Leggere e narrare tra benessere e creatività. Il metodo autobiografico creativo per adulti
L'intervento di Giuseppe Lagrasta
domenica 18 ottobre 2026
L'avventura si configura come una esperienza vitale per gli esseri umani sia quando si esperisce durante l'infanzia e l'adolescenza sia quando si incontra in età adulta; lo spirito motivazionale che sostiene "l'esperienza avventurosa" consente a tutti, bambini, adolescenti e adulti, di viverla partecipando con modalità implicite ed esplicite rispetto a determinati contesti esperienziali. In quanto strategia introspettiva, la stessa, richiede capacità di ideazione, creatività, disponibilità all'innovazione e al cambiamento, mentre l'azione didattica avvia un percorso formativo capace di produrre conoscenze e competenze, permettendo a tutti di vivere, direttamente, circostanze che fanno assaporare l'esperienza vitale che scaturisce dai mutamenti in atto. "L'avventura" indica la metafora – madre per l'avvio di un laboratorio di narrazione, posto in essere dal "Metodo autobiografico creativo per adulti", che nella sua strategia formativa – sostiene il prof. Giuseppe Lagrasta - contempla, l'acquisizione di capacità e di competenze che consentono di partecipare ad azioni di cambiamento esperienziale, sperimentando gli esiti formativi e trasformativi in modo propositivo e partecipato. I romanzi che in questa nota si presteranno a rappresentare lo spirito dell'avventura sono: "Il deserto dei Tartari" di Dino Buzzati, "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi, e "Le avventure di Robinson Crusoe" di Daniel Defoe. Queste avventure descrivono storie attraverso cui i protagonisti affrontano le difficoltà, ponendo in essere azioni di resilienza, e reazioni allo status quo, e acquisendo, in itinere, capacità finalizzate al superamento delle condizioni di problematicità, che via via si presenteranno. "I giovani e gli adulti, -conclude Giuseppe Lagrasta - attraverso i laboratori di lettura e di narrazione potranno esplorare il proprio sé, confrontandosi con i protagonisti delle storie, e riflettere sulle modalità che i protagonisti assumeranno nell'intraprendere scelte cruciali."
L'esercizio della narrazione svolge un ruolo strategico nei contesti di formazione, sollecitando l'adulto, per un verso, ad uscire dalla zona di comfort e, per l'altro, a rendere maggiormente fluide le capacità di ascolto e di dialogo, utili atteggiamenti per condividere i saperi riguardanti il mondo scritto e il mondo non scritto. Lettura e narrazione, risultano, quindi, tra loro intrecciate, e rinsaldano un dialogo multidisciplinare che, peraltro, favorisce le connessioni con i saperi disciplinari, finalizzati al conseguimento di competenze e conoscenze sia implicite che esplicite rispetto all'educazione alla creatività e allo sviluppo del pensiero critico e del pensiero narrativo. Sollecitare la creatività rappresenta un evento fondamentale per la crescita del benessere fisico e psicologico in età adulta, in quanto, in avvio, consente di rimodulare i tempi e le azioni legate alla routine quotidiana, e in seguito, di formalizzare l'azione educativa integrata per intraprendere un percorso di responsabilità personale rispetto alla conquista del proprio benessere e dei propri apprendimenti.
