Comitato di quartiere zona 167: «Il “periplo” degli studenti: una soluzione semplice che attende una risposta»
La nota di Giuseppe Di Bari
mercoledì 23 settembre 2026
«Quasi un chilometro per raggiungere la scuola quando potrebbe bastare un varco pedonale in via degli Ulivi. Dopo le precedenti segnalazioni, si torna a chiedere alle istituzioni di valutare concretamente una soluzione che potrebbe migliorare la quotidianità di centinaia di studenti». Così il presidente del comitato di quartiere zona 167, Giuseppe Di Bari.
«Ci sono problemi che richiedono risorse, progettazioni complesse e tempi amministrativi inevitabilmente lunghi. E poi ci sono situazioni che, prima ancora delle risorse, richiedono attenzione, confronto e capacità di individuare una soluzione praticabile. È il caso del percorso che ogni giorno centinaia di studenti sono costretti ad affrontare per raggiungere il Polivalente "Cassandro-Nervi-Fermi".
Per accedere all'istituto, gli studenti devono compiere il vero e proprio "periplo" di un intero isolato, percorrendo quasi un chilometro che potrebbe essere evitato attraverso un collegamento pedonale diretto. Un disagio che diventa ancora più evidente nelle giornate di pioggia, quando un tragitto lungo e poco funzionale rende ancora più difficoltoso raggiungere la scuola. Eppure una possibile soluzione è stata già individuata: l'apertura di un varco pedonale in via degli Ulivi, proprio in corrispondenza di un'area dove risulta già predisposta la pavimentazione per consentire l'accesso al complesso scolastico. Non si parla di una grande infrastruttura né di un intervento particolarmente complesso. Si chiede piuttosto di verificare la fattibilità di un collegamento pedonale diretto e sicuro, nell'interesse degli studenti e delle loro famiglie.
La proposta è già stata sottoposta alle istituzioni competenti attraverso segnalazioni corredate da piantina e documentazione fotografica. Ora sarebbe auspicabile che si passasse dalla segnalazione alla verifica concreta della soluzione. È questo il punto centrale della questione. Quando una criticità riguarda quotidianamente centinaia di giovani, le istituzioni hanno il compito di esaminare le possibili alternative e individuare quella più efficace e sostenibile. Se il varco è tecnicamente e giuridicamente realizzabile, occorre valutarne l'attuazione; se esistono impedimenti, sarebbe altrettanto importante conoscerli e comprendere quali eventuali soluzioni alternative possano essere adottate. È una questione di buon senso e attenzione alle esigenze della comunità scolastica.
La scuola dovrebbe essere facilmente raggiungibile e sicura. Ridurre un percorso inutilmente lungo significa rendere più agevole la vita quotidiana degli studenti e, soprattutto, dimostrare che anche un piccolo intervento può produrre un beneficio concreto per un numero significativo di persone. Per questo la richiesta torna oggi all'attenzione delle istituzioni competenti: verificare senza ulteriori rinvii la possibilità di aprire il varco pedonale di via degli Ulivi. Non si chiedono scorciatoie amministrative, ma una valutazione seria e trasparente della proposta. Perché qualche metro di collegamento può evitare agli studenti quasi un chilometro di percorso ogni giorno. E quando una soluzione appare semplice e concretamente praticabile, vale la pena almeno percorrerla fino in fondo».
«Ci sono problemi che richiedono risorse, progettazioni complesse e tempi amministrativi inevitabilmente lunghi. E poi ci sono situazioni che, prima ancora delle risorse, richiedono attenzione, confronto e capacità di individuare una soluzione praticabile. È il caso del percorso che ogni giorno centinaia di studenti sono costretti ad affrontare per raggiungere il Polivalente "Cassandro-Nervi-Fermi".
Per accedere all'istituto, gli studenti devono compiere il vero e proprio "periplo" di un intero isolato, percorrendo quasi un chilometro che potrebbe essere evitato attraverso un collegamento pedonale diretto. Un disagio che diventa ancora più evidente nelle giornate di pioggia, quando un tragitto lungo e poco funzionale rende ancora più difficoltoso raggiungere la scuola. Eppure una possibile soluzione è stata già individuata: l'apertura di un varco pedonale in via degli Ulivi, proprio in corrispondenza di un'area dove risulta già predisposta la pavimentazione per consentire l'accesso al complesso scolastico. Non si parla di una grande infrastruttura né di un intervento particolarmente complesso. Si chiede piuttosto di verificare la fattibilità di un collegamento pedonale diretto e sicuro, nell'interesse degli studenti e delle loro famiglie.
La proposta è già stata sottoposta alle istituzioni competenti attraverso segnalazioni corredate da piantina e documentazione fotografica. Ora sarebbe auspicabile che si passasse dalla segnalazione alla verifica concreta della soluzione. È questo il punto centrale della questione. Quando una criticità riguarda quotidianamente centinaia di giovani, le istituzioni hanno il compito di esaminare le possibili alternative e individuare quella più efficace e sostenibile. Se il varco è tecnicamente e giuridicamente realizzabile, occorre valutarne l'attuazione; se esistono impedimenti, sarebbe altrettanto importante conoscerli e comprendere quali eventuali soluzioni alternative possano essere adottate. È una questione di buon senso e attenzione alle esigenze della comunità scolastica.
La scuola dovrebbe essere facilmente raggiungibile e sicura. Ridurre un percorso inutilmente lungo significa rendere più agevole la vita quotidiana degli studenti e, soprattutto, dimostrare che anche un piccolo intervento può produrre un beneficio concreto per un numero significativo di persone. Per questo la richiesta torna oggi all'attenzione delle istituzioni competenti: verificare senza ulteriori rinvii la possibilità di aprire il varco pedonale di via degli Ulivi. Non si chiedono scorciatoie amministrative, ma una valutazione seria e trasparente della proposta. Perché qualche metro di collegamento può evitare agli studenti quasi un chilometro di percorso ogni giorno. E quando una soluzione appare semplice e concretamente praticabile, vale la pena almeno percorrerla fino in fondo».