«La Memoria di chi non dimentica: dalla lezione di Capaci la forza per andare avanti»
La nota del comitato di quartiere zona 167
sabato 23 maggio 2026
20.08
«A trentatré anni dalla strage di Capaci, il Comitato Zona 167 ricorda Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta assassinati dalla mafia il 23 maggio 1992. In questa giornata di memoria, il nostro pensiero va anche all'amico Angelo Corbo, anch'egli parte della scorta, sopravvissuto a quella strage, che abbiamo avuto l'onore di incontrare in varie occasioni. Dalle sue parole abbiamo imparato che la legalità non si celebra una volta l'anno, ma si difende ogni giorno con coraggio, coerenza e responsabilità». Così i referenti del comitato di quartiere zona 167 Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella.
«Per questo il dolore di oggi si unisce idealmente a quanto vissuto dal nostro Comitato nell'ottobre scorso, quando siamo stati vittime di un brutale agguato intimidatorio. Un episodio gravissimo che non ci ha fermati, ma ha rafforzato la nostra determinazione nel denunciare degrado, violenze e illegalità che colpiscono il quartiere e la città. La differenza tra chi vive davvero la cultura della legalità e chi invece la usa come passerella emerge nei fatti: c'è chi compare nelle commemorazioni di circostanza e chi, invece, combatte ogni giorno, spesso pagando anche un prezzo personale, per difendere i cittadini onesti. La memoria di Capaci non può ridursi a una cerimonia. Deve essere un esempio concreto e quotidiano di resistenza contro sopraffazione, omertà e indifferenza».
«Per questo il dolore di oggi si unisce idealmente a quanto vissuto dal nostro Comitato nell'ottobre scorso, quando siamo stati vittime di un brutale agguato intimidatorio. Un episodio gravissimo che non ci ha fermati, ma ha rafforzato la nostra determinazione nel denunciare degrado, violenze e illegalità che colpiscono il quartiere e la città. La differenza tra chi vive davvero la cultura della legalità e chi invece la usa come passerella emerge nei fatti: c'è chi compare nelle commemorazioni di circostanza e chi, invece, combatte ogni giorno, spesso pagando anche un prezzo personale, per difendere i cittadini onesti. La memoria di Capaci non può ridursi a una cerimonia. Deve essere un esempio concreto e quotidiano di resistenza contro sopraffazione, omertà e indifferenza».