Disfida di Barletta, strutture ricettive al 55%. Barletta Ricettiva: «Il potenziale c’è, ora servono risorse certe, programmazione e identità»
La nota dell'associazione
lunedì 21 settembre 2026
13.29
«La Disfida di Barletta conferma ancora una volta la propria capacità di generare interesse, presenze e movimento in città, seppur con numeri ancora lontani da quel sold out che un appuntamento di questa portata dovrebbe essere in grado di produrre». Così il presidente di Barletta Ricettiva, Raffaele Rizzi.
«Secondo i primi riscontri raccolti tra le strutture aderenti a Barletta Ricettiva, nei giorni della manifestazione il livello medio di occupazione si è attestato intorno al 55%. Un risultato certamente0 positivo, ma che allo stesso tempo evidenzia quanto potenziale resti ancora inespresso.
Negli ultimi anni, però, un risultato importante è stato raggiunto: la Disfida è tornata ad avere continuità. Non siamo più di fronte a quell'appuntamento sporadico che per lungo tempo ha caratterizzato la rievocazione, con edizioni alternate ad anni di assenza e con un interesse inevitabilmente ridotto. Oggi la manifestazione viene riproposta stabilmente e questo rappresenta un passo in avanti che va riconosciuto e preservato.
A questo si aggiunge un altro elemento fondamentale: la data della rievocazione è stata istituzionalizzata dal Consiglio comunale, fornendo finalmente alla città e agli operatori un punto di riferimento certo attorno al quale poter costruire una programmazione.
Il vero nodo, dunque, non è più soltanto la data. Il problema resta la certezza delle risorse economiche necessarie per organizzare e promuovere adeguatamente la manifestazione. Quando i finanziamenti arrivano a ridosso dell'evento, diventa estremamente difficile sviluppare con il dovuto anticipo una campagna di comunicazione, costruire pacchetti turistici, coinvolgere tour operator, strutture ricettive, ristorazione e commercio e promuovere la Disfida
fuori dai confini cittadini e regionali.
Gli stessi atti relativi all'organizzazione dell'edizione 2026 mostrano come importanti passaggi operativi siano stati formalizzati soltanto tra la fine di agosto e l'inizio di settembre.
È su questo aspetto che, come territorio, occorre aprire una riflessione seria. Un evento identitario come la Disfida di Barletta non può dipendere ogni anno da finanziamenti che arrivano all'ultimo momento. La Regione Puglia dovrebbe poter garantire una prospettiva programmatoria più stabile per una manifestazione che rappresenta non soltanto Barletta, ma una parte importante della storia e dell'offerta culturale pugliese.
Una città con questo patrimonio storico non può vivere le proprie manifestazioni più rappresentative come una "grazia ricevuta" di anno in anno. Servono risorse certe, programmazione pluriennale e la possibilità di comunicare l'evento molti mesi prima.
Barletta ha un potenziale enorme: la storia della Disfida, il Castello, il centro storico, il mare, l'enogastronomia e una rete ricettiva che negli ultimi anni è cresciuta notevolmente. Ma il potenziale, da solo, non basta. Deve essere accompagnato dalla costruzione di un'identità turistica forte e riconoscibile.
Il 55% di occupazione registrato rappresenta quindi un segnale positivo, ma anche uno stimolo. L'obiettivo deve essere quello di arrivare a una città piena, con visitatori che scelgano Barletta appositamente per vivere la Disfida e che rimangano sul territorio anche più giorni.
Barletta Ricettiva vuole infine rivolgere un sincero ringraziamento a tutti coloro che continuano a rendere possibile questa manifestazione: all'Amministrazione comunale, agli organizzatori, alla regia, alle maestranze, alle sarte, ai figuranti, alle associazioni, ai volontari, alle forze dell'ordine e a tutte quelle persone che lavorano spesso dietro le quinte con passione e senso di appartenenza.
La continuità della Disfida è una conquista. La data certa è un altro passo importante. Ora manca il tassello decisivo: garantire risorse e programmazione con largo anticipo affinché la Disfida possa diventare
davvero uno dei grandi appuntamenti turistico-culturali della Puglia».
«Secondo i primi riscontri raccolti tra le strutture aderenti a Barletta Ricettiva, nei giorni della manifestazione il livello medio di occupazione si è attestato intorno al 55%. Un risultato certamente0 positivo, ma che allo stesso tempo evidenzia quanto potenziale resti ancora inespresso.
Negli ultimi anni, però, un risultato importante è stato raggiunto: la Disfida è tornata ad avere continuità. Non siamo più di fronte a quell'appuntamento sporadico che per lungo tempo ha caratterizzato la rievocazione, con edizioni alternate ad anni di assenza e con un interesse inevitabilmente ridotto. Oggi la manifestazione viene riproposta stabilmente e questo rappresenta un passo in avanti che va riconosciuto e preservato.
A questo si aggiunge un altro elemento fondamentale: la data della rievocazione è stata istituzionalizzata dal Consiglio comunale, fornendo finalmente alla città e agli operatori un punto di riferimento certo attorno al quale poter costruire una programmazione.
Il vero nodo, dunque, non è più soltanto la data. Il problema resta la certezza delle risorse economiche necessarie per organizzare e promuovere adeguatamente la manifestazione. Quando i finanziamenti arrivano a ridosso dell'evento, diventa estremamente difficile sviluppare con il dovuto anticipo una campagna di comunicazione, costruire pacchetti turistici, coinvolgere tour operator, strutture ricettive, ristorazione e commercio e promuovere la Disfida
fuori dai confini cittadini e regionali.
Gli stessi atti relativi all'organizzazione dell'edizione 2026 mostrano come importanti passaggi operativi siano stati formalizzati soltanto tra la fine di agosto e l'inizio di settembre.
È su questo aspetto che, come territorio, occorre aprire una riflessione seria. Un evento identitario come la Disfida di Barletta non può dipendere ogni anno da finanziamenti che arrivano all'ultimo momento. La Regione Puglia dovrebbe poter garantire una prospettiva programmatoria più stabile per una manifestazione che rappresenta non soltanto Barletta, ma una parte importante della storia e dell'offerta culturale pugliese.
Una città con questo patrimonio storico non può vivere le proprie manifestazioni più rappresentative come una "grazia ricevuta" di anno in anno. Servono risorse certe, programmazione pluriennale e la possibilità di comunicare l'evento molti mesi prima.
Barletta ha un potenziale enorme: la storia della Disfida, il Castello, il centro storico, il mare, l'enogastronomia e una rete ricettiva che negli ultimi anni è cresciuta notevolmente. Ma il potenziale, da solo, non basta. Deve essere accompagnato dalla costruzione di un'identità turistica forte e riconoscibile.
Il 55% di occupazione registrato rappresenta quindi un segnale positivo, ma anche uno stimolo. L'obiettivo deve essere quello di arrivare a una città piena, con visitatori che scelgano Barletta appositamente per vivere la Disfida e che rimangano sul territorio anche più giorni.
Barletta Ricettiva vuole infine rivolgere un sincero ringraziamento a tutti coloro che continuano a rendere possibile questa manifestazione: all'Amministrazione comunale, agli organizzatori, alla regia, alle maestranze, alle sarte, ai figuranti, alle associazioni, ai volontari, alle forze dell'ordine e a tutte quelle persone che lavorano spesso dietro le quinte con passione e senso di appartenenza.
La continuità della Disfida è una conquista. La data certa è un altro passo importante. Ora manca il tassello decisivo: garantire risorse e programmazione con largo anticipo affinché la Disfida possa diventare
davvero uno dei grandi appuntamenti turistico-culturali della Puglia».