Un elemento importante che collabora al consolidamento della geografia interiore degli adulti riguarda l'empatia, ovvero "la capacità di porsi nella situazione di un'altra persona o, più esattamente, di comprendere immediatamente i processi psichici dell'altro." (Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani). Le competenze empatiche, intrecciate alle competenze creative, alle competenze emotive, e a quelle riflessive e meditative, rendono l'educazione in età adulta, didatticamente contestualizzata al sistema di apprendimento lungo tutto l'arco della vita. E tale continuità formativa, agevola, peraltro, lo sviluppo del pensiero critico, competenza necessaria per la crescita della grammatica interiore e della grammatica dell'immaginazione produttiva degli adulti in formazione. Il Metodo autobiografico creativo per adulti consiste, nel consolidare l'intreccio tra le opere di Letteratura per l'infanzia e di Letteratura giovanile con le opere che soddisfano il canone della Letteratura per adulti. Tale metodo comparativo incoraggia l'esplorazione della mappa esistenziale, attraverso l'analisi e il confronto con i protagonisti principali dei romanzi. I valori letterari a cui si ispireranno le attività didattiche laboratoriali, e che saranno interpretati alla luce delle recenti innovazioni pedagogiche, saranno ripresi dall'opera di Italo Calvino, "Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio", che qui elenchiamo: "Leggerezza", "Rapidità", "Esattezza", "Visibilità", "Molteplicità". L'autore che rappresenta il modello autobiografico creativo per adulti, risulta senza dubbio, Carlo Collodi, con il suo romanzo, "Le avventure di Pinocchio". Leggere e rileggere, in età adulta delle fiabe, delle favole oppure dei romanzi di letteratura giovanile favorisce l'esplorazione e la riscoperta della memoria ludica, affettiva e narrativa. La lettura di "Pinocchio" fa sorgere nella mente adulta ricordi, gesti, odori, sapori, oggetti, persone, volti e affetti. Si principia, così, a ricontestualizzare il periodo della vita in cui tali letture sono avvenute così da ricordare i vissuti, i contesti, gli eventi, le emozioni, il tempo della scuola e i compagni di un tempo. Ecco come la rilettura di un libro di avventure stimola la memoria affettiva-ludica-creativo-narrativa, che si trasforma, altresì, in strumento formativo, capace di supportare altre azioni didattico-educative scaturite dalla lettura e dall'analisi del romanzo esaminato.
Un autore che sprona la memoria affettiva-ludica-creativo-narrativa è raffigurato da Daniel Defoe, con il romanzo "Le avventure di Robinson Crusoe". Un romanzo di formazione questo di Defoe, il cui protagonista è un naufrago che vivrà per ventotto anni su un'isola sperduta e in solitudine; la lettura della storia, in proiezione educativa, genera nel lettore il riconoscimento del disagio provocato dall'isolamento sociale e dalla solitudine, stimolando, da un lato, la forza di reagire e sopportare le difficoltà, e dall'altro, di generare in chi legge, la scoperta di un mondo difficile, facendo rilevare che gli ostacoli si combattono con spirito di resilienza e abnegazione. Il trittico si completa, con la lettura de "Il deserto dei Tartari" di Dino Buzzati, che, da un lato, evidenzia il mestiere di vivere in una fortezza chiusa e isolata dal mondo, e dall'altro, denuncia la delusione e le illusioni che catturano gli esseri umani, in continua attesa di un evento che non accadrà mai. Il sottotenente Giovanni Drogo, il protagonista de "Il deserto dei Tartari", vive in uno stato di opprimente attesa del nemico, i Tartari, che non solo, non si presenteranno, ma creeranno un disagio di vivere, molto profondo e alienante. L'esperienza del protagonista del romanzo di Buzzati, con il suo male di vivere montaliano, non è altro che la metafora di un'esistenza vissuta nell'attesa, resa attiva, soltanto dal consumo di gesti inutili e ripetitivi. L'inquietudine interiore di Robinson, il desiderio di avventure e di insoddisfazione di Pinocchio, e la malinconia e la nostalgia di un mondo immaginato da Drogo che ha solo vissuto di attese e illusioni, strutturano un percorso educativo, in cui il romanzo di formazione coinvolge il lettore e lo pone al centro delle attività didattiche. Concludiamo le nostre riflessioni richiamando l'attenzione sulle novelle di Italo Calvino (L'avventura di un soldato, l'avventura di due sposi, l'avventura di un fotografo, l'avventura di un lettore, l'avventura di un viaggiatore, l'avventura di un automobilista, per citarne alcune) che esplorano le coordinate esistenziali delle peripezie umane. Infatti, per Italo Calvino, l'avventura va vissuta con ironia, e con emozioni interiori che dovranno condurre al dialogo e all'ascolto, ma anche alla percezione del valore del silenzio e dell'alterità. E la condizione umana del silenzio, però, dovrà essere interpretata sia come difficoltà di comunicazione tra gli esseri umani, sia come valore di ricerca di un equilibrio interiore. I silenzi vissuti da Pinocchio, da Robinson e da Giovanni Drogo, e dai protagonisti delle novelle dell'autore ligure, sono silenzi spesso indecifrabili, fragili, allarmanti, enigmatici che, nello stesso tempo, chiedono attenzione, ascolto e condivisione.
