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Le gomme quattro stagioni hanno conquistato i parcheggi della BAT senza che nessuno se ne accorgesse, e la ragione è la stessa per tutti: qui
l'inverno vero dura poche settimane e tenere un secondo treno in garage per quel poco sembra una spesa che non ha senso. È un ragionamento corretto, però si ferma a metà dell'anno. La domanda seria non riguarda gennaio, che da queste parti è il mese facile, e riguarda invece i cinque mesi in cui l'asfalto tra Barletta e Bari diventa una piastra.
Un inverno che qui non arriva mai davvero
Sul fronte freddo il compromesso funziona benissimo, e va detto senza giri di parole. Una quattro stagioni con la marcatura invernale regolare copre le situazioni che la costa pugliese conosce, cioè la pioggia battente di dicembre, le mattine sui cinque o sei gradi e quelle rare giornate in cui la Murgia si imbianca e il resto della provincia guarda le foto. Chi sale verso Minervino o Spinazzola in gennaio ha una copertura ragionevole, e chi resta in città non ha nemmeno il problema. Su questo lato dell'anno,
il treno unico è la scelta giusta.
Poi arriva maggio, e restano cinque mesi
Da metà maggio a metà ottobre le condizioni si ribaltano e diventano quelle opposte a quelle per cui una parte di quella mescola è stata pensata. L'aria a mezzogiorno sta sopra i trentacinque gradi per settimane di fila, l'asfalto scuro sotto il sole pieno arriva molto più in alto, e l'auto ci lavora sopra per ore invece che per dieci minuti. Non è una condizione eccezionale a cui si sopravvive due volte l'anno ed è semplicemente il clima della provincia per metà dei mesi.
Cosa cede, quando cede
La mescola è il punto. Per restare elastica sotto i sette gradi contiene componenti che con il caldo diventano troppo cedevoli, e il risultato è che sopra una certa temperatura la gomma si scalda più del dovuto, si consuma in fretta e restituisce una macchina meno precisa, con lo sterzo che comunica meno e uno spazio di frenata che si allunga rispetto a una estiva della stessa fascia. Le
gomme 4 stagioni non sono tutte uguali da questo punto di vista, e mettendo in fila i modelli disponibili, come si può fare sul sito di
Euroimport Pneumatici, la differenza salta all'occhio: alcuni sono tarati chiaramente verso l'inverno, altri hanno una mescola più orientata al caldo e blocchi centrali più pieni. Il dato da guardare è l'etichetta europea, che riporta aderenza sul bagnato e consumo ed è l'unico confronto possibile senza fidarsi delle brochure. Per chi vive tra Barletta e Trani,
scegliere dentro la categoria conta più che scegliere la categoria.
Le strade che fanno la differenza
La 16 bis verso Bari è il banco di prova più duro, perché mette insieme velocità costante, traffico pesante e asfalto rovente, che è esattamente la combinazione peggiore per un compromesso, e chi la fa ogni giorno d'estate se ne accorge sulla durata prima ancora che sulla guida. La litoranea verso Margherita di Savoia è un'altra faccenda e il problema è
la salsedine, che aggredisce i fianchi e li invecchia prima del previsto, con quelle screpolature sottili che compaiono dopo qualche anno di auto parcheggiata a duecento metri dal mare. Le salite verso Castel del Monte e la Murgia, infine, chiedono aderenza laterale in curva sotto il sole delle due del pomeriggio, ed è lì che una mescola morbida per il freddo si nota di più.
Per chi hanno senso e per chi no
Chi fa pochi chilometri e li fa quasi tutti in città, con partenze corte e velocità basse, con le quattro stagioni sta benissimo tutto l'anno e non ha alcun motivo per cambiare, perché nel traffico urbano il difetto della mescola non emerge mai. Chi invece pendola sulla 16 bis, chi carica la famiglia per il Salento ad agosto, chi fa venti o trentamila chilometri l'anno, sta pagando in estate quello che risparmia in inverno, e nel suo caso il conto tra treno unico e doppio treno andrebbe rifatto, perché le stagionali durano di più e il costo si distribuisce diversamente da come sembra. La risposta alla domanda del titolo, quindi, è che
tengono, ma tengono il mese sbagliato. Qui il problema non è mai stato gennaio.