«Il Castello blindato, quando la lotta al degrado calpesta i diritti dei disabili»
La nota di Grazia Desario (dirigente nazionale di Sinistra Italiana)
lunedì 4 maggio 2026
14.12
«Un solo varco aperto e percorsi interrotti: la scelta del Sindaco isola il centro storico e ignora le grida d'aiuto dei cittadini più fragili. Il polmone verde della città sta diventando un'area d'esclusione. Barletta è una città che dovrebbe respirare attraverso i suoi spazi aperti, ma oggi quel respiro è affannoso. La decisione dell'Amministrazione comunale di chiudere quasi tutti gli accessi ai Giardini del Castello, lasciandone soltanto uno per arginare il degrado e il transito delle bici elettriche, si sta rivelando un rimedio peggiore del male». Così la dirigente nazionale di Sinistra Italiana, Grazia Desario.
«A sollevare la voce, con rabbia e delusione, sono soprattutto i cittadini disabili e le loro famiglie, che vedono nel "muro" alzato dal Comune l'ennesima barriera insormontabile. Le segnalazioni più accorate arrivano proprio da chi ha difficoltà motorie. Per un cittadino in carrozzina o con mobilità ridotta, la chiusura degli accessi laterali non è un semplice "giro più lungo", ma una negazione del diritto alla città.
Gli accessi dei giardini fungevano da collegamento vitale tra i parcheggi e il centro storico. Obbligare a un unico ingresso significa costringere chi ha difficoltà fisiche a percorsi tortuosi, spesso su manti stradali sconnessi o marciapiedi non a norma. Quello che è l'unico vero polmone verde di Barletta sta diventando inaccessibile per chi avrebbe più bisogno di goderne, trasformando un'area di svago in un simbolo di esclusione. Questa è una Soluzione che punisce gli Innocenti, dichiara Grazia Desario, dirigente assemblea nazionale di Sinistra Italiana.
L'intento di fermare l'inciviltà di chi sfreccia con i motorini elettrici è condivisibile, ma la strategia adottata appare punitiva verso la cittadinanza onesta. Invece di presidiare e sanzionare, si è scelto di "sigillare". I giardini del Castello non sono una riserva privata, ma il cordone ombelicale che unisce il borgo antico al resto della città. Chiudere questi varchi significa: demotivare la frequentazione: Se l'accesso è difficile, la gente smette di andarci; uccidere il commercio e il turismo.
Il collegamento tra parcheggi e centro storico è essenziale per la vitalità economica della zona. Significa aumentare l'abbandono: Un parco meno vissuto dai cittadini perbene diventa, paradossalmente, più preda di vandali e degrado nelle zone d'ombra. "Non si può combattere il degrado creando discriminazione. Chiudere i cancelli in faccia ai disabili per non riuscire a fermare quattro bulli in bici elettrica è la dichiarazione di fallimento di una politica di sicurezza urbana."
Il Sindaco non può continuare a ignorare le proteste che arrivano dalle fasce più deboli della popolazione. La richiesta è chiara e urgente: Riapertura immediata degli accessi strategici, con l'installazione di dissuasori intelligenti che permettano il passaggio di carrozzine e pedoni impedendo quello dei mezzi elettrici. Controlli reali e sanzioni severe: La sicurezza si fa con la presenza della Polizia Locale, non con i lucchetti. Caro Sindaco, Barletta non può permettersi di avere un Castello "blindato" e un giardino deserto. È tempo che l'Amministrazione si assuma la responsabilità di gestire la città, anziché chiuderla».
«A sollevare la voce, con rabbia e delusione, sono soprattutto i cittadini disabili e le loro famiglie, che vedono nel "muro" alzato dal Comune l'ennesima barriera insormontabile. Le segnalazioni più accorate arrivano proprio da chi ha difficoltà motorie. Per un cittadino in carrozzina o con mobilità ridotta, la chiusura degli accessi laterali non è un semplice "giro più lungo", ma una negazione del diritto alla città.
Gli accessi dei giardini fungevano da collegamento vitale tra i parcheggi e il centro storico. Obbligare a un unico ingresso significa costringere chi ha difficoltà fisiche a percorsi tortuosi, spesso su manti stradali sconnessi o marciapiedi non a norma. Quello che è l'unico vero polmone verde di Barletta sta diventando inaccessibile per chi avrebbe più bisogno di goderne, trasformando un'area di svago in un simbolo di esclusione. Questa è una Soluzione che punisce gli Innocenti, dichiara Grazia Desario, dirigente assemblea nazionale di Sinistra Italiana.
L'intento di fermare l'inciviltà di chi sfreccia con i motorini elettrici è condivisibile, ma la strategia adottata appare punitiva verso la cittadinanza onesta. Invece di presidiare e sanzionare, si è scelto di "sigillare". I giardini del Castello non sono una riserva privata, ma il cordone ombelicale che unisce il borgo antico al resto della città. Chiudere questi varchi significa: demotivare la frequentazione: Se l'accesso è difficile, la gente smette di andarci; uccidere il commercio e il turismo.
Il collegamento tra parcheggi e centro storico è essenziale per la vitalità economica della zona. Significa aumentare l'abbandono: Un parco meno vissuto dai cittadini perbene diventa, paradossalmente, più preda di vandali e degrado nelle zone d'ombra. "Non si può combattere il degrado creando discriminazione. Chiudere i cancelli in faccia ai disabili per non riuscire a fermare quattro bulli in bici elettrica è la dichiarazione di fallimento di una politica di sicurezza urbana."
Il Sindaco non può continuare a ignorare le proteste che arrivano dalle fasce più deboli della popolazione. La richiesta è chiara e urgente: Riapertura immediata degli accessi strategici, con l'installazione di dissuasori intelligenti che permettano il passaggio di carrozzine e pedoni impedendo quello dei mezzi elettrici. Controlli reali e sanzioni severe: La sicurezza si fa con la presenza della Polizia Locale, non con i lucchetti. Caro Sindaco, Barletta non può permettersi di avere un Castello "blindato" e un giardino deserto. È tempo che l'Amministrazione si assuma la responsabilità di gestire la città, anziché chiuderla».