Il "Piaggio Ciao Arcobaleno" del barlettano Michele Spadaro sulla rivista "L'Officina del Vespista"

La carriera professionale di Spadaro, una grande soddisfazione per Barletta

sabato 3 gennaio 2026
Ci sono passioni che non conoscono freni, capaci di trasformare un semplice oggetto di design in un veicolo di valori, ricordi e speranza. È la storia di Michele Spadaro, cittadino barlettano che ha trasformato il mitico Piaggio Ciao – icona intramontabile di intere generazioni – in una missione di vita che oggi varca i confini locali per approdare sulle testate nazionali.

​Una scintilla nata a Imola

​Tutto ha inizio nel 2010 tra i viali dell'Autodromo "Enzo e Dino Ferrari". Durante la Mostra Scambio di Imola, lo sguardo di Michele si posa su un Ciao. È un colpo di fulmine. Da quel momento inizia una collezione instancabile, vissuta non come un semplice hobby solitario, ma come un patrimonio da tramandare ai figli, Serena e Samuele.

​Il 2024: l'anno della svolta e il "piccolo leoncino" Mattia

​Se la passione è rimasta nel "cassetto" per anni, è il 2024 a segnare il cambiamento profondo. La nascita del piccolo Mattia, il "leoncino" arrivato prematuro, accende in Michele una nuova determinazione: trasformare quel sogno in una realtà condivisa.

​A novembre dello stesso anno, il percorso di Michele raggiunge un traguardo prestigioso: viene eletto Vice Presidente del Ciao Club Italia. Parallelamente, fonda il Ciao Club Barletta attraverso l'APS "Ciaolandia Sogni e Motori Lab".

​Ciaolandia: un laboratorio per le nuove generazioni

​L'acronimo "Landia" non è casuale. L'obiettivo di Michele è ambizioso e nobile:

Dalla strada alla stampa nazionale

​Oggi l'impegno di Spadaro riceve il massimo riconoscimento tecnico e divulgativo. Michele è infatti protagonista sulla rivista nazionale "L'Officina del Vespista", con un dettagliato articolo dedicato al Ciao versione "Arcobaleno", un modello che sposa perfettamente l'eleganza unica di questo ciclomotore.

​La storia di Michele Spadaro ci ricorda che, quando la passione supera ogni barriera, un piccolo motorino può diventare il mezzo per unire una comunità, sostenere chi soffre e insegnare ai bambini che nessun traguardo è irraggiungibile.