Nota di letture
D. Buzzati, "Il deserto dei Tartari", Mondadori, Milano, 1980;
D. Buzzati, "Opere scelte", Mondadori, Milano, 1998;
I. Calvino, "Perché leggere i classici", in "Perché leggere i classici", Postfazione di Giancarlo Roscioni, Mondadori, Milano, 2025;
I. Calvino, "Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio", Garzanti, Milano, 1988;
I. Calvino, "I racconti", Einaudi, Torino, 1959;
C. Collodi, "Le avventure di Pinocchio", Einaudi, Torino, 2014;
D. Defoe, "Le avventure di Robinson Crusoe", Feltrinelli, Milano, 2013;
G. Lagrasta, "Le autobiografie degli invisibili. Scrivere storie a narrazione aperta", LuoghInteriori, Città di Castello, 2026;
M. S. Knowles, "La formazione degli adulti come autobiografia", Raffaello Cortina Editore, Milano, 1996.
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L'esercizio della narrazione svolge un ruolo strategico nei contesti di formazione, sollecitando l'adulto, per un verso, ad uscire dalla zona di comfort e, per l'altro, a rendere maggiormente fluide le capacità di ascolto e di dialogo, utili atteggiamenti per condividere i saperi riguardanti il mondo scritto e il mondo non scritto. Lettura e narrazione, risultano, quindi, tra loro intrecciate, e rinsaldano un dialogo multidisciplinare che, peraltro, favorisce le connessioni con i saperi disciplinari, finalizzati al conseguimento di competenze e conoscenze sia implicite che esplicite rispetto all'educazione alla creatività e allo sviluppo del pensiero critico e del pensiero narrativo. Sollecitare la creatività rappresenta un evento fondamentale per la crescita del benessere fisico e psicologico in età adulta, in quanto, in avvio, consente di rimodulare i tempi e le azioni legate alla routine quotidiana, e in seguito, di formalizzare l'azione educativa integrata per intraprendere un percorso di responsabilità personale rispetto alla conquista del proprio benessere e dei propri apprendimenti.
Un elemento importante che collabora al consolidamento della geografia interiore degli adulti riguarda l'empatia, ovvero "la capacità di porsi nella situazione di un'altra persona o, più esattamente, di comprendere immediatamente i processi psichici dell'altro." (Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani). Le competenze empatiche, intrecciate alle competenze creative, alle competenze emotive, e a quelle riflessive e meditative, rendono l'educazione in età adulta, didatticamente contestualizzata al sistema di apprendimento lungo tutto l'arco della vita. E tale continuità formativa, agevola, peraltro, lo sviluppo del pensiero critico, competenza necessaria per la crescita della grammatica interiore e della grammatica dell'immaginazione produttiva degli adulti in formazione. Il Metodo autobiografico creativo per adulti consiste, nel consolidare l'intreccio tra le opere di Letteratura per l'infanzia e di Letteratura giovanile con le opere che soddisfano il canone della Letteratura per adulti. Tale metodo comparativo incoraggia l'esplorazione della mappa esistenziale, attraverso l'analisi e il confronto con i protagonisti principali dei romanzi. I valori letterari a cui si ispireranno le attività didattiche laboratoriali, e che saranno interpretati alla luce delle recenti innovazioni pedagogiche, saranno ripresi dall'opera di Italo Calvino, "Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio", che qui elenchiamo: "Leggerezza", "Rapidità", "Esattezza", "Visibilità", "Molteplicità". L'autore che rappresenta il modello autobiografico creativo per adulti, risulta senza dubbio, Carlo Collodi, con il suo romanzo, "Le avventure di Pinocchio". Leggere e rileggere, in età adulta delle fiabe, delle favole oppure dei romanzi di letteratura giovanile favorisce l'esplorazione e la riscoperta della memoria ludica, affettiva e narrativa. La lettura di "Pinocchio" fa sorgere nella mente adulta ricordi, gesti, odori, sapori, oggetti, persone, volti e affetti. Si principia, così, a ricontestualizzare il periodo della vita in cui tali letture sono avvenute così da ricordare i vissuti, i contesti, gli eventi, le emozioni, il tempo della scuola e i compagni di un tempo. Ecco come la rilettura di un libro di avventure stimola la memoria affettiva-ludica-creativo-narrativa, che si trasforma, altresì, in strumento formativo, capace di supportare altre azioni didattico-educative scaturite dalla lettura e dall'analisi del romanzo esaminato.
