Medaglie d’Onore agli Internati Militari Italiani: riconoscimenti a cinque barlettani

Consegnate alle famiglie di Vito Campanella, Michele Dimatteo, Pietro Rosati, Ruggiero Rociola e Giovanni Bufo

mercoledì 23 settembre 2026 12.40
Si è celebrata ieri pomeriggio a Barletta, nella sede del Palazzo del Governo, la "Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale". La cerimonia è stata introdotta dalla presentazione del romanzo "Il silenzio della luna", Edizioni Magister, della scrittrice e sceneggiatrice di Trani, Maria Giuseppina Pagnotta, che ha conversato con il giornalista Nico Aurora sulla storia ispirata agli appunti della storia vera di un soldato di Andria, prigioniero durante la Seconda Guerra Mondiale nei campi di concentramento tedeschi, dai quali riuscirà a tornare, impegnandosi fortemente in ambito sociale.

A seguire, il Prefetto e i Sindaci del territorio hanno consegnato, nelle mani dei rispettivi familiari, le sedici medaglie d'onore alla memoria di altrettanti cittadini del territorio deportati nei campi di concentramento nazisti e destinati al lavoro coatto per l'economia di guerra: Vito Campanella, Michele Dimatteo, Pietro Rosati, Ruggiero Rociola e Giovanni Bufo (di Barletta), Sebastiano Ferri, Pasquale Gissi e Mario Losito (di Andria), Francesco Camerino e Vincenzo Scagliarini (Trani), Giuseppe Daloiso (Margherita di Savoia), Angelo Delfino, Nicola Forenza, Giulio Villano e Raffaele Vitale (Minervino Murge) e Natale De Palo (San Ferdinando di Puglia).

"In questa giornata importante per la memoria storica della nostra Nazione, siamo chiamati a ricordare il sacrificio e il coraggio di tanti nostri connazionali, soldati e civili, che all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre del 1943 rifiutarono di piegarsi e di collaborare con il nazifascismo - ha dichiarato il Prefetto Flavia Anania nel corso del suo intervento -. La loro fu una scelta di dignità che li costrinse a patire la fame, il lavoro forzato, le violenze fisiche e psicologiche nei lager tedeschi: tanti tra loro non fecero mai ritorno a casa, mentre tanti altri hanno portato per sempre le ferite indelebili di quell'inferno. Il riconoscimento delle Medaglie d'Onore concesse dal Presidente della Repubblica, che abbiamo consegnato nelle mani dei familiari di 16 concittadini di questa provincia, è un tributo di gratitudine nei confronti di chi con la sua resistenza, morale e fisica, ha contribuito a gettare le basi per la nascita della nostra Repubblica e della nostra Costituzione. Ai familiari - ha concluso il Prefetto -, giunga l'invito affinchè sappiano custodire nelle storie di famiglia il ricordo perenne degli Eroi del nostro Paese tramandandoli alle nuove generazioni".