione di Piazza Plebiscito può dunque diventare l'occasione per fare un passo avanti.
Non si tratta di scegliere tra solidarietà e decoro, tra attività sociali e tutela del patrimonio, tra associazioni e istituzioni.
Si tratta di riaffermare un principio molto semplice: gli spazi pubblici appartengono alla comunità e devono essere governati dal Comune attraverso regole chiare, programmazione, trasparenza e controlli.
È questa la responsabilità che una città deve pretendere dalla propria amministrazione».