Il viaggio delle api ballerine

Una favola di Giuseppe Lagrasta

lunedì 6 aprile 2026 2.50
Le api stanno scomparendo ed è necessario prendere consapevolezza dei rischi che si corrono con la loro scomparsa sul Pianeta e dei danni che possono scaturire dal loro dissolversi, con conseguenze gravi per tutti. Le api muoiono asfissiate negli alveari, sterminate dagli insetticidi usati sui mais e destinati ai mangimi. La favolache qui, pubblichiamo, consente di riflettere su un problema emergente e da considerare in funzione della salvaguardia delle api e della loro specie. L'azione ludico-creativa rappresenta - afferma il prof. Giuseppe Lagrasta- , uno strumento didattico, a carattere sistemico, che favorisce la progettazione di itinerari di informazione e di formazione sui temi ambientali e sui problemi legati alla salute umana e alla sopravvivenza delle api e di altre specie. Fare il girotondo, in un mondo misterioso, sottolineando le giuste motivazioni e declinando gli obiettivi specifici, strettamente innervati a strategie creative che sviluppino il pensiero produttivo e l'immaginazione creativa, consente di ampliare l'area della condivisione e di operare in funzione della crescita culturale e formativa del gruppo.

Zoe, - con entusiasmo disse a sua sorella - Fanny finalmente siamo libere, libere di volare nel cielo azzurro della primavera! Siamo riuscite a scappare dall'alveare. Ma adesso, come stai? – . "Zoe, mi sento bene, ora lontano dall'alveare mi sento meglio, molto meglio -. E ti seguo! Voliamo e vediamo dove posarci" – replicò -. Le due api ballerine erano scappate da un alveare perché non riuscivano più a sopportare il clima che si respirava. Così, dopo un lungo volo, Zoe e Fanny raggiunsero un prato. Si fermarono per riflettere e prendere fiato. Zoe: "Fanny, sai, nell'alveare, c'erano molte api simpatiche che ci facevano compagnia, e altre che avevano perso la vita. Ma noi volevamo incontrare altre api, chiacchierare, giocare con loro, e ascoltare le loro esperienze. E capire come stavano le cose in altri alveari." E poi, - aggiunse Fanny - da quando la nonna Andreina non c'era più, nessuno raccontava più favole". E Zoe: "Sì, sì, che disagio e che sofferenza nell'alveare, che distruzione! Cattivi odori, mormorii, api litigiose, alcune scansafatiche, altre laboriosissime, e poi, pettegolezzi e chiacchiere a non finire. Io da tempo non stavo bene. Avevo fatto un piano di fuga. Lo sai che lo avevo raccontato alla nonna Andreina, che era d'accordo con me, lo avevo anche descritto alla mamma, ma non era convinta". E Fanny rispose: "Io ero d'accordo con te, sin dall'inizio. Anzi ho contribuito a costruire il piano di evasione". E Zoe: "Ma certo, certo! E te ne sono grata. Da sola non ci sarei riuscita!" Zoe e Fanny ripresero a volare, fino a quando, molto stanche, decisero di posarsi sui fiori di un prato di una villa di periferia. E lì incontrarono un'altra ape, Lila e cominciarono a parlare e a conoscersi. E Lila chiese: "Come mai vi trovate qui? Da dove arrivate. Dov'è il vostro alveare.". E Zoe: "Arriviamo da un posto lontano. Vivevamo in un alveare e dopo la morte della nonna siamo scappate. E così, con la perdita della nonna Andreina abbiamo cominciato a sentirci, io e Fanny, molto sole e tristi, perché, anche la mamma era mancata!" E Lila: "Ma che coraggio avete avuto! Lasciare tutto e scappare! E ora cosa farete?" Fanny rispose: "Cerchiamo di trovare un altro prato, un giardino, una nuova casa!" E Lila: "E allora venite da me. Nel mio alveare c'è posto. Venite, giochiamo, cantiamo e lavoriamo! Vi va di stare insieme a me? Ci sono solo alcune amiche che lavorano e vivono tra loro, in piena autonomia. Anch'io mi sento sola e in pericolo!" "E Zoe: "Ma certo, vero Fanny, andiamo a stare con Lila? Ti va?" "Sì, sì, 'accordo - rispose tutta contenta Fanny – . Staremo insieme e ci faremo compagnia!"

