Lavoro nero e sfruttamento nei campi, l’Ambulatorio Popolare annuncia un esposto alla Procura

Matteucci: «Tutti sanno, ma nessuno interviene»

mercoledì 12 agosto 2026
Dopo quanto riscontrato nei giorni scorsi dall'Unità di Strada dell'Ambulatorio Popolare di Barletta, che ha assistito diversi braccianti rientrati dai campi in condizioni di forte affaticamento e con sintomi riconducibili a colpi di calore, l'associazione annuncia la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica.

Il lavoro nero e lo sfruttamento nei campi costituiscono infatti fenomeni da tempo noti. Esistono lavoratori privi di adeguate tutele, spesso sottoposti al ricatto della chiamata giornaliera e quindi, di fatto, difficilmente nelle condizioni di poter rifiutare prestazioni anche quando le temperature e le condizioni climatiche rendono il lavoro particolarmente rischioso per la salute.
Secondo l'Ambulatorio Popolare, una parte significativa del lavoro agricolo continua così a fondarsi su condizioni di vulnerabilità che colpiscono soprattutto i lavoratori migranti, ma non esclusivamente.

«Prefettura, Ispettorato del Lavoro, autorità giudiziaria: dove sono i controlli capaci di spezzare davvero questo meccanismo? Dove sono gli interventi all'altezza di un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti?», dichiara il presidente Cosimo Matteucci.
Da qui la decisione dell'associazione di rivolgersi formalmente alla magistratura.

«Non ci basta più raccogliere di notte le persone che lo sfruttamento lascia a terra», prosegue Matteucci. «Per questo depositeremo nei prossimi giorni un esposto alla Procura della Repubblica, chiedendo che vengano accertati i fatti, le condizioni di lavoro nei campi e, ove ne ricorrano i presupposti, anche eventuali responsabilità o omissioni da parte di chi avrebbe il compito istituzionale di vigilare e intervenire».

L'Ambulatorio Popolare ribadisce che il volontariato e il mutualismo possono intervenire sulle conseguenze materiali dello sfruttamento, ma non possono essere chiamati a supplire stabilmente alle funzioni di controllo, prevenzione e tutela che spettano alle istituzioni pubbliche. «Non abbiamo intenzione di sostituirci allo Stato. Abbiamo intenzione di chiedergli conto della sua assenza», conclude Matteucci.