Piazza Plebiscito, l’Ambulatorio Popolare: «È il simbolo della solidarietà che si vuole abbattere»

L'associazione annuncia di aver già presentato al Comune la richiesta di rinnovo dell’adozione

venerdì 25 settembre 2026 12.37
L'Ambulatorio Popolare di Barletta interviene sul futuro di Piazza Plebiscito, dopo la richiesta di revoca della gestione degli spazi avanzata da Futuro Nazionale. Nella nota, l'associazione ripercorre i sei anni di attività, rivendica la trasformazione dello spazio e il suo valore sociale e annuncia di aver già presentato al Comune la richiesta di rinnovo dell'adozione.

«Sei anni fa abbiamo adottato una piazza buia e abbandonata, segnata dal degrado, dallo spaccio, dalla prostituzione, dalla sopraffazione, dal consumo anche di droghe pesanti, utilizzata persino come bagno pubblico a cielo aperto.

Per sottrarla a quel destino e all'illegalità abbiamo affrontato anche pressioni e intimidazioni. Non siamo andati via. Abbiamo resistito.

E l'Ambulatorio Popolare quella piazza l'ha trasformata.
Oggi Piazza Plebiscito è un simbolo di solidarietà, un luogo di emancipazione e di restituzione, un modello virtuoso di gestione dei beni pubblici.

Qui la solidarietà non è mai a senso unico: diventa mutualismo. Chi riceve dalla solidarietà di Barletta restituisce a Barletta tempo, lavoro, cura, fiori, piante e bellezza.
In Piazza fanno volontariato anche persone che ricevono beni e donazioni.
E c'è di più.

Grazie agli accordi con l'ASL vengono accolte persone che affrontano particolari forme di dipendenza e che nella cura, nella natura e nelle relazioni trovano occasioni di serenità e partecipazione.
Qui si svolgono percorsi di messa alla prova grazie agli accordi con il Tribunale di Trani.
Qui arrivano le scuole con le bambine e i bambini, le famiglie, le persone. Tutte le persone, senza distinzioni di colore della pelle, religione o nazionalità.

E poi ci sono le piante e gli animali: colombe, anatre, pesci, tartarughe.
Non sono semplicemente elementi decorativi. Rendono questo luogo vivo, contribuiscono al benessere delle persone e svolgono una preziosa funzione educativa.

Più di mille parole, riescono a creare relazione, attenzione e cura e, soprattutto nelle bambine e nei bambini, a far nascere l'amore e il rispetto per gli animali e per la natura.
Una piazza che prima veniva evitata oggi è frequentata, attraversata, vissuta.
E una piazza vissuta genera valore anche intorno a sé.

Da quando l'Ambulatorio Popolare ha in gestione Piazza Plebiscito, le attività commerciali già presenti hanno visto crescere la propria clientela e nuovi esercizi hanno scelto di aprire proprio qui.
Non è un aspetto secondario.

La cura di un bene pubblico, la sua frequentazione e la sua restituzione alla comunità possono creare condizioni favorevoli anche per l'economia di prossimità.
Perché solidarietà, cura e bellezza possono produrre anche valore economico.
Quello di Piazza Plebiscito è un modello virtuoso di gestione dei beni pubblici, riconosciuto e apprezzato anche fuori Barletta.
Lo dimostrano l'importante riconoscimento ottenuto dall'Università degli Studi di Foggia e il finanziamento ricevuto attraverso il bando Megamark per un progetto dedicato proprio a Piazza Plebiscito.

Riconoscimenti che confermano il valore di un'esperienza nata dal basso e diventata un modello replicabile ed esportabile: prendere un bene pubblico abbandonato, restituirlo alla comunità e trasformarlo in uno spazio capace di generare solidarietà, inclusione, relazioni, bellezza e valore sociale.

Piazza Plebiscito è diventata così UN ARGINE CONTRO LA FRAGILITÀ, L'EMARGINAZIONE, LA POVERTÀ, LA SOLITUDINE E LE DISUGUAGLIANZE.
Ed è proprio questa funzione sociale che, a nostro giudizio, oggi si vuole colpire.
C'è una parte della politica locale a cui evidentemente non piace ciò che l'Ambulatorio Popolare rappresenta e costruisce ogni giorno: solidarietà, inclusione, mutualismo, attenzione alle persone più fragili.

E Futuro Nazionale, con la richiesta pubblica di revocare all'Ambulatorio la gestione o l'adozione degli spazi di Piazza Plebiscito, di questa politica sembra essersi assunto oggi, a nostro giudizio, il ruolo di testa d'ariete.
Perché togliere Piazza Plebiscito all'Ambulatorio non significherebbe semplicemente colpire un'associazione.

Significherebbe colpire ciò che questo luogo è diventato in sei anni e mettere in discussione la sua funzione sociale: solidarietà, mutualismo, inclusione, emancipazione, restituzione e cura dei beni comuni.
E poi c'è un pensiero che non possiamo nascondere.
Quando Piazza Plebiscito era buia, degradata e abbandonata erano davvero in pochi a interessarsene.
Oggi è pulita, bella, curata, frequentata e piena di vita.

E proprio adesso, intorno a quella piazza, sembrano moltiplicarsi attenzioni e interessi.
Sarà un caso. Ma è una domanda che abbiamo il diritto di porci.
L'adozione è in scadenza e abbiamo già presentato al Comune la richiesta di rinnovo.
Attendiamo con fiducia la decisione dell'Amministrazione, certi che saranno valutati il lavoro svolto, la trasformazione realizzata e il valore sociale costruito in questi sei anni.

In questi giorni, però, abbiamo visto soprattutto un'altra cosa.
Tantissime persone ci hanno scritto, telefonato e manifestato la loro vicinanza.
Associazioni, movimenti, collettivi, realtà sociali e partiti hanno scelto pubblicamente di stare al nostro fianco.
A ciascuna e ciascuno di loro va il nostro grazie.

Sei anni fa abbiamo iniziato a prenderci cura di un luogo abbandonato.
Oggi, con gioia, scopriamo che a prendersene cura è un'intera comunità.
Ed è insieme a questa comunità, insieme a tutte le persone che ci hanno sostenuto e a quelle che vorranno esserci, che Piazza Plebiscito, simbolo di solidarietà, difenderemo sempre e comunque.»