Il dirigente Diviccaro conclude il suo mandato dopo 20 anni alla guida del "De Nittis"

Dopo una lunga "gestazione" la scuola è stata riconosciuta come una comunità educativa di eccellenza a livello regionale

martedì 1 settembre 2026
Il 24 giugno, nell'auditorium della scuola, affollato di insegnanti - vecchi e nuovi, ancora attivi o già in pensione, in ruolo nello stesso Istituto o convenuti da altre scuole dopo anni di onorato servizio in quello ospite - si è svolto il Collegio dei docenti dell'IISS "Léontine e Giuseppe De Nittis", l'ultimo del 2026 e ultimo, per servizio, del suo dirigente scolastico.

Ma più che un addio, è sembrata la consegna di un testimone prezioso: dopo quasi due decenni di impegno costante, Antonio Francesco Diviccaro conclude il suo mandato lasciando una comunità scolastica che ha saputo ritrovare, orgogliosamente, una solida missione educativa e ridefinire la propria identità nella cornice di valori della terra che la accoglie. Una terra, Barletta, che non può escludere dai suoi pilastri la cultura artistica e la sensibilità che le derivano dall'aver dato i natali al celebre e amato pittore impressionista Giuseppe De Nittis.

Con parole intense e partecipate, in un clima di palpabile commozione, il dirigente ha ripercorso gli anni trascorsi alla guida dell'Istituto. L'obiettivo ambizioso, condiviso con chi lo ha affiancato sin dall'inizio, era quello di creare una scuola che avesse un'essenza e una considerazione diverse sul territorio rispetto al passato.

Saluto al dirigente Diviccaro
Saluto al dirigente Diviccaro
Saluto al dirigente Diviccaro
Saluto al dirigente Diviccaro

Il 1° settembre 2011 l'allora Istituto Professionale "Nicola Garrone", di cui Diviccaro era diventato dirigente scolastico nel 2007, essendo risultato vincitore e primo classificato del primo concorso per dirigenti scolastici, avviava ufficialmente il percorso di studi quinquennale del Liceo Artistico trasformandosi in Istituto d'Istruzione Secondaria Superiore (IISS).

Nel 2022 la scuola cambiava denominazione e assumeva il nome attuale di IISS "Léontine e Giuseppe De Nittis", coronando un progetto lungimirante, che oggi raccoglie i frutti di un'istruzione più aderente alla vocazione del territorio ma anche capace di trasformarlo; un progetto che asseconda le aspirazioni di crescita della comunità civile e che già abbraccia una nuova sfida importante, quella dell'internazionalizzazione dell'Istituzione scolastica attraverso la costituzione di "Classi Cambridge" e la partecipazione strutturale ai programmi europei di mobilità formativa Erasmus+, per i quali l'ultimo accreditamento è stato acquisito con il massimo della valutazione possibile.

Quella che ormai è riconosciuta come una comunità educativa di eccellenza e che si è distinta anche come scuola capofila per l'inclusione a livello regionale, è il frutto di una lunga «gestazione», di un cammino non semplice: come ha evidenziato il dirigente Diviccaro, è stato necessario uno sforzo duro e incessante per riportare l'Istituto a un livello di dignità che passasse non solo dai contenuti educativi e disciplinari ma anche dal decoro degli ambienti e delle strutture, non solo dalla digitalizzazione della didattica e dell'amministrazione ma anche dall'enfatizzazione dell'educazione alla cittadinanza e delle competenze trasversali.

Il risultato è, oggi, un fatto concreto che riflette un'immagine di scuola quale luogo dove si costruisce il futuro attraverso relazioni autentiche e orizzonti di innovazione e cambiamento, senza dimenticare le proprie radici educative, una comunità che attraverso il dialogo e l'apertura costante al territorio, diventa capace di lasciare il segno.

E un segno di certo Antonio Diviccaro lo ha lasciato anche con le cinque edizioni – e con l'auspicio che ve ne siano molte altre ancora nonostante il pensionamento del suo ideatore – del WANNÀ - FESTIVAL DELLA POLITICA GIOVANE, manifestazione sempre più stimata e applaudita, per aver avuto il merito di inaugurare una palestra per le giovani menti, intese a capire il mondo, a fare sentire la propria voce e ad affilare il proprio pensiero critico.

Il successo del "De Nittis", ha sottolineato con riconoscenza Diviccaro, non è mai stato un percorso solitario ma ha trovato fondamento nel coraggio e nella generosità dei docenti, custodi della missione educativa dell'Istituzione scolastica, nella disponibilità degli studenti e nella collaborazione preziosa delle famiglie ed è stato reso possibile dal lavoro silenzioso ma instancabile del personale ATA e della segreteria, capaci di tradurre in realtà anche i progetti più ambiziosi e complessi.

La stessa emozione, mista a gratitudine e malinconia, ha attraversato come un'onda l'intera comunità scolastica del De Nittis quando una cerimonia a sorpresa, organizzata da studenti e docenti qualche giorno prima del Collegio, ha interrotto il lavoro del Dirigente per rendergli omaggio tra applausi e lacrime.

In quella circostanza, le parole di Antonio Francesco Diviccaro, già professore di Discipline Giuridiche ed Economiche, hanno vibrato di una intensità particolare perché rivolte alle ragazze e ai ragazzi il cui benessere ha costituito, per anni, il vero obiettivo del suo mandato. «Siamo i vostri papà e le vostre mamme — ha dichiarato rivolgendosi agli studenti — l'amore che abbiamo nei vostri confronti ha qualcosa di molto simile a quello dei genitori».

L'impegno e la dedizione di tante stagioni scolastiche hanno riguardato anche gli studenti canosini: Diviccaro lascia un'impronta profonda anche nella succursale dislocata nel comune di Canosa, che gli ha tributato una targa di merito a testimonianza di un legame indissolubile con l'intero territorio dimostrato dalla presenza alla cerimonia di commiato del dirigente del Presidente del Consiglio comunale della città di Canosa di Puglia, il dott. Michele Vitrani e dell'Assessora alla Cultura e all'Istruzione prof.ssa Maria Cristina Saccinto.

Lungi dal considerare conclusa l'opera, Diviccaro ha ricordato che ogni traguardo va alimentato quotidianamente per non essere perduto: «con la speranza e la fiducia che tutto l'amore suscitato dalla nostra comunità e la memoria di tutto quello che è stato non vadano dispersi come lacrime nella pioggia, ma costituiscano il presupposto di un nuovo inizio».

Il suo non è un saluto di chiusura, ma un'esortazione a proseguire sulla strada tracciata: ai docenti ha rivolto l'invito a non smettere di coltivare il senso di appartenenza e la passione per l'insegnamento, mantenendo alta l'asticella dell'innovazione. Ai suoi ragazzi ha lasciato un compito chiaro, che suona come un atto di fiducia per il domani: «Stupiteci ancora».

Con il suo pensionamento, le comunità scolastiche di Barletta e di Canosa di Puglia, della provincia Barletta Andria Trani e di tutta la Regione salutano una guida autorevole che ha saputo coniugare umanità e fermezza, lasciando un segno indelebile nella storia educativa di tutto il territorio.