E così, volarono verso l'alveare di Lila. Quando giunsero a destinazione le api dell'alveare, quelle laboriose e quelle sociali organizzarono una bella festa. Invitarono fuchi, ape regina, apine, apette, fuchini e fuchetti. Zoe, Fanny e Lila, con gli altri, si divertirono molto. Dopo poche settimane trascorse con Lila, Fanny e Zoe, sempre inquiete, salutarono con abbracci, sia Lila, che tutte le api, ormai loro amiche e sorelle, e volarono via. Girando per prati e per giardini, ne scelsero uno, con molto verde e molti fiori. Mentre riposavano su dei fiori teneri e profumati, due bambini, Alice e Simone videro le api, silenziose e laboriose che parlavano tra loro. Si avvicinarono, e Alice chiese: "Dolci api, qui che fate?" E Zoe rispose: "Siam qui a trovare ristoro prima di partire per un'altra avventura. La vita per noi api, in questo periodo, è molto dura e difficile. Possiamo morire da un momento all'altro, e quindi, scappiamo, e cerchiamo di cambiare paesaggi." "Alice, forse non sai – aggiunse Fanny - che siamo ormai una specie in estinzione". Una morte improvvisa – continuò Fanny - attende tutte le api. Dovete aiutarci – insistette Fanny." – "E come, come?" – chiese Simone -. E Zoe rispose: "Spargendo la voce tra i vostri amici che ci stiamo estinguendo. Raccontate anche che siamo avvelenate e ferite, dalla violenza che si arreca alla natura e che cade su di noi ed altre specie. Purtroppo, noi, per una serie di circostanze, siamo più esposte! E avvelenate e quasi morte, non sarà, per noi, possibile, andare avanti così! Dovete aiutarci! Siamo in tante, ormai, moribonde e abbandonate. Vi chiediamo, di non gettare veleni nell'aria. Ci uccidono quando respiriamo e chiediamo di non avvelenare il nostro cibo." E Alice rispose: "Faremo di tutto. Lo diremo ai nostri genitori, ai parenti, e domani informeremo i nostri insegnanti, lo diremo anche ai compagni e alle compagne." "E' vero, sì, lo faremo. Racconteremo ciò che ci avete detto – aggiunse Simone, con orgoglio - .

E chiederemo ai nostri insegnanti di approfondire i motivi per cui l'aria che respiriamo è così avvelenata e uccide. Ma non andate via. Restate qui per qualche tempo. Vi ospiteremo nel nostro giardino, ampio e comodo. Vi andrebbe?" "Restando qui – aggiunse Alice – avrete il tempo di informarvi su cosa faremo a scuola. Se mai vi affaccerete alle finestre delle nostre aule, inviateci un messaggio, vi ascolteremo. Chissà. Se si potesse fare?"

" Sì, sì, – rispose Zoe – ci affacceremo alle finestre delle vostre aule e vi inviteremo a fare un girotondo. Il girotondo delle api". Simone e Alice battettero le mani e lo fecero anche i genitori dei bambini, che nel frattempo, s'erano avvicinati, per capire ciò che stava accadendo. Il giardino si era trasformato in un posto fantastico e misterioso. E Zoe disse: "Arrivederci, arrivederci, a domani." E Fanny aggiunse: "A domani e partecipate al nostro girotondo, sarà divertente" E si salutarono. L'indomani, quando Fanny e Zoe incontrarono Simone e Alice, notarono che c'era un folto gruppi di bambini ad attenderle. E così, Fanny e Zoe, con Lila, che le aveva raggiunte, invitarono Alice e Simone e il gruppo degli amici di scuola a fare il girotondo delle api. Facciamolo, gridarono all'unisono e cominciarono a girare, declamando: "Girotondo girotondo/per le api di tutto il mondo/girotondo girotondo/con il cuore vagabondo./Girotondo delle api/con il cuore e con le ali/girotondo delle api/con la luce delle mani./ Girotondo della natura/per i giochi d'avventura/girotondo delle api/tutte salve e liberate./Girotondo delle api/con i cuori innamorati./Girotondo per la vita/ Che non sia mai ferita/girotondo in libertà/trallallero Trallallà./" E tutti felici, dopo il girotondo si salutarono, ripromettendosi di incontrarsi, quanto prima.

La vita che Fanny e Zoe avevano trascorso, chiuse in un alveare, non le aveva consentito di incontrare altre api, di confrontarsi, di scambiarsi punti di vista. Così Fanny e Zoe, insieme a Lila, e le altre api girotondine decisero di riprendere a volare e di lottare tutte insieme chiedendo aiuto ai bambini, agli insegnanti e ai genitori. Le api avevano intuito che vi erano esseri umani disponibili ad aiutarle. E organizzando nei giardini pubblici degli incontri con i bambini e le mamme e i papà, cantando e facendo girotondi, le api, speravano in un presente e in un futuro, migliore. E Alice, Simone e altri bambini furono testimoni importanti e riuscirono a coinvolgere tutti i compagni di scuola e con l'aiuto degli insegnanti furono educati nello scegliere comportamenti utili per evitare atteggiamenti dannosi contro le api e altre specie animali. Così Zoe, Fanny e Lila, tornarono ai loro alveari comunicando alle loro amiche e amici delle buone notizie. Gli esseri umani si erano accorti dei loro problemi e si stavano prodigando per realizzare interventi in emergenza, per correre ai ripari.

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