"La giustizia e il perdono, il coraggio di ricominciare". Nel nome Barletta Michele Fazio
Ricordato a Barletta il sacrificio del quindicenne barese, vittima innocente della guerra tra i clan
sabato 7 novembre 2026
11.57
Si è svolto nel tardo pomeriggio di oggi a Barletta, presso la Chiesa di San Michele Arcangelo, l'incontro dal titolo "La giustizia e il perdono, il coraggio di ricominciare". Iniziativa organizzata dall'associazione culturale 'Parole Chiare' che avuto come ospite principale Pinuccio e Lella Fazio, genitori di Michele Fazio, il ragazzo quindicenne vittima innocente delle guerra tra i clan della mala barese, rimasto ucciso il 12 luglio 2001 al culmine di una sparatoria avvenuta nella città vecchia mentre si accingeva a rincasare al termine del suo turno di lavoro da barista.
Tra gli intervenuti all'evento, oltre alle relatrici dell'associazione 'Parole Chiare' Chiara Fiorella e alla Dott.ssa Santa Scommegna, vi sono anche Alessia Nobile, presidente dell'associazione 'Persone', e il noto magistrato barlettano Dott. Francesco Messina, GIP-GUP presso il tribunale di Foggia.
Tra gli intervenuti all'evento, oltre alle relatrici dell'associazione 'Parole Chiare' Chiara Fiorella e alla Dott.ssa Santa Scommegna, vi sono anche Alessia Nobile, presidente dell'associazione 'Persone', e il noto magistrato barlettano Dott. Francesco Messina, GIP-GUP presso il tribunale di Foggia.
L'evento ha avuto inizio con lo struggente racconto, da parte di Pinuccio Fazio, di quella che è stata la triste e drammatica vicenda giudiziaria che è seguita al tragico omicidio del giovanissimo Michele: dalla iniziale archiviazione della vicenda, alla rabbia e allo sconforto di papà Pinuccio e mamma Lella, dalla riapertura delle indagini, fino agli arresti e alle condanne definitive dei giovani autori di questo drammatico e assurdo delitto.
Un racconto, quello poi ripreso da mamma Lella, che è poi proseguito nel segno di quella che deve essere una nuova coscienza civica che porta al rispetto delle leggi, al rifiuto dell'omertà come modo di sopportare il vivere criminale del vicino di casa, fino al perdono, come quello che i genitori di Michele hanno saputo dare ai suoi assassini, ed insegnare nei loro incontri nelle carceri e nelle scuole, e attraverso la promozione del recupero dei detenuti attraverso l'istituto delle cooperative di lavoro.
Concetti poi ripresi dal magistrato barlettano Francesco Messina, il quale, oltre alla questione del perdono e del recupero di chi ha sbagliato come fine ultimo di quella che deve essere la giustizia.
Giustizia vista come completamento di ciò che nasce da una tragedia come quella di Michele Fazio. Giustizia che è cosa diversa dal diritto, che invece consiste nell'ordinamento legislativo attraverso il quale ottenere giustizia.
Giustizia che - ha sottolineato il Dott. Messina - non può prescindere da una crescita civica, etica e culturale.
Un racconto, quello poi ripreso da mamma Lella, che è poi proseguito nel segno di quella che deve essere una nuova coscienza civica che porta al rispetto delle leggi, al rifiuto dell'omertà come modo di sopportare il vivere criminale del vicino di casa, fino al perdono, come quello che i genitori di Michele hanno saputo dare ai suoi assassini, ed insegnare nei loro incontri nelle carceri e nelle scuole, e attraverso la promozione del recupero dei detenuti attraverso l'istituto delle cooperative di lavoro.
Concetti poi ripresi dal magistrato barlettano Francesco Messina, il quale, oltre alla questione del perdono e del recupero di chi ha sbagliato come fine ultimo di quella che deve essere la giustizia.
Giustizia vista come completamento di ciò che nasce da una tragedia come quella di Michele Fazio. Giustizia che è cosa diversa dal diritto, che invece consiste nell'ordinamento legislativo attraverso il quale ottenere giustizia.
Giustizia che - ha sottolineato il Dott. Messina - non può prescindere da una crescita civica, etica e culturale.