Nuovo regolamento consiglio comunale, Trimigno: «Perchè aumentare i componenti delle commissioni?»
La nota del capogruppo di Barletta al Centro
mercoledì 30 settembre 2026
12.37
«Domani, giovedì 1° ottobre, il Consiglio comunale di Barletta sarà chiamato a discutere, tra gli altri punti all'ordine del giorno, le modifiche al Regolamento del Consiglio Comunale e degli altri organi istituzionali. Tra le modifiche previste vi sarebbe anche un intervento sulla composizione delle Commissioni consiliari, con il passaggio dagli attuali 5 componenti a 14 componenti». Così il capogruppo di Barletta al Centro, Michele Trimigno.
Una modifica che merita una riflessione seria e, soprattutto, una risposta chiara ai cittadini: per quale ragione aumentare in maniera così consistente il numero dei consiglieri chiamati a partecipare alle Commissioni? Non si tratta soltanto di una questione organizzativa. La partecipazione alle Commissioni consiliari comporta infatti un gettone di presenza. Il Comune di Barletta ha fissato per il 2026 in 48,41 euro lordi il gettone per la partecipazione alle sedute di Consiglio e Commissione e ha previsto 160.000 euro per i gettoni di presenza, oltre a 13.600 euro di IRAP.
È dunque legittimo chiedersi quale sarà l'impatto economico di una modifica che aumenta in maniera così significativa il numero dei componenti delle Commissioni. Ma c'è un aspetto ancora più paradossale. Mentre si propone di allargare le Commissioni, una delle Commissioni più importanti del Consiglio comunale, quella Urbanistica, è ferma da due anni.
Nel mese di giugno il presidente Antonucci aveva convocato una Commissione con l'obiettivo, almeno annunciato, di riprendere i lavori. Dopo quella convocazione, però, i lavori non sono mai realmente ripresi. E qui emerge una questione politica e istituzionale che non può essere elusa: di fronte a una Commissione consiliare ferma da così tanto tempo, quale iniziativa è stata assunta dal Presidente del Consiglio comunale, dal Segretario Generale e dal Sindaco per riportarla al suo normale funzionamento? A nostro avviso, proprio l'inerzia dimostrata in questi mesi da chi avrebbe dovuto garantire il corretto funzionamento degli organi istituzionali rappresenta uno degli aspetti più preoccupanti di questa vicenda. Il problema è noto da tempo. È stato sollevato. È stata persino convocata una Commissione per provare a riavviare i lavori. Eppure, dopo quella convocazione, nulla è cambiato. Nessuna soluzione concreta, nessun intervento risolutivo, nessuna risposta capace di spiegare ai consiglieri e ai cittadini perché una Commissione consiliare possa rimanere sostanzialmente inattiva per un periodo così lungo. E mentre questa situazione rimane irrisolta, domani ci viene proposto di modificare il regolamento e di portare i componenti delle Commissioni da 5 a 14. È questa la soluzione?
Oppure si sta semplicemente cercando di mettere una toppa regolamentare a una questione politica e organizzativa che avrebbe dovuto essere affrontata e risolta da tempo? In un momento in cui l'Amministrazione comunale è chiamata a garantire servizi efficienti, manutenzione della città, interventi sociali e risposte concrete ai cittadini, riteniamo doveroso chiedere quanto costerà questa modifica regolamentare alle casse comunali e quale sia la reale necessità di portare le Commissioni da 5 a 14 componenti. Non basta modificare un regolamento. Occorre spiegare quale problema si intende risolvere, quali benefici concreti produrrà questa scelta e quale sarà il suo impatto economico. La partecipazione democratica e la rappresentanza consiliare sono importanti. Ma proprio per questo devono essere accompagnate da trasparenza, responsabilità, efficienza e attenzione nell'utilizzo delle risorse pubbliche».
Una modifica che merita una riflessione seria e, soprattutto, una risposta chiara ai cittadini: per quale ragione aumentare in maniera così consistente il numero dei consiglieri chiamati a partecipare alle Commissioni? Non si tratta soltanto di una questione organizzativa. La partecipazione alle Commissioni consiliari comporta infatti un gettone di presenza. Il Comune di Barletta ha fissato per il 2026 in 48,41 euro lordi il gettone per la partecipazione alle sedute di Consiglio e Commissione e ha previsto 160.000 euro per i gettoni di presenza, oltre a 13.600 euro di IRAP.
È dunque legittimo chiedersi quale sarà l'impatto economico di una modifica che aumenta in maniera così significativa il numero dei componenti delle Commissioni. Ma c'è un aspetto ancora più paradossale. Mentre si propone di allargare le Commissioni, una delle Commissioni più importanti del Consiglio comunale, quella Urbanistica, è ferma da due anni.
Nel mese di giugno il presidente Antonucci aveva convocato una Commissione con l'obiettivo, almeno annunciato, di riprendere i lavori. Dopo quella convocazione, però, i lavori non sono mai realmente ripresi. E qui emerge una questione politica e istituzionale che non può essere elusa: di fronte a una Commissione consiliare ferma da così tanto tempo, quale iniziativa è stata assunta dal Presidente del Consiglio comunale, dal Segretario Generale e dal Sindaco per riportarla al suo normale funzionamento? A nostro avviso, proprio l'inerzia dimostrata in questi mesi da chi avrebbe dovuto garantire il corretto funzionamento degli organi istituzionali rappresenta uno degli aspetti più preoccupanti di questa vicenda. Il problema è noto da tempo. È stato sollevato. È stata persino convocata una Commissione per provare a riavviare i lavori. Eppure, dopo quella convocazione, nulla è cambiato. Nessuna soluzione concreta, nessun intervento risolutivo, nessuna risposta capace di spiegare ai consiglieri e ai cittadini perché una Commissione consiliare possa rimanere sostanzialmente inattiva per un periodo così lungo. E mentre questa situazione rimane irrisolta, domani ci viene proposto di modificare il regolamento e di portare i componenti delle Commissioni da 5 a 14. È questa la soluzione?
Oppure si sta semplicemente cercando di mettere una toppa regolamentare a una questione politica e organizzativa che avrebbe dovuto essere affrontata e risolta da tempo? In un momento in cui l'Amministrazione comunale è chiamata a garantire servizi efficienti, manutenzione della città, interventi sociali e risposte concrete ai cittadini, riteniamo doveroso chiedere quanto costerà questa modifica regolamentare alle casse comunali e quale sia la reale necessità di portare le Commissioni da 5 a 14 componenti. Non basta modificare un regolamento. Occorre spiegare quale problema si intende risolvere, quali benefici concreti produrrà questa scelta e quale sarà il suo impatto economico. La partecipazione democratica e la rappresentanza consiliare sono importanti. Ma proprio per questo devono essere accompagnate da trasparenza, responsabilità, efficienza e attenzione nell'utilizzo delle risorse pubbliche».