Maturità 2015, perdete ogni speranza voi che navigate

Una ricerca di Skuola.net e la sensibilizzazione “antibufale”

mercoledì 17 giugno 2015 0.23
A cura di Floriana Doronzo
"Notte prima degli esami, notte di polizia" è proprio il caso di dire, citando Venditti, per l'ultima ricerca realizzata da Skuola.net per la Polizia di Stato, su un campione di circa 2500 studenti del quinto anno di scuola secondaria di secondo grado. Oggi cominciano gli esami di Maturità per quasi 500mila studenti italiani, ma il tototema per la prova di italiano e l'"agnosticismo" per le cosiddette materie caratterizzanti sono partiti da un bel po'. L'agonia è collettiva quando si tratta di sapere le tracce della prime e seconda prova d'esame, quelle ministeriali, quelle da disvelare con l'agognata apertura delle buste. Ed è qui che il miglior nemico Internet accompagna i maturandi nella scoperta della traccia che non c'è. Qualcuno con buona memoria ricorderà la queste, la ricerca del Santo Graal, della salvezza; ebbene, ci pensa la Polizia postale a smontare le illusioni dei moderni cavalieri della tavola cibernauta.

Rimaniamo in tema di credenze medievali e vediamo quali sono i dati che emergono dalla ricerca: un maturando su cinque crede che su internet sia possibile trovare le tracce d'esame prima del tempo ed è convinto di essere spiato dalla Polizia durante l'esame. Ma le tecnofobie non finiscono qui: il 45%, poi, teme di poter essere letteralmente "perquisito" dai prof di commissione e circa il 18% crede che la scuola sarà "schermata" per impedire ai cellulari di connettersi ad internet. Non meno rilevante il dato di quel 10% dei maturandi che, invece, si aspetta di trovare in dotazione dei commissari d'esame strani dispositivi di rilevamento magnetico contro i telefonini.

Nessuno smartphone sotto osservazione, né rilevazione magnetica, né scuole schermate dunque, solo leggende e autosuggestioni. Rassicurante, invece, un consistente 95% dei ragazzi che è cosciente del fatto che essere colti in flagranza di copiatura "elettronica" equivale all'espulsione dall'esame. Tuttavia, rimangono le incertezze per quanto riguarda ciò che è ammesso o vietato durante la maturità: per ben due ragazzi su cinque, infatti, non costituisce reato ricevere le soluzioni delle tracce dall'esterno mentre la prova è in pieno svolgimento. Convinzione pericolosamente sbagliata.

Per arginare questo attacco d'ansia compulsivo e inutile, per il settimo anno consecutivo la Polizia Postale e delle Comunicazioni-in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, dell' Università e della Ricerca ed il portale degli studenti Skuola.net-si appresta a lanciare la campagna di sensibilizzazione "Maturità al sicuro", con l'obiettivo di debellare il fenomeno ed evitare che gli studenti, oltre a perdere del tempo prezioso, possano anche rimetterci del denaro alla ricerca della soffiata giusta. Rispetto al 2014 si può notare una migliore conoscenza dei maturandi delle regole del gioco: infatti 12 mesi fa ben uno su tre era convinto che su Internet si potessero trovare le tracce di Maturità in anticipo, mentre uno su quattro temeva che i telefonini degli studenti fossero sotto controllo. Questo trend conferma la bontà delle campagne informative svolte precedentemente.

L'iniziativa "antibufale" si serve delle forme di comunicazione e degli strumenti preferiti dai giovani per veicolare i messaggi di sensibilizzazione, ed è finalizzata ad aiutare i ragazzi ad affrontare l'esame con maggiore serenità, confidando nei propri mezzi e nella preparazione che hanno ricevuto durante gli anni passati a scuola, senza cercare scorciatoie truffaldine che comporterebbero solo l'esclusione dalla prova d'esame. «L'esame di maturità è uno dei primi banchi di prova per i nostri giovani - afferma Roberto Sgalla, Direttore Centrale per le Specialità della Polizia di Stato -, pertanto quello che mi sento di consigliare ai ragazzi è di non inseguire sulla rete le false notizie relative alla diffusione anticipata delle tracce d'esame. Altrimenti, conclude Sgalla, si corre il rischio di perdere tempo prezioso e la concentrazione necessaria per affrontare una prova così importante».

Evidentemente, è passata poca storia dal Medioevo all'epoca informatizzata: superstizioni, credenze, cieche convinzioni speranzose accompagnano ancora l'uomo digitale; evidentemente, le tecnologie non vogliono ancora farsi carico delle nostre incertezze.