Un autore che sprona la memoria affettiva-ludica-creativo-narrativa è raffigurato da Daniel Defoe, con il romanzo "Le avventure di Robinson Crusoe". Un romanzo di formazione questo di Defoe, il cui protagonista è un naufrago che vivrà per ventotto anni su un'isola sperduta e in solitudine; la lettura della storia, in proiezione educativa, genera nel lettore il riconoscimento del disagio provocato dall'isolamento sociale e dalla solitudine, stimolando, da un lato, la forza di reagire e sopportare le difficoltà, e dall'altro, di generare in chi legge, la scoperta di un mondo difficile, facendo rilevare che gli ostacoli si combattono con spirito di resilienza e abnegazione. Il trittico si completa, con la lettura de "Il deserto dei Tartari" di Dino Buzzati, che, da un lato, evidenzia il mestiere di vivere in una fortezza chiusa e isolata dal mondo, e dall'altro, denuncia la delusione e le illusioni che catturano gli esseri umani, in continua attesa di un evento che non accadrà mai. Il sottotenente Giovanni Drogo, il protagonista de "Il deserto dei Tartari", vive in uno stato di opprimente attesa del nemico, i Tartari, che non solo, non si presenteranno, ma creeranno un disagio di vivere, molto profondo e alienante. L'esperienza del protagonista del romanzo di Buzzati, con il suo male di vivere montaliano, non è altro che la metafora di un'esistenza vissuta nell'attesa, resa attiva, soltanto dal consumo di gesti inutili e ripetitivi. L'inquietudine interiore di Robinson, il desiderio di avventure e di insoddisfazione di Pinocchio, e la malinconia e la nostalgia di un mondo immaginato da Drogo che ha solo vissuto di attese e illusioni, strutturano un percorso educativo, in cui il romanzo di formazione coinvolge il lettore e lo pone al centro delle attività didattiche. Concludiamo le nostre riflessioni richiamando l'attenzione sulle novelle di Italo Calvino (L'avventura di un soldato, l'avventura di due sposi, l'avventura di un fotografo, l'avventura di un lettore, l'avventura di un viaggiatore, l'avventura di un automobilista, per citarne alcune) che esplorano le coordinate esistenziali delle peripezie umane. Infatti, per Italo Calvino, l'avventura va vissuta con ironia, e con emozioni interiori che dovranno condurre al dialogo e all'ascolto, ma anche alla percezione del valore del silenzio e dell'alterità. E la condizione umana del silenzio, però, dovrà essere interpretata sia come difficoltà di comunicazione tra gli esseri umani, sia come valore di ricerca di un equilibrio interiore. I silenzi vissuti da Pinocchio, da Robinson e da Giovanni Drogo, e dai protagonisti delle novelle dell'autore ligure, sono silenzi spesso indecifrabili, fragili, allarmanti, enigmatici che, nello stesso tempo, chiedono attenzione, ascolto e condivisione.
Nota di letture
D. Buzzati, "Il deserto dei Tartari", Mondadori, Milano, 1980;
D. Buzzati, "Opere scelte", Mondadori, Milano, 1998;
I. Calvino, "Perché leggere i classici", in "Perché leggere i classici", Postfazione di Giancarlo Roscioni, Mondadori, Milano, 2025;
I. Calvino, "Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio", Garzanti, Milano, 1988;
I. Calvino, "I racconti", Einaudi, Torino, 1959;
C. Collodi, "Le avventure di Pinocchio", Einaudi, Torino, 2014;
D. Defoe, "Le avventure di Robinson Crusoe", Feltrinelli, Milano, 2013;
G. Lagrasta, "Le autobiografie degli invisibili. Scrivere storie a narrazione aperta", LuoghInteriori, Città di Castello, 2026;
M. S. Knowles, "La formazione degli adulti come autobiografia", Raffaello Cortina Editore, Milano, 1996.
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