Lista Amico: "chiediamo un tavolo politico per ridefinire priorità e decisioni condivise"
L'appello alla collegialità dell'azione amministrativa da parte dei referenti della lista
giovedì 29 gennaio 2026
18.38
Non per prenderla troppo alla lontana ma, ribadire che "ogni diritto comporta un dovere" (Oriana Fallaci) implica, in politica, un momento in cui fare finta di niente diventa una colpa e parlarne un obbligo, un dovere al quale non ci si può sottrarre specialmente in clima di procrastinata assuefazione a recidivi e logori sistemi di comodo.
Accountability è un sostantivo inglese che sta anche a significare dovere e responsabilità politica del Sindaco e dei partiti a dare risposta "collegiale" delle proprie azioni per non trasformarle in un "accessorio" aggiustabile secondo le strategie del momento.
E appare innegabile come la totale assenza, dall' inizio della consigliatura ad oggi, di tavoli politici abbia generato l' assenza di una visione strategica condivisa, soluzioni frammentarie e disimpegno, facendo percepire ai cittadini una politica ridotta a gestione dello scontro e di una varietà di interessi molto lontani dal bene comune. Anche perché, appare chiaro, quando si ritirano i provvedimenti vuol dire che qualcosa non funziona.
Per la lista "AMICO." la richiesta di un tavolo politico che ridefinisca priorità e decisioni condivise appare urgente e improcrastinabile soprattutto in presenza di una maggioranza litigiosa.
E, sia chiaro, "per essere" non una prassi in cerca di effimera stabilità momentanea o per evitare provvisorie decisioni impulsive, ma per ricreare stabilità, dimostrazione di senso di responsabilità e punti di convergenza per un progetto di fine consigliatura, non escludendo,
sui temi di grande interesse, una convergenza con le forze di minoranza.
Un tavolo politico che abbandoni le posizioni e le velleità personali, che non sia, per taluni, un palcoscenico per i "like" o per altri voler fare succedere le cose come si vorrebbe accadessero.
Un tavolo politico che garantisca coesione e chiarezza di intenti tra i partner e che dica come affrontare le priorità in sospeso, quali risorse impiegare e quali le scadenze prima della fine del mandato.
Tanto perché i cittadini siano resi partecipi e parte integrante della politica del fare e non per subirne passivamente le conseguenze.
Il futuro non aspetta. Si costruisce ed è il risultato delle azioni di oggi.
Teoricamente, un metodo diverso ci sarebbe: potremmo consultare l' oracolo ma con il rischio di ricevere risposte ambigue, sibilline e di dubbia interpretazione. Cosa succederà?Lo scopriremo solo vivendo.
Gaetano Damato e
Domenico Piccolo (referenti Lista)