Jova Beach Party 2022, indagine su lavori sull’arenile: tre indagati a Barletta

Sotto la lente della Procura gli interventi preparatori sulla litoranea di Ponente. Ipotesi di abusivismo edilizio, danno ambientale e falso ideologico

lunedì 4 maggio 2026 14.00
Non solo un grande evento musicale, ma anche un cantiere sulla sabbia finito ora sotto la lente della magistratura. La preparazione del Jova Beach Party del 2022 sulla litoranea di Ponente di Barletta è al centro di un'indagine della Procura di Trani per presunti interventi abusivi su area costiera vincolata.

Nel registro degli indagati sono finiti il dirigente del Settore Lavori pubblici del Comune Francesco Lomoro, l'allora amministratore unico di Bar.S.A. Michele Cianci e il progettista incaricato dalla società organizzatrice dell'evento (la Trident Music), Mario Dicandia. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, vanno dall'abusivismo edilizio all'inquinamento ambientale colposo, fino al falso ideologico. Le indagini, coordinate dalla Procura guidata da Renato Nitti e delegate ai Carabinieri forestali, si concentrano sui lavori preparatori eseguiti sull'arenile in vista dei concerti del 30 e 31 luglio 2022, che richiamarono complessivamente circa 30mila spettatori.

Al centro dell'inchiesta vi sarebbe un'area demaniale marittima di circa 16mila metri quadrati, caratterizzata dalla presenza di vegetazione spontanea e sistemi dunali, considerata bene paesaggistico tutelato. Secondo l'ipotesi accusatoria, su quell'area sarebbero stati effettuati livellamenti con mezzi meccanici, movimentazioni degli strati superficiali di sabbia fino a circa mezzo metro di profondità e la realizzazione di varchi di accesso, con una conseguente alterazione fisica e morfologica dell'habitat costiero. Interventi che, secondo gli inquirenti, avrebbero richiesto una preventiva autorizzazione paesaggistica. Nella documentazione presentata al Comune, invece, sarebbe stato attestato che le opere rientravano tra quelle temporanee e quindi esenti da autorizzazione: da qui la contestazione di falso ideologico al progettista.

Tra gli elementi al vaglio anche la possibile compromissione di habitat naturali, con riferimento alla presenza di specie tipiche della macchia dunale e alla possibile interferenza con aree di nidificazione di fauna protetta, come il fratino e la tartaruga marina Caretta caretta. Secondo la ricostruzione, il dirigente comunale avrebbe sottoscritto gli atti per la messa a disposizione dell'area e per l'esecuzione delle opere, affidate poi alla società partecipata che le avrebbe realizzate materialmente.
Gli indagati potranno ora scegliere se rispondere agli interrogatori o depositare memorie difensive.